La priorità del governo Meloni sono le bollette. Lo dice chiaramente la presidente del Consiglio a Bruno Vespa nel libro 'La grande tempesta. Mussolini, la guerra civile. Putin, il ricatto energetico. La Nazione di Giorgia Meloni', in uscita il 4 novembre da Mondadori Rai Libri, le cui anticipazioni sono state diffuse in questi giorni. "I pochi che ci sono serviranno a coprire il taglio delle bollette per chi è in difficoltà", dice senza giri di parole la premier. Spiegando che l'esecutivo ha un obiettivo primario: "Dobbiamo vedere come superare l'inverno senza che le bollette esplodano, sperando di tranquillizzarci da marzo in poi". Nel frattempo a Palazzo Chigi si lavorerà a misure utili, anzi necessarie visto l'andamento del mercato, per mettere un freno ai rincari, come il disaccopiamento. Anche se il tema è legato, a doppio nodo, all'operato dell'Ue. "Se l'Europa non riuscisse a tagliare l'allineamento del costo del gas da quello dell'energia elettrica, che è fonte di grandi speculazioni, lo faremo noi", assicura Meloni.
Non ci sono briciole per altro?, domanda il giornalista. "Poche, ma vogliamo dare qualche segnale, come la tassazione al 15 per cento sugli aumenti di reddito e il passaggio da 65.000 a 100.000 euro della quota di fatturato delle partite Iva tassate anch'esse al 15 per cento". Nel libro 'La grande tempesta' Vespa chiede a Giorgia Meloni perchè lei dovrebbe riuscire dove i diciassette governi precedenti hanno fallito, in fatto di crescita del prodotto interno lordo. "L'unico vero vantaggio che ho rispetto agli altri" risponde "è che non lavorerò per restare in questo posto. Non sto qui per sopravvivere guardando i sondaggi. Tra cinque anni io non voglio essere rieletta a ogni costo. Se non hai niente da perdere, puoi tirare di più la corda. Per fare le cose devi rompere gli schemi; se vivi nel terrore di non essere rieletta, sei destinata a non combinare niente".
Meloni e la sua idea di Europa confederale
Nello stesso libro, alla vigilia del suo primo viaggio a Bruxelles, Meloni parla anche di Europa: "Una politica estera europea non esiste: sulla Libia siamo andati in ordine sparso e la stessa cosa è accaduta sulla crisi ucraina. Poi, invece, vediamo che l'Europa deve occuparsi di gender". "La mia idea di Europa è quella di un'Europa confederale in cui viga il principio di sussidiarietà. Non faccia Bruxelles quello che può fare meglio Roma, non agisca Roma lì dove, da soli, non si è competitivi - dice la presidente del Consiglio nell'ultimo libro di Bruno Vespa - Abbiamo avuto un'Europa invasiva nelle piccole cose e assente nelle grandi materie. Non converrebbe lasciare agli Stati nazionali il dibattito sul diametro delle vongole e occuparsi invece a livello comunitario dell'approvvigionamento energetico?". Prima di partire per Bruxelles, dopo avere sentito il giapponese Fumio Kishida, Meloni parla di Ue al telefono con il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ribadendo la cooperazione tra Italia e Spagna sui principali temi al centro dell'agenda europea e internazionale, tra i quali la questione energetica alla luce delle conclusioni dell'ultimo Consiglio Europeo, la collaborazione in ambito Nato, il governo europeo dell'economia e la migrazione. E' stata infine condivisa l'importanza di assicurare una forte attenzione alle sfide che provengono dal Sud del mondo.
"Definirci atlantisti - prosegue Meloni nel libro di Vespa - ma non europeisti mi pare francamente un'idiozia. Oggi tutto è estremamente ideologico. Passa la vulgata che sei europeista se sei federalista. Il federalismo europeo accentra, mentre il federalismo nazionale decentra. Che senso ha? Vogliamo dire che il Superstato europeo non ha funzionato? In Europa, gran parte del potere decisionale è in mano alla Commissione, che viene indicata dai governi, ma nel nostro ordinamento la sovranità è del popolo che la esercita attraverso il Parlamento. C'è qualcosa che non funziona, soprattutto in una Repubblica parlamentare come la nostra". La presidente del Consiglio fa l'esempio della pandemia: "Quando è arrivato il Covid, ci siamo accorti di aver consegnato alla Cina la produzione dei microchip. La Cina ha ovviamente deciso di privilegiare il mercato interno e noi siamo rimasti all'asciutto. È allora che la Commissione ha capito che c'era un problema e ha stanziato 50 miliardi di euro per favorire la produzione dei microchip europei. Ma quando noi ponevamo il problema del controllo delle catene di approvvigionamento fondamentali, ci dicevano che eravamo autarchici".
