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Carla Perotti la signora dei deserti che dall’Africa alla Cina ha trasformato il viaggio in terapia

Carla Perotti la signora dei deserti che dall’Africa alla Cina ha trasformato il viaggio in terapia

Dal 2009, il progetto Desert Therapy con il quale vengono accompagnati piccoli gruppi di viaggiatori a camminare nei deserti di tutto il mondo

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La chiamano la Signora dei Deserti. Ne ha percorsi sette nella sua vita, uno per continente. Dall’Africa alla Cina, al passo dei dromedari. Carla Perrotti, esploratrice, scrittrice, documentarista milanese ha fatto della passione per viaggi e sport (nipote di Raimondo Bucher, il primo recordman mondiale di profondità in apnea, ha raggiunto buoni risultati a livello agonistico in sci e atletica leggera ed è aiuto istruttore subacqueo) una professione, diventando e restando ancora oggi, dopo 40 anni, la prima donna ad avere attraversato a piedi, in solitaria, vaste aree desertiche (7 in 5 continenti). “La prima volta che ho impresso le mie orme, camminando da sola nella sabbia, avevo già 40 anni e oggi, dopo altrettanti, sono convinta che vivere esperienze del genere è un vera iniezione di salute e benessere”, racconta. Nasce da questa sua convinzione/sperimentazione, nel 2009, il progetto Desert Therapy con il quale Carla accompagna piccoli gruppi di viaggiatori a camminare nei deserti di tutto il mondo per avvicinare e far conoscere a tutte le persone che lo desiderano questa esperienza terapeutica (prossima partenza Mauritania 10 giorni/9 notti). E non solo. “Il senso di pace e di appagamento che ho provato nel corso delle mie traversate solitarie, nonostante le fatiche e le sofferenze, mi ha insegnato molto: ci si può curare in silenzio fra le dune del deserto. Luoghi vasti, isolati, vuoti, dove la nostra anima risuona. Niente è più potente del deserto che insegna a vivere e apprezzare la solitudine”, spiega la Perrotti, “è la necessità di vivere a contatto stretto con la natura e il silenzio nelle sue forme più intense, in poche parole, il deserto come filo conduttore rigenerante”. Carla Perrotti è anche la prima donna ad aver attraversato da sola con i Tuareg, in Sahara, il deserto del Ténéré in Niger nel 1991. Tre anni dopo ha completato la traversata del Salar de Uyuni in Bolivia e nel 2003 ha realizzato il suo sogno: attraversare un deserto per continente. Tutto sempre da sola. Perché a farle da compagnia c’è sempre stato lui, il deserto con i suoi rumori, i suoi colori, la sua vita e la sua potenza. “È un nulla pieno di tutto, che ti mette a nudo e a volte cambia la vita”.

Ma nella sua galleria si torna indietro di 30 anni (aprile 1996) per “vederla” dopo aver trascorso quattro giorni in una piccola comunità Boscimane, con un cacciatore di quel popolo, attraversare per 350 km una parte del deserto del Kalahari, in Botswana, prima donna al mondo. Alla partenza ha caricato uno zaino di 18 kg viaggiando per 15 giorni in completa autonomia di acqua e cibo, nutrendosi solo con quanto offriva il deserto e trovando l’acqua lungo il percorso. Tra ottobre e novembre del 1998, fa la traversata in solitaria e in autosufficienza del deserto del Taklimakan in Cina (in cinese significa “Deserto della morte irrevocabile”), percorrendo da sud a nord 550 km in 24 giorni, primo essere umano a sopravvivere a quella landa, seconda al mondo dopo il Sahara come superficie inabitabile. Ottobre 2003: Carla porta a termine la sua quinta impresa, l’attraversamento a piedi e in solitaria del Simpson Desert, in Australia. 20 giorni per un totale di 430 km solo con uno zaino di 25 kg pieno del poco necessario alla sopravvivenza. Nell’aprile 2008, parte dal deserto dell’Akakus Tadrark in Libia, nell’ambito del progetto “Peace for Africa”, per portare un messaggio di pace nel continente martoriato dalle lotte interne. Ma fra le sue tante imprese coraggiose ce n’è una che mai era stata fatta prima.

Prende per mano un uomo non vedente e lo conduce nel vuoto assoluto. È sempre lei, l’intrepida Signora dei Deserti, che sfida ancora l’impossibile. Niente punti di riferimento. Niente ombre. Solo bianco. Il bianco del Deserto Bianco in Egitto: 250 km cangianti da dune soffici a pietre bianche, da distese piatte di sabbia a formazioni rocciose piene di tranelli per le caviglie. E lui non vede. Carla Perrotti non ha solo accompagnato Fabio Pasinetti gli è prestato i suoi occhi, in un luogo dove anche chi ci vede bene si perde. “Essere non vedenti significa toccare la sabbia rovente e non vederne il colore”, ricorda Pasinetti. “Sentire il vento che ti strappa via la tenda dalle mani e non sapere dove va. Dormire sotto un firmamento immenso e non poterne elogiare la bellezza. Perché essere non vedenti è una disabilità triste. Straziante”. Ne è nato uno dei suoi libri più esemplari, “Lo sguardo oltre le dune” dopo aver pubblicato “Deserti”, il suo libro d’esordio, nel 1998 e giunto alla 11° edizione, e “Silenzi di sabbia”, nel 2007 pubblicati tutti da Corbaccio Editore Milano. Un racconto che pagina dopo pagina fa capire cosa vuol dire avere coraggio nella vita: è la prova che si può vedere anche senza occhi quando accanto a te hai qualcuno che ti racconta le meraviglie del deserto con il cuore. Un libro che ti toglie il fiato e poi te lo restituisce diversamente.

Ma davanti alla galleria di viaggi vissuti e documentati “lady desert” ha in programma altre partenze per chiunque volesse provare la Desert Therapy. Non si tratta di viaggi d’elite, bisogna essere predisposti mentalmente a vivere con l’essenziale, a camminare e ad aprirsi ad accogliere quello che potrebbe arrivare con curiosità. “Lo scopo dei nostri viaggi è entrare nell’ambiente, ma soprattutto è scoprire e scoprirsi”, spiega Perrotti, “partire verso un deserto significa anche esplorare l’anima: qualcuno lo affronta per ritrovare se stesso, chi per curarsi, chi per curiosità. Il deserto insegna a gestire la solitudine, a trovare stimoli, cosa utile in questo periodo che può essere messo a frutto per progettare, per sognare, per dare vita a qualcosa di nuovo per il domani, anche nel presente”. Prossima partenza? Il 2 dicembre verso il deserto della Mauritania, uno dei più spettacolari della terra dove le dune incontrano l’oceano Atlantico. La carovana di dromedari è già lì che vi aspetta.

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