La Maremma toscana non è solo la terra degli Etruschi, delle loro misteriose “Vie Cave” scavate nel tufo, delle necropoli che ancora ci stupiscono, delle abitazioni rupestri, ma è molto, molto di più.
È un viaggio sempre vivo attraverso la Storia e attraverso l’Arte che, messe insieme, vanno dagli Etruschi ai Romani, dal Medioevo al Rinascimento, e arrivano fino ai giorni nostri, toccando anche l’importante cultura contadina locale. Sono oltre 40 i musei, le aree archeologiche, i centri espositivi, i giardini d’Arte della Provincia di Grosseto, riuniti nel sistema Musei di Maremma.
Contribuiscono a questo enorme patrimonio culturale e naturalistico 20 comuni, il Parco Nazionale delle Colline Metallifere Grossetane (nel quale viene riscoperta la storia mineraria di questo territorio), la Fondazione Grosseto Cultura e alcuni musei privati con collezioni permanenti e mostre temporanee.
Vediamo da vicino alcune realtà. Nelle cosiddette Colline Metallifere (il loro nome viene dalla presenza di ferro, rame, piombo e argento, estratti fin dall’Antichità) un centro storico medioevale che vale una visita è Massa Marittima con ben due musei, il Museo Archeologico Giovanangelo Camporeale, con testimonianze importanti della civiltà etrusca, e il Museo d’Arte Sacra di San Pietro nel Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano: queste due ultime realtà conservano e raccontano le testimonianza storiche del passato minerario del territorio e il lavoro operaio dentro e fuori i cunicoli.
Spostandoci sulla costa, troviamo Follonica, affacciata sull’omonimo golfo: qui va assolutamente visitato il MAGMA, Museo delle Arti in Ghisa della Maremma. È una testimonianza della storia tecnologica, artistica e insieme umana dello Stabilimento siderurgico di Follonica, la ex-Ilva, ormai dismessa, il cui passato, legato alle colline metallifere e all’isola d’Elba, risale al Cinquecento, quando gli Appiani, signori di Piombino, fecero costruire a Follonica una ferriera per fondere il ferro estratto dalle miniere dell’Elba. Lo stabilimento fu chiuso definitivamente nel 1960.
Tra storia ed economia della Maremma, dall’Età del Bronzo fino al Seicento, si muove il Centro di Documentazione del Territorio Riccardo Francovich di Scarlino, mentre all’archeologia subacquea è dedicato il MAPS, Museo Archeologico del Portus Scabris di Puntone di Scarlino, inaugurato nel 2009 e ospitato in un ex casello idraulico completamente ristrutturato. L’antico porto romano era usato per il carico e scarico delle merci, molte anfore, vasellame e altri oggetti esposti nel museo caddero molto probabilmente in mare accidentalmente o, non più utilizzabili, furono gettati in mare e ritrovati recentemente dai subacquei.
Vetulonia è celebre per la Necropoli e tutta la sua area archeologica, ma qui vale la pena di visitare il Museo Archeologico Isidoro Falchi, archeologo e medico toscano (1838-1914) il cui nome è indissolubilmente legato agli scavi di Vetulonia. Il museo conserva corredi funerari etruschi, vasi cinerari, urne, oggetti preziosi in oro e argento, terrecotte.
L’elenco dei musei e dei luoghi di interesse culturale sarebbe ancora lunghissimo, citiamo tra i tanti a Grosseto il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma e il Museo d’Arte Sacra della Diocesi della città, a Orbetello il Museo Archeologico Guzman, a Scanzano un interessante Museo della Vite e del Vino.
Di tutt’altro genere, ma non meno spettacolare, è il “Giardino Viaggio di Ritorno” realizzato dal bio-architetto Rodolfo Lacquaniti in un’area naturalistica di Castiglione della Pescaia (Podere del Leccio, Buriano). Si tratta di un parco assolutamente inconsueto popolato di sculture e istallazioni contemporanee che hanno lo scopo di far ritornare il visitatore alla natura, alle nostre origini primordiali per mettere in discussione tutte le percezioni distorte dalla vita urbana.