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Borghi più belli d’Italia. La guida con le 382 località-gioiello del Belpaese

Castelmezzano (Basilicata - foto Lorenzo Palazzo)
Castelmezzano (Basilicata - foto Lorenzo Palazzo) 
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Il primo, oltre vent’anni fa, fu Sperlonga nel Lazio. A cui si affiancarono, in Umbria, Paciano e Castiglione del Lago. L’ultimo a entrare nella nuova guida de I Borghi più belli d’Italia, appena presentata a Roma, è ancora nello scenario laziale: Capranica Prenestina, un paese di montagna avvolto nel silenzio di boschi di castagno a 50 chilometri da Roma.

Accanto a tanti altri gioielli italiani, new entry 2026, che brillano dal Friuli Venezia Giulia con Spilimbergo (Pordenone) con la sua Scuola Mosaicisti, l’unica al mondo che insegna le tecniche musive, e Cividale del Friuli (Udine), Patrimonio Unesco per la ricchezza del suo passato longobardo, fino alla Calabria che vede entrare quest’anno fra i borghi più belli d’Italia Trebisacce e San Nicola Arcella (Cosenza). In mezzo un’affascinante storia di quasi un quarto di secolo con pagine sempre nuove, fatta di passione, scoperte e attenzione verso i piccoli centri del Belpaese e di un team che dal 2002 ha voluto dare vita all’associazione “I Borghi più belli d’Italia”, per tutelarli come luoghi unici per il loro patrimonio artistico, storico, culturale e paesaggistico.

La prima volta nel 2003

Pubblicando dall’anno dopo, nel 2003, la prima edizione della guida con (soli) 53 borghi. Oggi in quelle pagine riempite di bellezza (XVII edizione) ce ne sono ben 382 a conferma di come sia cambiato lo sguardo del Paese, in questi anni, sul concetto di “borgo” una parola entrata stabilmente nel vocabolario dell’identità italiana che prima era riduttiva oggi è evocativa: non indica solo un piccolo centro storico o una destinazione turistica. Indica un modo di abitare, di produrre bellezza, di custodire memoria e di immaginare futuro. I primi 3 sono ancora dentro, ma capita anche che qualcuno venga fatto uscire, come quest’anno per Foglia, frazione di Magliano Sabina nel Lazio, perché non rispettava più i parametri richiesti dall’associazione per le certificazioni, come richiesti dalla Carta di qualità: il comune, per esempio, non deve superare i 15mila abitanti, deve avere almeno il 70% degli edifici storico (anteriore al 1939), accanto a parametri legati a pulizia, decoro, qualità degli accessi e della manutenzione. E molto ancora valutato da verifiche periodiche.

I gioielli nascosti

Nella necessaria sintesi di un materiale così ampio, la guida fornisce tutte le informazioni per organizzare una visita: una presentazione generale del borgo con un po’ di storia, le cose principali da vedere, i sapori, gli eventi, le attività da svolgere all’aria aperta. Se guardiamo al lavoro nel suo complesso, quello che ne risulta è il resoconto, o meglio la dimostrazione, di un prezioso patrimonio storico, culturale, ambientale, unico al mondo. Perché solo nei piccoli centri storici d’Italia può capitare di entrare in una chiesa e trovare un affresco di Giorgione, a Montagnana, o di Raffaello, a Panicale, o una meravigliosa Madonna scolpita da Donatello, a Citerna, o una statua di Mantegna a Irsina. Oppure di entrare in un museo, e trovare Antonello da Messina, a Cefalù. Ma anche solo vivere l’insolita esperienza che offre un borgo come Apricale, in Liguria, fra i primi 53 inseriti e tuttora in guida, aggrappata al monte, con l’andamento sinuoso dei carruggi e i vecchi edifici in pietra che si sviluppano su più piani, così che capita che l’ingresso sia posto al piano alto e si debba scendere le scale per accedere alle stanze. Tutt’intorno il silenzio che di notte è rotto solo dalla civetta che grida nei boschi intorno.

Cividale del Friuli (Fabrice Gallina)
Cividale del Friuli (Fabrice Gallina) 

Rispetto alla precedente edizione, sono 30 i nuovi borghi certificati tra il 2024 e il 2026 dal comitato scientifico dell’associazione e inseriti nel prezioso vademecum. Tra gli altri già citati, Limone sul Garda (Brescia) che, nonostante il forte impatto turistico, riesce a preservare e valorizzare le sue caratteristiche storiche, come le limonaie, e a investire i proventi della stagione turistica nel sociale e nella vita di comunità. E ancora, Cusano Mutri (Benevento), Scheggino (Perugia), Borgo Antico di Termoli (Campobasso), borgo ospite perché il comune di Termoli supera i 15mila abitanti (il limite per i borghi ordinari), Rassa in Piemonte, Ceriana e Pieve di Teco in Liguria, Mulazzo in Toscana, Castelvetro e Bertinoro in Emilia-Romagna. O le bellissime Pieve di Teco, in Liguria, e Rivello, in Basilicata. Tra i borghi ospiti, ovvero quelli appartenenti a comuni con più di 15mila abitanti: Il Piazzo (comune di Biella), Borgo Castello (comune di Gorizia), Torre di Palme (comune di Fermo), Centro storico di Gravina in Puglia, San Marino (borgo ospite internazionale)Le 17 edizioni della guida, dal 2003 a oggi, hanno contribuito, con 530mila copie vendute complessivamente, a far conoscere la straordinaria ricchezza dell’Italia cosiddetta “minore”.

Anche tradotte

Diverse edizioni della guida sono state tradotte in inglese (l’ultima nel 2024), e anche in francese, tedesco, svedese e danese, mentre i giapponesi la guida sui borghi italiani se la sono fatta da soli, viaggiando per l’Italia a raccogliere informazioni. Nel panorama editoriale italiano, è un caso di successo raro e duraturo anche l’altro prodotto cartaceo legato ai Borghi più belli d’Italia, Borghi Magazine, che proprio lo scorso mese ha tagliato il traguardo del centesimo numero, un anniversario che celebra anni di lavoro editoriale costante reso possibile dalla casa editrice storica dei Borghi, Ser Servizi. Una rivista nata nel novembre 2015, bimestrale e bilingue, in italiano e inglese, realizzata in stretta collaborazione con i comuni che segnalano eventi, inaugurazioni, attività e le strategie adottate contro lo spopolamento, che resta il problema principale. Mentre la guida cartacea è un volume stampato annualmente per offrire un prezioso approfondimento periodico sul territorio. Due pubblicazioni, un solo racconto, la Guida e Borghi Magazine (diretti da Claudio Bacilieri), che narrano l’Italia più vera, più autentica, meno da cartolina: un’Italia che non chiede soltanto di essere ammirata, ma capita, attraversata, abitata.

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