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Da Giambruno a Carlson, l’odio nemico della politica

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Per il messaggio che Meloni ha in animo per Caivano, per lo sforzo di apparire leader capace di parlare a tutti i cittadini, le uscite grottesche del compagno sono un disastro che le nuocerà
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La missione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Parco Verde di Caivano, periferia di Napoli, ha lo scopo di dimostrare l’attenzione del governo e delle istituzioni verso un territorio degradato, dopo il caso delle violenze sessuali subite da due minorenni, episodio che impressiona il Paese, in contemporanea agli stupri di Palermo, praticati da una gang su un’altra teenager, violata poi anche online.

Molte voci si levano da chi vive nei quartieri dimenticati, per denunciare sofferenze, miseria, criminalità, solitudine ed è quindi importante che lo Stato provi a riaffacciarsi dove manca, da troppo tempo.

Ma la comunicazione, oggi, non avviene più via messaggi ufficiali, con comunicati di Palazzo Chigi redatti con il linguaggio della solidarietà e della compassione.

L’opinione pubblica dei cittadini, dall’establishment della classe dirigente ai video WhatsApp e TikTok, al web oscuro dove si comprano e vendono immagini di ragazze massacrate, per sadismo o per sol…

La missione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Parco Verde di Caivano, periferia di Napoli, ha lo scopo di dimostrare l’attenzione del governo e delle istituzioni verso un territorio degradato, dopo il caso delle violenze sessuali subite da due minorenni, episodio che impressiona il Paese, in contemporanea agli stupri di Palermo, praticati da una gang su un’altra teenager, violata poi anche online.

Molte voci si levano da chi vive nei quartieri dimenticati, per denunciare sofferenze, miseria, criminalità, solitudine ed è quindi importante che lo Stato provi a riaffacciarsi dove manca, da troppo tempo.

Ma la comunicazione, oggi, non avviene più via messaggi ufficiali, con comunicati di Palazzo Chigi redatti con il linguaggio della solidarietà e della compassione.

L’opinione pubblica dei cittadini, dall’establishment della classe dirigente ai video WhatsApp e TikTok, al web oscuro dove si comprano e vendono immagini di ragazze massacrate, per sadismo o per soldi, passa da un unico canale, dove vero e falso, luce e buio, speranza e paura si scontrano in cacofonia assordante, spegnendo i messaggi positivi.

Ben lo sa l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, maestro del linguaggio negativo, sempre sprezzante con gli avversari, dal presidente Biden trattato da demente, ai rivali di partito, liquidati con volgarità sessista.

Quando si sono riuniti per un dibattito i candidati repubblicani per la nomination alla Casa Bianca 2024, Trump ha dato forfait, concedendo invece un colloquio a Tucker Carlson, anchorman di ultradestra, licenziato dal canale conservatore Fox per i suoi eccessi. Diciamo “colloquio”, e non “intervista”, perché Trump non ha risposto a domande, Carlson non ha offerto punti di vista o incalzato l’ex presidente su temi sociali.

Lo scopo era titillare i peggiori istinti della base nazionalista, suscitare rabbia, paura, irrisione, sentimenti, passioni nefaste che mobilitino al voto per Trump. Il risolino, lo scherno, l’intesa machista sono un nuovo format, efficace e violento: non si tratta più di essere d’accordo, o no, su una posizione politica, come naturale in democrazia, ma di escludere con bullismo gli altri.

Nel viaggio a Caivano, la presidente Meloni deve dunque far i conti con questa nuova realtà, prendendo coscienza che il segnale da mandare contro la violenza è contraddetto in radice da ogni allusione contraria, da ogni input di ostilità.

I casi dell’ex portavoce della Regione Lazio De Angelis, con i richiami su terrorismo fascista e antisemitismo, e del generale Vannacci con la prosopopea omofoba, antifemminista e sovranista hanno lo stesso valore, slogan da crociata di odio contro il presente, barricate contro la maturazione democratica.

Ancor più pericolosa è la confusione che va ingenerando il partner della premier, Andrea Giambruno, prima con il qualunquismo negazionista sul cambio climatico, poi con sbruffonate da spiaggia contro un ministro tedesco e infine, nella caduta di stile più deteriore per un giornalista, riprendendo il luogo comune per cui le vittime di stupro devono far ammenda per presunte colpe, bere uno shot in più stavolta, in altri casi magari un abito provocatorio o uscire di casa in orari non adeguati.

Da destra si rivendica per l’anchorman Giambruno “diritto di parola”, ma è ovvio invece che i suoi giudizi, considerazioni, battute vadano a investire la premier in prima persona, sarebbe così in ogni democrazia contemporanea. Meloni, per non vedersi presto costretta a prendere le distanze dal compagno, deve meditare sul rumore di fondo che ci circonda tutti.

Non c’è dubbio che fra talk show, web, comunicazione digitale per Giambruno le uscite grottesche saranno manna di like e clic in carriera. Ma per il messaggio che Meloni sembra avere in animo per Caivano, per lo sforzo di apparire leader capace di parlare a tutti i cittadini, sono un disastro che le nuocerà, come in queste ore nuoce a ogni vittima di abusi sessuali.

Un profeta conservatore, il presidente Usa Ronald Reagan, dettò nel suo testamento il motto «mi sono sempre appellato alle migliori speranze, non ai peggiori istinti, degli elettori», consapevole che paura e discriminazione seminano caos per le nazioni.

Instagram @gianniriotta

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