Quando abbiamo capito che al secondo voto alle amministrative del maggio 2023, la povera sinistra, come sempre cadendo dalle nuvole, aveva guadagnato una sola, magrissima vittoria (Vicenza!) in mezzo a tutti i trionfanti voti di destra, siamo rimasti malissimo, anzi io no, già un voto per una città che pareva destinata alla destra mi sembrava una bella vittoria, quasi un bel colpo. Magari una stravaganza. Forse, mamma mia, addirittura un errore. Comunque meno votanti di sempre, tanto chi c’è c’è e va bene così.
C’erano soprattutto gli scemi che dopo qualche mese di superbo e sempre litigioso chiacchiericcio attorno alla sorridente Schlein, già si aspettavano un lieta vittoria della sinistra con trombe e flabelli, come bastassero pochi giorni perché la sinistra trionfasse e di colpo come capita nei film, alla fine i buoni ce la facessero e vincessero. Riprendeva lieto il tran tran della destra con tutte le sue preclusioni, e in quasi un anno di destra si è smesso di capire perché …
Quando abbiamo capito che al secondo voto alle amministrative del maggio 2023, la povera sinistra, come sempre cadendo dalle nuvole, aveva guadagnato una sola, magrissima vittoria (Vicenza!) in mezzo a tutti i trionfanti voti di destra, siamo rimasti malissimo, anzi io no, già un voto per una città che pareva destinata alla destra mi sembrava una bella vittoria, quasi un bel colpo. Magari una stravaganza. Forse, mamma mia, addirittura un errore. Comunque meno votanti di sempre, tanto chi c’è c’è e va bene così.
C’erano soprattutto gli scemi che dopo qualche mese di superbo e sempre litigioso chiacchiericcio attorno alla sorridente Schlein, già si aspettavano un lieta vittoria della sinistra con trombe e flabelli, come bastassero pochi giorni perché la sinistra trionfasse e di colpo come capita nei film, alla fine i buoni ce la facessero e vincessero. Riprendeva lieto il tran tran della destra con tutte le sue preclusioni, e in quasi un anno di destra si è smesso di capire perché il Pnrr non gli va e forse non gli andrà, mentre il Mes pare diventato importante o forse non lo è più. Mentre la ministra Santanchè è ancora qui con la sua voce flautata e un bravo chirurgo plastico, con le sue vecchie e note a tutti tremendissime cavolate, affinché i suoi sventurati dipendenti chiedano senza ricevere nulla, lacrimando, un tozzo anzi un tozzino o un tozzetto di pane. Velocissimo, quasi non ce ne siamo accorti, è passato quasi un anno partendo dal 26 settembre 2022 giorno del funereo lutto epocale, quando quei villani della destra si sono permessi di vincere a man bassa col 26 % andato ai Fratelli d’Italia, partiti anni prima col il 2%, e sbaragliando la sinistra rimasta al 20%: con uno scherzo tremendissimo, essere loro, la destra che evoca massaie con 16 figli, a essere i primi a poter vantare di aver mandato per la prima volta in assoluto una donna come premier, e non una vecchia bruttissima, ma una graziosa signora piccolina dall’aria di incontenibile e svelto garbo, quella Giorgia Meloni che rimarrà nei nostri cuori come la nostra più grande fregatura. E le signore dello Schwa, e le sostenitrici del Lgbtiq+ e i giovanotti a chiedersi continuamente se stavano di qua o di là, oppure di su o di giù, insomma su che identità di genere dovevano fermarsi, visto che a furia di parlarne a sinistra pareva non ci fosse altro? E meno male che adesso han scoperto una cosa per poveri, il salario minimo! Intanto la Meloni con quell’aria perbenino anche se leggermente garbatelliana, aveva già un suo diabolico piano: raccogliendo le spoglie della Lega e quel che rimaneva di Forza Italia che nel frattempo aveva perso Berlusconi e nessuno tranne milioni di disperati se ne era accorto dimenticandolo subito dopo.
In questo anno di penitenza, la gente si è accorta del grande errore fatto e si è subito rinsavita, abbandonando la destra e rincorrendo la sinistra? Nel settembre dell’anno scorso la destra vinceva con il 26% e poi quasi un anno è passato. E la destra? Altro che perdere valanghe di voti, li ha semplicemente aumentati, arrivando al 29,8%! Anche la sinistra, tapina, li avrebbe aumentati sino a raggiungere il 20,5%. Chiarito ormai il fatto che la destra piace e non so dire il perché, lascerei le cose andare per il loro verso, in attesa che la Schlein si faccia i muscoli e trovi ragioni sufficienti per, non so in che modo, mandare la destra a casa forse trovando un guru sotto casa: ammesso che la sinistra abbia un senso e sia in grado di aspettarsi una piccola vittoria, magari rivolgendosi persino ai santi che d’estate fanno miracoli. Tanto per dire che neppure il ferro e fuoco agitato con l’orribile naufragio di Cutro ha sollevato si, un po’ di dispiacere, ma a nessuno, per fortuna o chissà, è venuto in mente di seguire l’esempio dei giorni di arrabbiata guerra in Francia per la morte di un ragazzino di 17 anni, Nahel, ucciso da un poliziotto.
Ma allora, scusate, perché Giorgia Meloni e i suoi accoliti piacciono? Al punto che i distratti di sinistra votino per lei senza dirlo? Che milioni che marciano anche al Pride, non vogliano più pagare un euro di tasse? O semplicemente, liberi di essere se stessi, gli italiani rivelano finalmente di essere, pardon, fascisti? Oppure, e bisogna avere il coraggio di affrontare l’orrido disagio, dobbiamo dirlo; la Meloni è, gulp, carina! E cambia continuamente vestito, come le avrà suggerito la sua sarta, che dopo averla vista alla Scala con un capo di grande firma, deve avergliene dette di tutti i colori. Cose rosa, giacche con pantaloni color pesca, stravaganze bruttine per tentare una strada garbatellesca con sbuffi e altro. Come una vera influencer, sta lanciando la pettinatura del momento, i capelli morbidi dritti e fini che le volano intorno, un tempo castani ed ora biondi e già se ne vedono le imitatrici, che hanno cominciato a sovrastare le influencer di semisinistra. Quando la signora Meloni arriva con quella faccia di diavolina e un sorriso tentatore a Strasburgo, i maschi d’Europa, tutti vestiti di grigio e mai nessuno con tutù o gonna lunga, sono abbastanza sfatti e lei arriva a Strasburgo (anche alla televisione italiana già fagocitata dalla destra), col gran sorriso che viene dalla nostra premier, la nuova baciatrice d’Italia. E pare proprio una ragazza a modo, con tutti i suoi baci, e gli occhi chiari un po’ basedoviani, e fortunatamente, a parte lo spaventato Tajani, senza altri suoi ministri che potendo consiglierei, col tempo, di cambiare. Tra baci e altre carinerie, per la Meloni non un urlo da fa tremare tutti come fa spesso in Italia, non un bacio in meno mentre le dicono sorridendo sempre di no compresi anche i suoi amati sovranisti e mostrando una capacità di resistenza davvero ammirevole, tanto si è ormai capito che quella lì qualche cosina anche finta poi porterà a casa. Un anno dico, e pare subito ieri.
Dureranno 5 anni o se ne andranno prima? Non so, mi pare difficile; il mondo è cambiato e forse a volere il salario minimo sono rimasti in pochi: gli altri, i giovani, quelli nuovi, non vogliono saperne di pochi sudati soldi, loro vogliono diventare miliardari, con qualche diavoleria, ci sarà pure un mezzo per arrivarci.