Nell’agenda di una maggioranza di governo che si nutre di ossessioni, trasformandole prima in parole d’ordine e poi in norme, i test psicoattitudinali per l’immissione in ruolo dei magistrati erano e restano un archetipo. E per ragioni che non hanno naturalmente nulla a che vedere con la condivisibile preoccupazione che chi esercita una funzione costituzionalmente rilevante sia nel pieno delle pr…