✕

Olimpiadi invernali. Addio lanterne rosse

Eileen Gu (agf)

Ascolta l'audio

A Pechino si chiude. Nel 2024 tocca a Parigi, nel 2026 a Milano-Cortina
2 minuti di lettura

Addio Pechino, spegni le lanterne rosse. Basta Asia, si torna in Europa. Nel 2024 tocca a Parigi, nel 2026 a Milano-Cortina. Si sa, ai Giochi la politica non deve entrare, infatti la fotografia dei due atleti, ucraino e russo, che si abbracciano sul podio ha fatto il giro del mondo, infatti il governo cinese ha deciso di far riapparire sulla neve, per dimostrare che è ancora viva, la tennista Peng Shuai che aveva denunciato molestie, infatti il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha protestato contro il commento di Bach, presidente Cio, che accusava lo staff tecnico russo «di freddezza e insensibilità» verso la loro pattinatrice quindicenne Valieva, in lacrime dopo vari capitomboli. Prima cosa: ma al Cremlino non hanno di meglio da fare? E seconda: si può lanciare una petizione per far variare le musiche del pattinaggio che ormai il Bolero ha un po’ rotto?


Sono stati Giochi duri, difficili e problematici. Altro che Stronger Together, di ins…

Addio Pechino, spegni le lanterne rosse. Basta Asia, si torna in Europa. Nel 2024 tocca a Parigi, nel 2026 a Milano-Cortina. Si sa, ai Giochi la politica non deve entrare, infatti la fotografia dei due atleti, ucraino e russo, che si abbracciano sul podio ha fatto il giro del mondo, infatti il governo cinese ha deciso di far riapparire sulla neve, per dimostrare che è ancora viva, la tennista Peng Shuai che aveva denunciato molestie, infatti il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha protestato contro il commento di Bach, presidente Cio, che accusava lo staff tecnico russo «di freddezza e insensibilità» verso la loro pattinatrice quindicenne Valieva, in lacrime dopo vari capitomboli. Prima cosa: ma al Cremlino non hanno di meglio da fare? E seconda: si può lanciare una petizione per far variare le musiche del pattinaggio che ormai il Bolero ha un po’ rotto?


Sono stati Giochi duri, difficili e problematici. Altro che Stronger Together, di insieme c’è stato poco, anche perché era proibito. Bach li ha definiti sicuri. Filo spinato, bolle, isolamento, desolazione. Atmosfera cimiteriale, a parte la prima Haka sottozero per l’oro di Porteous nel freestyle e la coreografia alla Mo Farah dei pattinatori coreani. Spunti interessanti: gli atleti non si fanno più guidare, vogliono scegliere loro da chi farsi comandare tecnicamente. Pandemia e crisi economica li hanno resi più autonomi. Sanno di cosa hanno bisogno e non stanno più ad aspettare le direttive federali. Spesso cercano più qualità, altre motivazioni, scambi internazionali. Pellegrino si allena con i russi, Fontana per conto suo, Brignone con la sua squadra. Se sbagliano lo vogliono fare da soli. Questo non perché i tecnici azzurri siano scarsi, ma perché dopo un po’ si ha bisogno di variazioni. Il Paese più vincente è la Norvegia, appena cinque milioni di abitanti. Certo, penserete, è un Paese che Ibsen ha sciolto a teatro, per il resto neve e ghiaccio. Sorpresa: il 93% dei bambini cresce praticando sport organizzati, con costi bassi. Da notare: a Tokyo la Norvegia ha vinto l’oro nel beach volley maschile. Proprio così, quello sport che si gioca al caldo, sulla spiaggia, infatti hanno importato la sabbia. Non meravigliatevi, ma lassù al nord hanno una Carta che difende i diritti dei bambini nello sport. «Possono decidere da soli quanto desiderano allenarsi e possono persino rinunciare alle partite, se vogliono solo esercitarsi. Vogliono cambiare club a metà stagione? Nessun problema». Mentre il Cio discute (inutilmente) da tempo sul limite di età per partecipare ai Giochi, rimbalzandosi le responsabilità con le Federazioni internazionali, salvo poi ridursi a singole reazioni scomposte. E mentre la commissione atleti non si fa sentire nemmeno sull’assurda cancellazione delle medaglie nel pattinaggio artistico.


Cosa ci ha detto Pechino? Che le invernali sono affari di famiglia (i partecipanti sono parenti per il 5%), che in America gli ascolti tv sono stati fallimentari, però la finale di hockey femminile Canada-Usa è stata la partita più seguita di questa stagione, che il mondo è sempre più double-face come la modella statunitense con cittadinanza cinese Eileen Gu, prima atleta freestyle a vincere tre medaglie, che l’Italia è andata bene più con le donne che con gli uomini (l’ultimo oro dello slalom è di Razzoli, 2010), ma che è il caso di ripensare impianti e attività visto che l’atleta più a sud della Nazionale è di Frascati. Oggi il messaggio (in cinese, Crozza si prepari) dei governatori di Lombardia e Veneto nella cerimonia di passaggio della bandiera olimpica curata da Balich sarà: benvenuti in Italia. Dovrebbero essere benvenute anche le nuove generazioni azzurre, con programmi, investimenti, selezioni. Invece di costringere la nostra (ex) meglio gioventù a mummificarsi. Vogliamo bene a Brignone, Fontana, Goggia, Lollobrigida, Moioli, Pellegrino, Visintin, Wierer, e agli altri/e, ma nel 2026 la più giovane di loro sarà Moioli, 30 anni. Organizzare i Giochi vuol dire guardare al futuro, non solo sfruttare il passato. Nella speranza che l’oro del curling di Amos (che ne avrà 30) e di Stefania, 26, facciano capire all’Italia che se in una coppia l’uomo spazza e la donna mira si vince.

Pechino 2022, oro nel freestyle, studentessa a Stanford e modella: Eileen Gu, simbolo dei Giochi