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Il robot che non sa fare niente

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L'imprenditore Musk presenta Optimus e promette meraviglie tra dieci anni
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Si chiamerà anche Optimus, il nuovo robot presentato dall’imprenditore visionario Elon Musk, ma per ora non sa fare niente. Né bene, tantomeno ottimamente. L’umanoide che è comparso sul palco accanto al fondatore di Tesla nel corso dell’AI Day 2022, manifestazione dedicata ai prodigi dell’Intelligenza artificiale, si reggeva a malapena in piedi. E per ammissione dello stesso Musk, al momento non sa camminare in modo decente. Sullo schermo alle loro spalle, intanto, scorrevano immagini di Optimus che innaffiava le piante in giardino, consegnava pacchi, portava materiali pesanti all’interno di una fabbrica. Ma quei filmati sono sembrati un auspicio, più che una realtà.


E allora viene da chiedersi…

Si chiamerà anche Optimus, il nuovo robot presentato dall’imprenditore visionario Elon Musk, ma per ora non sa fare niente. Né bene, tantomeno ottimamente. L’umanoide che è comparso sul palco accanto al fondatore di Tesla nel corso dell’AI Day 2022, manifestazione dedicata ai prodigi dell’Intelligenza artificiale, si reggeva a malapena in piedi. E per ammissione dello stesso Musk, al momento non sa camminare in modo decente. Sullo schermo alle loro spalle, intanto, scorrevano immagini di Optimus che innaffiava le piante in giardino, consegnava pacchi, portava materiali pesanti all’interno di una fabbrica. Ma quei filmati sono sembrati un auspicio, più che una realtà.


E allora viene da chiedersi perché Elon Musk, che di successi concreti ne può rivendicare molti, debba annunciare qualcosa che ancora non esiste, che ancora non funziona. L’unica risposta possibile è che la sua strategia è sempre stata quella di anticipare il futuro. Lo ha fatto quando, inventando PayPal, ha rivoluzionato e semplificato i pagamenti online. Si è ripetuto all’ennesima potenza quando ha creato da zero una azienda di auto elettriche, la Tesla, che oggi per capitalizzazione surclassa tutti gli altri storici marchi delle quattro ruote. Ha fatto tris con SpaceX, compagnia che manda razzi in orbita per conto della Nasa e che lavora seriamente a una missione con equipaggio umano su Marte.
Ora, accanto all’androide che sembrava uscito da Guerre Stellari, Musk ha voluto dire al suo mondo (più in generale, al mondo): Tesla si dedicherà a questo business, perché è il futuro. Molto più dei passi incerti mossi da Optimus su quel palco, hanno potuto le promesse dell’imprenditore e del suo staff: in pochi anni questo robot sarà capace di assistere le persone in casa, in ufficio, in fabbrica, ne produrremo milioni e a un prezzo popolare: 20mila dollari (un terzo di una auto Tesla Model Y).
Perché dovremmo credere loro? Perché, ci spiegano, hanno sviluppato una tecnologia per le auto a guida autonoma, una intelligenza artificiale, che può essere facilmente riconvertita nel cervello di un umanoide artificiale. E poi perché Musk ha (quasi) sempre mantenuto le promesse, anche quelle che i più ritenevano campate per aria, come per esempio realizzare un razzo spaziale capace di portare in orbita un satellite e poi rientrare sulla Terra atterrando in verticale, pronto per una nuova missione.
Musk, dal palco del suo show AI Day 2002, ha chiesto un nuovo atto di fiducia: vi mostro un oggetto inutile e vi assicuro che in 5-10 anni sarà così bravo, anzi Optimus, che non ne potrete fare a meno. Lo ho già fatto in passato, ci riuscirò anche questa volta. Staremo a vedere. Intanto, anziché Optimus, potremmo chiamarlo Nihil, niente, come quello che sa fare.