La domanda ovvia che tutti si pongono è: cosa accadrà ora nella politica francese, a destra come a sinistra? Si affermeranno le correnti più radicali o quelle più pragmatiche e moderate? Le risposte non riguardano solo Parigi, ma coinvolgono gli equilibri e quindi il destino della Commissione europea. E naturalmente toccano l’Italia.
La “facho” Marine Le Pen, bisogna dirlo, non aveva compiuto alcun passo decisivo verso il realismo e l’adesione ai principi di fondo della Repubblica, si era limitata a imbellettare un po’ il suo messaggio ai francesi. Bastava poco per soffiare via la cipria e vedere il vero profilo del Rassemblement, tant’è che i russi non si sono fatti pregare e hanno messo i piedi negli affari interni di una nazione di grandi tradizioni, addirittura a urne aperte. Tale è l’odio verso Macron che hanno creduto di danneggiarlo offrendo un appoggio esplicito alla sua avversaria. Hanno ottenuto probabilmente l’effetto opposto, ma rimane il fatto che la Le Pen e il suo clon…
La domanda ovvia che tutti si pongono è: cosa accadrà ora nella politica francese, a destra come a sinistra? Si affermeranno le correnti più radicali o quelle più pragmatiche e moderate? Le risposte non riguardano solo Parigi, ma coinvolgono gli equilibri e quindi il destino della Commissione europea. E naturalmente toccano l’Italia.
La “facho” Marine Le Pen, bisogna dirlo, non aveva compiuto alcun passo decisivo verso il realismo e l’adesione ai principi di fondo della Repubblica, si era limitata a imbellettare un po’ il suo messaggio ai francesi. Bastava poco per soffiare via la cipria e vedere il vero profilo del Rassemblement, tant’è che i russi non si sono fatti pregare e hanno messo i piedi negli affari interni di una nazione di grandi tradizioni, addirittura a urne aperte. Tale è l’odio verso Macron che hanno creduto di danneggiarlo offrendo un appoggio esplicito alla sua avversaria. Hanno ottenuto probabilmente l’effetto opposto, ma rimane il fatto che la Le Pen e il suo clone Bardella non hanno pronunciato una sillaba per prendere le distanze da Mosca.
Jacques Attali, politologo che fu uno dei principali collaboratori di Mitterrand e non solo, ha espresso in un’intervista alla Stampa giudizi poco rassicuranti sulla situazione francese a breve termine. Ad esempio egli non ritiene che il Fronte Popolare possa frantumarsi a breve termine. L’isolamento di Mélenchon, l’estremista di France Insoumise che si atteggia a super vincitore del secondo turno ma ha preso meno seggi del macroniano Ensemble, è più facile a dirsi che a farsi. È quello che vorrebbe l’Eliseo per creare le condizioni di un governo di centrosinistra, tuttavia è troppo presto, secondo Attali, per spezzare un’alleanza di sinistra che ha appena vinto il ballottaggio. Il che offre a Mélenchon l’opportunità di tuonare con il suo linguaggio da tribuno e chi lo ha sentito domenica sera non ha dubbi: il suo obiettivo è tenere per quanto possibile tutto il Fronte ancorato a una linea radicale, così da non essere emarginato.
Quanto a Marine Le Pen, il suo futuro dopo la disfatta è abbastanza indecifrabile. Tutti i suoi amici euroscettici, a partire da Salvini, si stanno aggregando nel gruppo dei “Patrioti” al Parlamento di Strasburgo. E si capisce che il legame oggettivo della nuova alleanza con Putin e i suoi apparati è forte. Tutto questo può frenare le ambizioni presidenziali della signora (nel 2027) e comunque rende complicata l’evoluzione, diciamo così, moderata e “atlantica” del Rassemblement.
Ma l’osservazione più interessante di Attali è un’altra: riguarda il paragone tra Le Pen e Meloni, molto in voga in Francia e logicamente anche in Italia. È un’equivalenza proposta per ragioni politiche, ma che nella pratica non è giustificata: “Madame Le Pen non ha niente a che vedere con madame Meloni. Non c’è nessun rapporto tra le due”. L’Ucraina, l’Europa, la relazione con Washington: i fatti parlano e raccontano di posizioni spesso opposte. Semmai, aggiungiamo, è sul piano interno che FdI deve dimostrare qualcosa. L’offensiva per abolire il doppio turno nel voto comunale è inquietante, soprattutto perché si sviluppa dopo la sconfitta della destra in Francia proprio grazie al doppio turno. Sarebbe una prova di tolleranza rinunciare a una battaglia di retroguardia.