Giorgia Meloni e le leggi del mare
di Furio Colombo , di Furio ColomboEcco le regole che chiunque, suddito o no della Repubblica italiana, deve osservare se vuole azzardare il traversamento del Mediterraneo.
1. "Se tu incontri per caso in mare una barca in difficoltà sei tenuto a salvare chi è a bordo. Ma se fai la spola fra le coste africane e l'Italia per traghettare migranti violi apertamente il diritto del mare e la legislazione internazionale". La seconda parte della frase (detta da Giorgia Meloni a Bruno Vespa per il suo libro annuale) è ovviamente priva di senso. Chiunque salva gente in mare si espone a questa finta accusa. È richiesto dal triste e pericoloso governo italiano.
2. Chi salva si tiene i salvati. È una frase folle che va spiegata perché assurda. Una nave che batte bandiera norvegese, salvi chi vuole, dove vuole, quando vuole. Ma poi deve portarsi i naufraghi in Norvegia. Il principio, che non esiste da quando esistono i porti sicuri, gli ospedali e ogni altro luogo di ac…
Ecco le regole che chiunque, suddito o no della Repubblica italiana, deve osservare se vuole azzardare il traversamento del Mediterraneo.
1. "Se tu incontri per caso in mare una barca in difficoltà sei tenuto a salvare chi è a bordo. Ma se fai la spola fra le coste africane e l'Italia per traghettare migranti violi apertamente il diritto del mare e la legislazione internazionale". La seconda parte della frase (detta da Giorgia Meloni a Bruno Vespa per il suo libro annuale) è ovviamente priva di senso. Chiunque salva gente in mare si espone a questa finta accusa. È richiesto dal triste e pericoloso governo italiano.
2. Chi salva si tiene i salvati. È una frase folle che va spiegata perché assurda. Una nave che batte bandiera norvegese, salvi chi vuole, dove vuole, quando vuole. Ma poi deve portarsi i naufraghi in Norvegia. Il principio, che non esiste da quando esistono i porti sicuri, gli ospedali e ogni altro luogo di accoglienza e di cura, nella sua rozza semplicità, riporta l'Italia indietro di secoli.
3. Evidentemente l'Europa commette un grave errore nel tenersi fuori e non partecipare, come dovrebbe, al salvataggio dei naufraghi. Ma dove è finita la vitale energia con spunti di intransigenza con cui l'Italia, una volta governata bene, avrebbe ottenuto attenzione e collaborazione (il tutto detto con determinazione inflessibile)? Si trattava di battere i pugni sui tavoli dei burocrati distratti. I pugni sono toccati ai migranti.
4. Gira da sempre, nel mondo Meloni, la persuasione, come una specie di propaganda che deve mettervi in guardia, che tutta questa cura per chi sta per affogare con donne e bambini nasconde qualcosa. C'è per forza qualche altra ragione (magari lauti guadagni) per chi si ostina a salvare i naufraghi. Persino i magistrati hanno lasciato trapelare possibili verità del complotto che mette in mare le navi delle Ong. Accade spesso che le voci del malaffare diventino fatti, o storie da ascoltare attentamente. Su salvatori e migranti non è ancora accaduto.
5. Resterà nella storia italiana il grido di aiuto di decine di naufraghi a cui veniva impedito di lasciare la nave di salvataggio a Catania (la nave che avrebbe dovuto, secondo Meloni, portarli in Norvegia). Le grida delle persone non hanno scosso molto chi ci governa. Il presidente Meloni ha definito "bizzarri" i medici che, dopo attenta verifica, hanno dato l'ordine di liberare i naufraghi disperati e in mare da dieci giorni. Mai dimenticare che Meloni è la migliore allieva di Orbán. Come potrebbe Orbán suggerire qualcosa di umano?