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Usa, dal liberismo allo statalismo

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Le buone notizie dall'economia americana possono influenzare le Presidenziali del 2024, favorendo il bis di Biden
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Sottotraccia, ma con passo deciso, l'America di Joe Biden si sta avviando lungo la strada di una trasformazione epocale sul piano economico: il passaggio dai fondamenti della Reaganomics - liberismo di mercato spinto e deregolamentato - a uno statalismo più marcato sia sul piano dei trasferimenti - anche contro le diseguaglianze - che su quello delle regole. Questa trasformazione spiega perché i pessimisti, che predicano l'imminenza di una recessione si scontrano con una resilienza della crescita. Venerdì scorso, ad esempio, dopo una settimana densa di preoccupazioni, tre notizie hanno rubato la scena riportando ottimismo e stabilità.

L'occupazione tiene: in aprile l'America ha creato 253.000 nuovi occupati con un tasso di disoccupazione del 3,4%, il livello pi&ug…

Sottotraccia, ma con passo deciso, l'America di Joe Biden si sta avviando lungo la strada di una trasformazione epocale sul piano economico: il passaggio dai fondamenti della Reaganomics - liberismo di mercato spinto e deregolamentato - a uno statalismo più marcato sia sul piano dei trasferimenti - anche contro le diseguaglianze - che su quello delle regole. Questa trasformazione spiega perché i pessimisti, che predicano l'imminenza di una recessione si scontrano con una resilienza della crescita. Venerdì scorso, ad esempio, dopo una settimana densa di preoccupazioni, tre notizie hanno rubato la scena riportando ottimismo e stabilità.

L'occupazione tiene: in aprile l'America ha creato 253.000 nuovi occupati con un tasso di disoccupazione del 3,4%, il livello più basso in 53 anni, dal 1969. Il dato ha colpito perché in marzo l'occupazione aveva invece fatto segnare una piccola ma significativa battuta d'arresto. Ecco però che questo leading indicator (un indicatore che guarda in avanti, ndr) è positivo. A quella sorpresa si sono aggiunti ottimi risultati trimestrali di Apple, dopo risultati altrettanto buoni di Microsoft. Se a metà settimana Bill Gates aveva aggiunto due miliardi di dollari alla sua fortuna - l'1% del pacchetto Microsoft - Apple ha fatto un balzo del 4,6%, riportando fiducia nei tecnologici, che soffrono da tempo. Infine PacWest e Western Alliance, banche regionali improvvisamente in crisi con fortissime perdite all'inizio della settimana scorsa, hanno recuperato rispettivamente con un balzo dell'82% e del 49% dei titoli. Risultato: brindisi in borsa con aumenti dell'1,8% del S&P 500, dell'1,7% per il Dow Jones e del 2,2% per il Nasdaq. Messaggio: recessione archiviata almeno per ora.


Ad alleviare le preoccupazioni c'è il messaggio della Fed che anticipa l'interruzione di una stretta monetaria che ha portato rapidamente il costo del denaro da zero a 500 punti base esponendo a possibili shock vari settori dell'economia, quello bancario regionale per primo. La Fed, tra l'altro, può fermarsi anche perché sia le banche regionali che il sistema bancario nazionale in genere, sono più vigili e stringono il credito inducendo a loro volta un contenimento dell'inflazione. Si punta ancora dunque a un atterraggio morbido per l'anno prossimo grazie a una compensazione della stretta monetaria con gli straordinari stimoli fiscali erogati dal governo durante il Covid.

Alla luce di tutto questo, Allen Sinai - uno dei pochissimi economisti americani che negli ultimi anni ha sempre escluso l'imminenza di un arresto della crescita - stima che le probabilità che l'arresto si verifichi entro un anno sono soltanto del 35%. E qui arriviamo al manifatturiero e all'immobiliare, due settori oggettivamente in crisi. Un pericolo? Relativo, perché contano ciascuno poco più del 4% del Pil. Per dare un'idea della rapidità del cambiamento, solo 5 anni fa il manifatturiero contava per circa il 7% sull'economia Usa. Contemporaneamente la spesa pubblica federale, statale e locale è invece aumentata drasticamente, fino al 18% del Pil, con occupazione e spesa nel settore pubblico ancora forti. Ai livelli attuali, la condizione di piena occupazione non potrà essere scalfita in pochi mesi. Con i consumi che continuano a tirare e a contare per il 70% del Gdp americano, ecco che il quadro strutturale dell'economia americana è davvero molto diverso rispetto a oltre 40 anni fa, quando il settore digitale ancora non esisteva. In tutto questo, con un settore pubblico che vale quasi tre volte il manifatturiero e l'immobiliare insieme, non si dovrà mai pensare che l'America viri dalla strada maestra del capitalismo di mercato. Studiando i cicli della politica, Arthur Schlesinger Jr. aveva concluso che ogni 40 anni circa si chiude una fase politica ed economica e se ne apre un'altra. Certo, non possiamo escludere tsunami improvvisi, ma oggi il meteo appare stabile. Se questo nuovo modello di equilibrio per la sostenibilità della crescita - e per combattere le diseguaglianze - reggerà fino alle Presidenziali del 2024, ci sarà anche un impatto per la rielezione di Joe Biden contro l'avversario più probabile, Donald Trump.