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Reddito alimentare: cibo gratis, la legge ora c'è

Bologna, pranzo per i poveri nella chiesa di Santa Maria dei Servi (eikon)
Il passo in più da fare contro lo spreco è rendere obbligatoria la donazione delle eccedenze. Aumentare le quantità recuperate, che ora sono una goccia in un mare. Neanche una briciola deve finire fra i rifiuti
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È una buona notizia l'approvazione dell'emendamento alla legge di bilancio sul cosiddetto reddito alimentare. Soprattutto perché maggioranza e opposizione - l'emendamento viene dal Pd - prendono atto di una situazione che si sta aggravando. Inflazione alimentare, pandemia, guerra fanno crescere la povertà assoluta, ormai strutturale. Aumentano le persone che non hanno accesso al cibo: ben 3 milioni.

Più che un reddito la misura, che verrà adottata in via sperimentale nelle città metropolitane, prevede la consegna dei generi alimentari invenduti della grande distribuzione. Secondo le stime dell'Università di Bologna nella Gdo si perdono 220 mila tonnellate/anno di cibo ancora buono, pari a 18,7 kg/mq. Dunque promuovere il recupero nei supermercati è molto importante.

Il fatto è che c'è già la legge 166/2016, nata con l'obiettivo di favorire il recupero a fini solidali per inizia…

È una buona notizia l'approvazione dell'emendamento alla legge di bilancio sul cosiddetto reddito alimentare. Soprattutto perché maggioranza e opposizione - l'emendamento viene dal Pd - prendono atto di una situazione che si sta aggravando. Inflazione alimentare, pandemia, guerra fanno crescere la povertà assoluta, ormai strutturale. Aumentano le persone che non hanno accesso al cibo: ben 3 milioni.

Più che un reddito la misura, che verrà adottata in via sperimentale nelle città metropolitane, prevede la consegna dei generi alimentari invenduti della grande distribuzione. Secondo le stime dell'Università di Bologna nella Gdo si perdono 220 mila tonnellate/anno di cibo ancora buono, pari a 18,7 kg/mq. Dunque promuovere il recupero nei supermercati è molto importante.

Il fatto è che c'è già la legge 166/2016, nata con l'obiettivo di favorire il recupero a fini solidali per iniziative come Last Minute Market, da anni impegnate in questo campo. Quindi nulla di nuovo, se non che verranno messe risorse (3,5 milioni di euro per due anni) per favorire il recupero anche mediante una app. Si dovranno attendere due mesi per capire meglio come si attuerà e chi avrà diritto ai prodotti recuperati.

Tuttavia, oltre a considerare che la logistica del recupero ha un costo in forte aumento - pensiamo solo al trasporto, stoccaggio e ridistribuzione dei prodotti recuperati - la questione vera è un'altra. O meglio il passo in più che il Parlamento dovrebbe fare: rendere obbligatoria la donazione delle eccedenze. Aumentare le quantità recuperate, che ora sono una goccia in un mare, come ha dichiarato lo stesso proponente dell'emendamento.

La legge attuale infatti non obbliga il recupero, ed essendo facoltativo diverse catene non lo fanno. Proprio per questo, già due anni fa, la Campagna Spreco Zero in occasione della Giornata nazionale sullo spreco alimentare, il 5 febbraio (nel 2023 sarà la decima), ha chiesto la donazione obbligatoria.

Sembra un ossimoro, ma in questo momento il recovery food, così è stato chiamato, sarebbe fondamentale. Richiederebbe una semplice integrazione della legge 166 che renda appunto obbligatorio il recupero a fini caritativi di tutti i prodotti invenduti.

Neanche una briciola deve finire fra i rifiuti. E invece ancora tanto cibo buono viene smaltito e, se va bene, viene buttato nell'organico e diventa concime per le piante. Ma in questo momento abbiamo bisogno di nutrire piuttosto le persone.

L'autore è consigliere speciale del sindaco di Bologna per le politiche alimentari urbane, promotore della Campagna Spreco Zero