Seychelles, il paradiso dove una vacanza può aiutare a proteggere le balene
di Maria Grazia FilippiSalvare le balene. Si può andare alle Seychelles non soltanto per le sue acque turchesi, le spiagge di granito tra le più fotografate al mondo, le foreste tropicali patrimonio Unesco e una biodiversità marina straordinaria. Le Seychelles oggi, pur continuando a essere una delle destinazioni più affascinanti dell'Oceano Indiano - sebbene con una diminuzione del 15% degli arrivi rispetto al 2025 dovuta alla Guerra del Golfo che garantisce però una vacanza ancora più lontana da masse da overtourism - oggi offrono ai viaggiatori anche una diversa opportunità di vivere la propria esperienza: contribuire in prima persona alla ricerca scientifica e alla tutela dei cetacei. L'arcipelago ha infatti avviato un innovativo programma di monitoraggio di balene e delfini che trasforma ogni uscita in mare in un'occasione per raccogliere dati preziosi. Non soltanto biologi e ricercatori: anche turisti, pescatori, skipper e operatori del settore possono diventare protagonisti di un grande progetto di c…
Salvare le balene. Si può andare alle Seychelles non soltanto per le sue acque turchesi, le spiagge di granito tra le più fotografate al mondo, le foreste tropicali patrimonio Unesco e una biodiversità marina straordinaria. Le Seychelles oggi, pur continuando a essere una delle destinazioni più affascinanti dell'Oceano Indiano - sebbene con una diminuzione del 15% degli arrivi rispetto al 2025 dovuta alla Guerra del Golfo che garantisce però una vacanza ancora più lontana da masse da overtourism - oggi offrono ai viaggiatori anche una diversa opportunità di vivere la propria esperienza: contribuire in prima persona alla ricerca scientifica e alla tutela dei cetacei. L'arcipelago ha infatti avviato un innovativo programma di monitoraggio di balene e delfini che trasforma ogni uscita in mare in un'occasione per raccogliere dati preziosi. Non soltanto biologi e ricercatori: anche turisti, pescatori, skipper e operatori del settore possono diventare protagonisti di un grande progetto di citizen science dedicato alla conservazione degli ecosistemi marini.
Un paradiso per le balene nell'Oceano Indiano
Le acque delle Seychelles occupano una posizione strategica nel cuore dell'Oceano Indiano occidentale, lungo importanti rotte percorse da numerose specie di cetacei. In questo vasto ambiente marino sono stati documentati capodogli, stenelle, delfini tursiopi, pseudorche e diverse specie di balene, tra cui le balene megattere, che durante le loro migrazioni stagionali attraversano queste acque per raggiungere le aree di riproduzione e alimentazione. Nonostante questa straordinaria ricchezza biologica, molti aspetti della presenza dei cetacei nell'arcipelago rimangono ancora poco conosciuti. Quali specie vivono stabilmente nelle acque seychellesi? Quali sono soltanto di passaggio? Quali zone sono fondamentali per l'alimentazione, la riproduzione o le migrazioni? Sono domande cruciali per pianificare efficaci strategie di conservazione, soprattutto in un contesto in cui cambiamenti climatici, traffico marittimo e attività di pesca esercitano pressioni crescenti sugli ecosistemi oceanici.
La ricerca scientifica che coinvolge i cittadini
Per rispondere a questi interrogativi, la Marine Conservation Society Seychelles, in collaborazione con l'University of Seychelles, ha lanciato un progetto di ricerca dedicato al monitoraggio dei cetacei nelle acque dell'arcipelago. L'iniziativa, attiva da gennaio e sostenuta dal Blue Grants Fund-9 del Seychelles Conservation and Climate Adaptation Trust, punta a costruire una solida base di dati scientifici che permetta di comprendere meglio la distribuzione delle specie, i periodi di presenza e le aree marine più importanti per la loro sopravvivenza. L'aspetto più innovativo del programma è però il coinvolgimento diretto della popolazione e dei visitatori. Chiunque avvisti una balena o un delfino durante una navigazione, un'escursione o un'attività di pesca può contribuire alla ricerca inviando fotografie o video dell'osservazione, insieme alla data, all'orario e alle coordinate GPS del punto di avvistamento. Le segnalazioni relative agli avvistamenti effettuati da gennaio 2026 possono essere inviate via e-mail all'indirizzo mcsscetaceans@gmail.com oppure tramite WhatsApp al numero +248 2670043. Ogni contributo entrerà a far parte di un database scientifico destinato a migliorare la conoscenza dei cetacei dell'Oceano Indiano occidentale. Trasformando una vacanza e l’emozionante incontro con una balena in un modello di ricerca partecipata preziosa per la comunità scientifica.
Turismo e conservazione possono viaggiare insieme
Da anni le Seychelles rappresentano un punto di riferimento internazionale per il turismo naturalistico. Oltre alle celebri spiagge di Anse Source d'Argent e Anse Lazio, l'arcipelago offre alcune delle aree marine più integre del pianeta, dove immersioni, snorkeling, escursioni in barca e birdwatching permettono di entrare in contatto con una biodiversità eccezionale. Negli ultimi anni il Paese ha investito con decisione nella tutela dell'ambiente, arrivando a proteggere circa il 30% delle proprie acque territoriali attraverso un vasto sistema di aree marine protette. Un impegno che ha trasformato le Seychelles in uno dei laboratori internazionali più interessanti per la conservazione degli ecosistemi oceanici e per lo sviluppo di un turismo sostenibile. Il nuovo programma dedicato ai cetacei si inserisce perfettamente in questa visione, proponendo un modello di viaggio in cui il visitatore non è soltanto spettatore della natura, ma diventa parte attiva della sua tutela.
Quasi trent'anni di impegno per il mare
A guidare il progetto è la Marine Conservation Society Seychelles, organizzazione non profit che comprende anche lo Shark Research Institute Seychelles e che dal 1997 opera nella ricerca scientifica, nella conservazione degli ecosistemi marini e nell'educazione ambientale. Nel corso della sua attività l'associazione ha sviluppato numerosi programmi dedicati al ripristino delle barriere coralline, alla protezione delle tartarughe marine, alla gestione delle aree marine protette e alla formazione delle comunità locali. Un approccio che unisce ricerca, partecipazione e collaborazione istituzionale e che oggi trova nella citizen science uno degli strumenti più efficaci per ampliare la raccolta dei dati e rafforzare la protezione della biodiversità.