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Se le donne detestassero Giorgia Meloni

La premier Giorgia Meloni

 (ansa)
Alla premier siamo antipatiche, non potremmo cominciare a provare un minimo di fastidio per lei?
2 minuti di lettura

Che bello! Dal De Gasperi III, 119 giorni e mai nessuno, neanche dopo, che raggiungesse i 5 anni previsti dal Parlamento italiano, il tutto nell’inizio e fine 1947, dopo altri veloci primi ministri, ecco arrivare finalmente una creatura strana, una figura aliena, una che già ne aveva fatte di ogni colore per arrivarci.

E finalmente ecco, una che aveva aspettato tanti decenni, pochi per lei tuttora giovane, prendersi come un fulmine il posto che era sempre stato maschio.

Dagli altri Paesi arrivavano donne e donne, quasi sempre carine, ai posti d comando. E da noi? Niente! Preferendo ad una femmina persino un Rumor, un Tambroni, l’ennesimo Andreotti.

Poi il 25 settembre la svolta epocale! La vince facilmente una ragazza piccolina, carina, con i capelli che un tempo erano bruni e adesso biondi, da mettere graziosamente dietro l’orecchio a ogni soffio di vento: tutti noi non la calcolavamo, anche se, stupidi, aveva l’occhio di falco, era già presidente del partito dei conservatori e d…

Che bello! Dal De Gasperi III, 119 giorni e mai nessuno, neanche dopo, che raggiungesse i 5 anni previsti dal Parlamento italiano, il tutto nell’inizio e fine 1947, dopo altri veloci primi ministri, ecco arrivare finalmente una creatura strana, una figura aliena, una che già ne aveva fatte di ogni colore per arrivarci.

E finalmente ecco, una che aveva aspettato tanti decenni, pochi per lei tuttora giovane, prendersi come un fulmine il posto che era sempre stato maschio.

Dagli altri Paesi arrivavano donne e donne, quasi sempre carine, ai posti d comando. E da noi? Niente! Preferendo ad una femmina persino un Rumor, un Tambroni, l’ennesimo Andreotti.

Poi il 25 settembre la svolta epocale! La vince facilmente una ragazza piccolina, carina, con i capelli che un tempo erano bruni e adesso biondi, da mettere graziosamente dietro l’orecchio a ogni soffio di vento: tutti noi non la calcolavamo, anche se, stupidi, aveva l’occhio di falco, era già presidente del partito dei conservatori e dei riformisti europei, vicepresidente della Camera dei Deputati e dal 2006 deputata a destra, anche nel Popolo della Libertà.

Era la Giorgia! Era la Meloni! La semisinistra e i suoi contorni ci rimasero male, anche se ormai sapevano che quella sarebbe stata, per il momento, la loro fine. E che fine! Dopo lunghi momenti di sconcerto, di colpo il silenzio delle donne impegnate a cazzeggiare su lei, lui, *, e altro, era diventato subito obsoleto seppellendo in quel momento, almeno per ora, i transgender.

Adesso è passato quasi un anno e tali sono i ministri che lei, furba come il demonio, si è portata dietro. E anche il bel giovane compagno con la testa scompigliata, e non vorremmo essere lui al rientro casa dopo la scemata — scenata? — al ministro degli Esteri tedesco. In tv poi, che si è capito benissimo dove vuole arrivare.

Farli parlare, da Salvini a Schillaci, che quasi sempre non ne dicono una giusta, così l’informazione, contenta, si occupa esterrefatta solo di loro mentre lei fa altro. E scegliendo, giusto per frenare gli speranzosi, tra i ministri, 6 donne contro 18 uomini, compresa la pericolosa Santanchè.

Da subito, Meloni aveva detto di voler essere chiamata presidente del Consiglio e non altre amenità, si è circondata di poche donne in più bruttine (tranne la Bernini, bella ma molto alta). Di donne non ha mai parlato e se lo ha fatto è stato per caso.

Ecco quindi una donna veramente donna e che come tale, odia o meglio non ama le donne, vuole che stiano al loro posto, secondarie. Le fa parte di un partito che se è contento di una donna presidente, tutte le altre le vuole in casa a fare figli, impegnate a fabbricare bimbi come vorrebbe la tremendissima signora ministra Roccella che rimpiange la ghigliottina per colpire i colpevoli del suo famoso reato universale. Alla Meloni quel suo Fratelli (e non Sorelle) d’Italia tiene molto, ed è probabile che anche lei veda le donne come secondarie.

Eppure sono proprio le donne, quelle di sinistra, a pensare che in fondo l’importante è che una sia già diventata primo ministro, poi ne arriveranno altre; e saranno certamente di sinistra. Errore! Intanto, più ne fa, più il partito di Meloni sale nei sondaggi.

Washington, Giorgia Meloni con Joe Biden alla Casa Bianca

 (afp)

Noi tutti a ridere, ma l’hai sentita questa? O a lasciarci desolate, senza la voglia di reagire. Lei intanto gira, un momento qua e un momento là, è giovane, mica come Biden che saltella in continuazione per via della schiena, portando con sé un misterioso carico di brutti vestiti. Bacia, sorride a Trudeau, bacia Macron, pare carina davvero, così piccina, gli racconta quel che loro vogliono, tanto non conta nulla, basta che resti atlantista.

Ma chi la vota? Saranno mica come il De Angelis con le sue orride finte rivelazioni. Saranno mica come gli sciocchini che la votano perché usa il loro shampoo e hanno lo stesso influencer.

È una maledizione? È un sortilegio? È il diluvio universale? È perché non si vota per pigrizia? E perché di quello che è successo nel fascismo non te l’ha detto nessuno? È perché la divisa fascista ti sta bene, a parte il berretto?

Ma se a lei siamo antipatiche e pretendiamo il salario minimo, che tanto ce lo darebbero dei quasi ricchi, non potremmo cominciare a provare un minimo di fastidio per lei? Tanto a detestare le altre donne ci siamo abituate, proviamo anche con la premier Meloni.

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