Meloni e i migranti
"Qui dobbiamo ricordare che cos'è il diritto del mare, tante volte invocato a sproposito. Se tu incontri per caso in mare una barca in difficoltà, sei tenuto a salvare chi è a bordo. Ma se fai la spola tra le coste africane e l'Italia per traghettare migranti, violi apertamente il diritto del mare e la legislazione internazionale. Se poi una nave Ong batte bandiera, poniamo, tedesca, i casi sono due: o la Germania la riconosce e se ne fa carico o quella diventa una nave pirata", comenta la premier sempre nel libro di Bruno Vespa parlando di immigrazione. "È cambiato - prosegue - l'approccio strategico. L'immigrazione, prima di essere un problema di politica interna e di ordine pubblico, è un problema di politica estera e di geopolitica. L'unico modo per risolverlo è far parlare l'Africa con l'Europa. Per questo ho lanciato il progetto di un piano Mattei, rifacendomi al grande stratega fondatore dell'Eni che riscattò i paesi produttori di petrolio dal colonialismo delle grandi compagnie americane. E il ripristino dell'operazione Sophia, nata nel 2015, che nella terza fase, mai attuata, prevedeva di estirpare alla radice il sistema organizzativo del contrabbando di esseri umani, cioè quello che noi abbiamo sempre definito "blocco navale".
Meloni e il Reddito di cittadinanza
Lei - dice Vespa al presidente del Consiglio - ha perso voti al Sud da gente terrorizzata di perdere il reddito di cittadinanza, come intende riformarlo? "Garantendo un dignitoso sussidio a chi realmente non ha la possibilità di lavorare e, in alcuni casi, migliorandolo (si pensi agli invalidi). Per gli altri intendiamo attingere al fondo sociale europeo per avviare al lavoro chi può attraverso corsi di formazione retribuita".
Meloni e l'aborto
Giorgia Meloni vuole mettere mano ai diritti, a cominciare dalla riforma delle legge 194 sulla maternità e l'interruzione di gravidanza? "È un'invenzione assoluta. In tutta la mia vita non ho mai detto che avrei messo mano a questa legge", precisa la premier rispondendo a una domanda di Bruno Vespa per il suo libro "La grande tempesta". "Ho ritrovato un'intervista di una ventina d'anni fa", aggiunge Meloni. "Mi si chiedeva: lei è favorevole a rivedere la 194? La risposta fu ed è: no. La voglio applicare. Cioè la stessa risposta che do ancora oggi".
Meloni e i rave
Giorgia Meloni torna a difendere le misure anti-rave: "È una norma che rivendico e di cui vado fiera perchè l'Italia - dopo anni di governi che hanno chinato la testa di fronte all'illegalità - non sarà più maglia nera in tema di sicurezza". Premettendo di voler rassicurare tutti i cittadini "qualora ce ne fosse bisogno" perchè "non negheremo a nessuno di esprimere il dissenso". La discussione sul decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri partirà dalla commissione Affari costituzionale del Senato. Ed è proprio a palazzo Madama, dove i numeri della maggioranza sono più ballerini rispetto alla Camera, che Forza Italia punta a far sentire la propria voce. Il partito azzurro presenterà propri emendamenti ma se si trovasse una convergenza nella maggioranza non è escluso che - dice un 'big' azzurro - possa intervenire anche il governo con delle correzioni. "Il Parlamento potrà e forse dovrà in qualche maniera intervenire nella discussione sulla conversione del decreto legge. Bisogna evitare assolutamente una norma che possa, anche intuitivamente, essere applicata alla legittima manifestazione di un dissenso", ha spiegato il sottosegretario alla Giustizia, Sisto.
Il giuramento dei viceministri e sottosegretari. Meloni domani a Bruxelles
La presidente del Consiglio domani (giovedì 3 novembre) è a Bruxelles, dove sono in programma gli incontri con le massime cariche dell'Unione europea. È il suo primo appuntamento da quando si è insediata a Palazzo Chigi. Secondo l'agenda alle ore 16.30 vedrà la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola; un'ora dopo, alle 17.30, incontrerà la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen; mentre alle 19 è in calendario il faccia a faccia con Charles Michel, presidente del Consiglio europeo. Mentre questa mattina si è svolto il giuramento dei nuovi 8 viceministri e 31 sottosegretari. La sua squadra ora è al completo. "Questa avventura sarà lunga, speriamo, e difficile, sicuramente. Ma anche entusiasmante, quando riusciremo a dare risposte che i cittadini si aspettano da noi", ha detto ai suoi. Valentina Aprea lascia Forza Italia dopo quasi 30 anni dopo la mancata nomina a sottosegretario all'Istruzione.