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(ansa)

Dati e privacy, una difesa di Facebook

Il social network di Mark Zuckerberg dovrebbe ammettere la propria colpevolezza, ma non per ciò di cui è accusato. La profilazione degli elettori? Fu sfruttata per primo da Obama. L'influenza sul voto? Non ci sono prove. Il tracciamento degli utenti? Lo fanno tutti. Quello che manca davvero è la trasparenza necessaria per chi possiede una enorme quantità di informazioni personali e un ruolo pubblico conclamato

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