Un'atmosfera pazza. Prima, durante e dopo la vittoria dell'Ucraina. Chi l'avrebbe immaginata Torino calda da sembrare a momenti Ferragosto, allegra e sudata anche di notte, nei pochissimi pub aperti fino a tardi e per questo stracolmi di accenti, trucco, vestiti ultra-kitsch, tante bandiere annodate sul collo. È stata una settimana sopra le righe e al di là di ogni attesa. L'Eurovision come un secondo Sanremo. Ascolti rock per la Rai: le due semifinali, martedì e giovedì sera, che arrivano a 27 e quasi 28 per cento di share. Ieri l'exploit: 42 per cento. Nel 2021 la finale (l'unica serata andata in onda l'anno scorso, era Rotterdam ed era sull'onda social agitata dai Maneskin) aveva toccato il 25 per cento.
Un'atmosfera pazza. Prima, durante e dopo la vittoria dell'Ucraina. Chi l'avrebbe immaginata Torino calda da sembrare a momenti Ferragosto, allegra e sudata anche di notte, nei pochissimi pub aperti fino a tardi e per questo stracolmi di accenti, trucco, vestiti ultra-kitsch, tante bandiere annodate sul collo. È stata una settimana sopra le righe e al di là di ogni attesa. L'Eurovision come un secondo Sanremo. Ascolti rock per la Rai: le due semifinali, martedì e giovedì sera, che arrivano a 27 e quasi 28 per cento di share. Ieri l'exploit: 42 per cento. Nel 2021 la finale (l'unica serata andata in onda l'anno scorso, era Rotterdam ed era sull'onda social agitata dai Maneskin) aveva toccato il 25 per cento.
I cantanti di 40 Paesi coccolati negli alberghi come divi, assediati da fan e telecamere appena oltre le porte girevoli. Osano più di qualche uscita a sorpresa. Mahmood si è visto in piazza San Carlo circondato da grappoli di ragazzi e poi in Comune insieme al sindaco Stefano Lo Russo, uno seduto in gonna e calzini sopra alla caviglia, l'altro sul divano con le gambe accavallate e un sorriso grande così.
Lui e Blanco, i due italiani in gara che hanno fatto venir giù il Pala Olimpico anche nelle prove (biglietti da 30 a 100 euro, fino a 350 euro un posto per la finale), non si sono risparmiati, hanno cercato con la pelle la città, sono andati in giro in monopattino sotto la luna per cantare a squarciagola prima Azzurro e poi Brividi, come hanno fatto al parco del Valentino, dove c'è stata l'altra festa, quella a ingresso gratuito, l'Eurovillage da 17 mila presenze giornaliere, tantissimi adolescenti finalmente usciti dalle loro camerette anti-Covid.
Non si lamenta nessuno. E ci mancherebbe. Nella zona del Festival gli incassi di bar e ristoranti sono cresciuti del 30 per cento. Guide e trasporti turistici sono andati sold out. Oltre 40 mila le camere occupate negli hotel, arrivate a prezzi stellari in prossimità della chiusura di ieri (sabato 14 maggio). La città ha investito più di 14 milioni di euro, tra Comune, Regione, Camera di Commercio e Fondazioni bancarie. Alla vigilia dell'evento si diceva che per ogni euro versato ne sarebbero rientrati 7 con i visitatori. Non ci sono cifre ufficiali sui conti dell'Ebu, la European broadcasting union che dà vita all'Eurovision, ma le stime per Torino vanno dai 4 ai 6 milioni di euro. Uno e mezzo è arrivato dal governo.
Non solo la musica e il business hanno alimentato la suggestione Sanremo. Una scenografia kolossal, i ricordi, le presenze, molto si è ispirato alla festa madre. La conduttrice che lì si affacciò sul mondo appena diciottenne, Laura Pausini, costretta come i suoi compagni Alessandro Cattelan e Mika a scambi serrati, in questo senso ben lontani dall'Ariston. Raffaella Carrà, che poteva essere omaggiata al Pala Olimpico con più passione. Gigliola Cinquetti, che vinse nel '64 con Non ho l'età (per amarti), allora era il Gran Premio eurovisivo della canzone.
Poi c'è quel che fa la differenza. Qui siamo in Europa e lo show è in inglese, per questo il commento Rai si sdoppia e arriva in stile radiofonico al pubblico italiano, insieme a Gabriele Corsi, Cristiano Malgioglio e Carolina Di Domenico. C'è un seguito giovanissimo, già da anni attento all'Eurovision, quasi per definizione gender fluid, aperto, un universo che trascina quello adulto e lo porta dentro la contemporaneità come solo di recente si è visto nel Festival della canzone italiana.
Ma la distanza più grande con Sanremo è data dal fatto che l'edizione 2022 si è svolta in un altro tempo e in un altro pianeta, era prima del 24 febbraio. L'Eurovision invece sta tra guerra e pace. La Kalush Orchestra, la band ucraina che tutti da giorni ripetevano "vincerà", fa fatica a sorridere per tutta la settimana. Qui si balla, si grida di gioia. Il suo Paese è ricoperto di sangue. Stefania, il pezzo che il gruppo ha portato a Torino, dice così: "Troverò sempre la strada di casa, anche se tutte le strade sono distrutte".