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Giambruno, compagno di Giorgia Meloni: “Se eviti di ubriacarti, non ti stuprano”. Le opposizioni: “Intervengano la premier e Mediaset”

Giambruno, compagno di Giorgia Meloni: “Se eviti di ubriacarti, non ti stuprano”. Le opposizioni: “Intervengano la premier e Mediaset”

Il giornalista di Rete 4 rischia di nuovo di mettere in imbarazzo la presidente del Consiglio. Ma lui si difende: “Nessuno ha giustificato l'atto, polemiche ridicole”

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“Se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi”.

Andrea Giambruno, compagno della premier Giorgia Meloni e giornalista di Rete 4, rischia nuovamente di mettere in imbarazzo la premier: dopo le polemiche per il suo negazionismo sul clima (“È luglio, Il caldo non è poi una grande notizia”) e le accuse al ministro della Sanità tedesco Lauterbach in vacanza in Italia (“Se fa troppo caldo stai a casa tua nella Foresta Nera”), ieri Giambruno ha detto la sua anche sui casi di stupro di Palermo e Napoli con parole discutibili che portano a colpevolizzare la vittima.

“Forse dovremmo essere più protettivi nel dialogo e nel lessico – ha detto Giambruno in diretta tv -. Se vai a ballare, tu hai tutto il diritto di ubriacarti – non ci deve essere nessun tipo di fraintendimento e nessun tipo di inciampo – ma se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi”.

La polemica politica

Le parole di Giambruno diventano un caso politico. "Mediaset prenda le distanze", sollecita il Movimento 5 Stelle; "intervenga Meloni", è l'attacco del Pd al giornalista; "studi prima di parlare", l'invito di Alleanza Verdi e Sinistra.

Sono proprio due donne chiave della segreteria Schlein a criticare duramente Giambruno.

"Abbiamo dato la piena disponibilità del Partito Democratico a lavorare insieme contro la violenza di genere. Ma non accettiamo alcuna forma di ambiguità. Meloni prenda le distanze da queste parole che ancora una volta insinuano che a volte è anche "colpa" delle donne. È inaccettabile". Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

Per Chiara Gribaudo, si tratta di “Victim blaming allo stato puro. Dimentica di dire agli uomini, gli unici colpevoli, di evitare di stuprare. Ripugnante, offensivo, inadatto a stare dove sta". 

"Prima di Caivano, ci si deve augurare che Meloni affronti la questione in casa propria”, ironizza Alessandro Zan, deputato e responsabile Diritti dem.

“Mi auguro che la dirigenza di Mediaset prenda subito le distanze da questa dichiarazione inquietante. Quanto alla presidente Meloni, fossi in lei mi affretterei a consigliare al mio compagno di chiedere scusa perché questo messaggio non sia assimilato alla forma mentis del contesto familiare della donna che guida il Paese". Così Vittoria Baldino, vice capogruppo del Movimento 5 stelle alla Camera.

Secondo Luana Zanella, capogruppo alla Camera dell’Alleanza Verdi e Sinistra, “il problema non si risolve riducendo la libertà delle donne giovani e meno giovani, come fa intendere il conduttore Andrea Giambruno, semmai pretendendo che non ci siano luoghi e situazioni in cui la violenza maschile possa agire impunemente e culturalmente legittimata”. 

Giambruno: “Nessuna giustificazione, polemiche surreali”

"Siccome nelle ultime ore sta impazzando una polemica del tutto surreale, lo faccio quasi con il sorriso, mi è doveroso precisare che nessuno in questo luogo ha giustificato l'atto, anzi sono stati utilizzati dei termini molto precisi come 'abominevole' per quanto riguarda l'atto e sono stati definiti 'bestie' gli autori di tale atto. Quindi tutti coloro che in maniera strumentale hanno utilizzato in maniera fuorviante, distorcendo la realtà di quanto da me detto, lo stanno facendo o perché in malafede o perché hanno seri problemi di comprendonio", ha detto Giambruno durante la puntata della trasmissione ‘Diaro del Giorno’ da lui condotta.  "Dico questo non soltanto a titolo personale ma anche a tutela di un'azienda e di un gruppo di lavoro che mi supporta". E conclude: "Mettiamo fine a tali polemiche perché stiamo rasentando il ridicolo e la politica credo abbia cose ben più interessanti da fare che non quelle di occuparsi di uno spazio giornalistico". 

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