È da trent’anni – da quando l’Occidente ha lasciato la Bosnia in balia di squallidi affaristi e criminali – che mi ostino a narrare l’Europa. Più la sento balcanizzarsi e più vedo sbiadire gli ideali dei padri fondatori, più si rafforza in me l’obbligo di invocare quel nome. Europa. Ho riempito teatri, accompagnato orchestre sinfoniche di giovani, esplorato monasteri, risalito fiumi e montagne da…