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Il corpo delle donne patrimonio dell'umanità

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La decisione non è indolore ma è una questione di diritto
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Le donne nel mondo sono tre miliardi settecento dieci milioni su una popolazione totale di sette miliardi e novecento milioni. Secondo l’Onu è dal 1962 che gli uomini hanno superato come numero le donne soprattutto a causa di due paesi, Cina e India, dove gli aborti selettivi e l’infanticidio delle neonate sono ancora molto diffusi. Le donne sono quindi quasi la metà della popolazione della Terra, eppure, vengono ancora trattate come una “minoranza” a cui concedere o sottrarre diritti, a seconda degli equilibri di potere. La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti è il caso più recente ed eclatante. Sei membri conservatori e antiabortisti, tra cui Amy Coney Barrett, nominata da Donald Trump nel 2020, hanno deciso di revocare una legge (Roe v.Wade) che da cinquant’anni consentiva alle donne americane di interrompere la gravidanza. E questo anche se più di due terzi degli americani sono favorevoli al mantenimento d…

Le donne nel mondo sono tre miliardi settecento dieci milioni su una popolazione totale di sette miliardi e novecento milioni. Secondo l’Onu è dal 1962 che gli uomini hanno superato come numero le donne soprattutto a causa di due paesi, Cina e India, dove gli aborti selettivi e l’infanticidio delle neonate sono ancora molto diffusi. Le donne sono quindi quasi la metà della popolazione della Terra, eppure, vengono ancora trattate come una “minoranza” a cui concedere o sottrarre diritti, a seconda degli equilibri di potere. La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti è il caso più recente ed eclatante. Sei membri conservatori e antiabortisti, tra cui Amy Coney Barrett, nominata da Donald Trump nel 2020, hanno deciso di revocare una legge (Roe v.Wade) che da cinquant’anni consentiva alle donne americane di interrompere la gravidanza. E questo anche se più di due terzi degli americani sono favorevoli al mantenimento della Roe.


Jia Tolentino, in un recente articolo su The New Yorker ha scritto. “Chiunque di voi rimarrà incinta d’ora in poi dovrà affrontare la realtà che metà del Paese è nelle mani di legislatori che credono che la vostra personalità e autonomia siano condizionate, che credono che, se siete ingravidate da un’altra persona, in qualsiasi circostanza, abbiate il dovere legale e morale di sottoporvi alla gravidanza, al parto e, con ogni probabilità, a due o più decenni di assistenza, indipendentemente dalle conseguenze permanenti e potenzialmente devastanti per il vostro corpo, per il vostro cuore, per la vostra mente, per la vostra famiglia, per la vostra capacità di mettere il cibo in tavola, per i vostri progetti, per le vostre aspirazioni, per la vostra vita”.
Tredici degli Stati dell’Unione sono pronti ad applicare leggi iper-restrittive, e a ricongiungersi con gli altri sette che già lo fanno. Si stima che venti milioni di donne, o almeno quelle che potranno permetterselo, saranno costrette a viaggi lunghissimi per trovare una struttura in grado di accoglierle, dovranno ricorrere a sotterfugi per ricevere via posta le pillole abortive e rischieranno di essere incriminate per interruzione della gravidanza. Il controllo potrà essere capillare, dalle app di monitoraggio delle mestruazioni, al tracciamento su Intenet, ai messaggi e alle richieste di aiuto: ogni traccia potrà essere usata come prova. Questo mentre il movimento conservatore è già pronto per la prossima battaglia: vietare tutti i contraccettivi, compresa la pillola anticoncezionale e quella del giorno dopo.


È chiaro che la politica ha deciso di mettere di nuovo le mani sul corpo delle donne, cancellando conquiste che sembravano assodate e indiscutibili.
Uno degli slogan più famosi degli anni ’70 era: il corpo è mio e lo gestisco io. E allora proviamo a immaginare per un momento cosa succederebbe se tutte le donne del mondo decidessero di smettere di prestare il proprio corpo alla società, smettessero di fare tutto quello che fanno gratuitamente senza avere in cambio una reale parità per quanto riguarda i diritti, anzi vedendosi negare quello di decidere come, quando e a quali condizioni mettere al mondo un figlio.


Immaginiamo se contemporaneamente per un giorno tutte smettessero di alzarsi presto al mattino per preparare la colazione per l’intera famiglia, smettessero, in alcuni casi, di fare chilometri per procurarsi l’acqua, il cibo, smettessero di cucinare, di lavare i panni, di stirare, di cucire, di pulire la casa, di accudire gli anziani, i disabili, smettessero di accompagnare i figli a scuola, di andare a riprenderli, di aiutarli nei compiti e intrattenerli. E immaginiamo cosa succederebbe se lo facessero tutte, dagli angoli più sperduti dei cinque continenti alle megalopoli occidentali e asiatiche, dalle donne più povere e disagiate alle più benestanti, da quelle che credono nella famiglia tradizionale a quelle che rifiutano ogni classificazione di genere. Bene, se per quel giorno le donne si dedicassero solo a se stesse dimenticando famiglia, figli e accudimento, sarebbe il caos. Se lo facessero per una settimana si arriverebbe al collasso dell’organizzazione sociale, se decidessero di andare avanti per sempre sarebbe la più grande rivoluzione della storia dell’umanità.


Allora se il corpo delle donne è un bene così prezioso che serve a regolare la vita di miliardi di persone, andrebbe rispettato e tutelato; invece, le società, non solo lo hanno usato in tutti questi secoli senza retribuirlo, ma oggi pretendono di regolamentarlo un’altra volta, di controllare i desideri femminili più intimi, di giudicarne le scelte e di vietare l’aborto.
Il corpo delle donne dovrebbe diventare Patrimonio dell’Umanità e la battaglia per il suo rispetto riguardare non solo chi è favorevole all’aborto ma tutta la società in generale, e soprattutto le donne pro-vita, che dovrebbero capire che la loro libertà di procreare viene rafforzata, e non compromessa, dalla libertà di altre donne di interrompere la gravidanza perché in quel momento, in quella situazione, un figlio proprio non lo vogliono. E non pensiate mai che questa decisione sia indolore.


p.s. prego astenersi commenti tipo: noi i compiti li dividiamo a metà. Si sa che le eccezioni confermano sempre le regole.