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Elezioni in Francia, i risultati e le news di oggi. Bardella: “Mi assumo la mia parte di responsabilità per la sconfitta”. Media: “Rivalità con Le Pen”

Macron rifiuta le dimissioni di Attal: “Resti per ora a garantire la stabilità del Paese”. Nuovo Fronte Popolare: “In settimana il candidato premier”. Panot: “Mélenchon ha le carte in regola per farlo”
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Colpo di scena in Francia: si contavano i seggi mancanti a Marine Le Pen per la maggioranza assoluta ed è stata invece clamorosamente la gauche a trionfare, con il capo de La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, a rivendicare il governo: "Siamo pronti, Macron riconosca la sconfitta, ha il dovere di chiamare il Nuovo Fronte Popolare a governare". Emmanuel Macron e la sua maggioranza uscente non crollano, com'era stato previsto, ma arrivano addirittura secondi davanti all'estrema destra del Rassemblement National di Le Pen, la grande sconfitta di ieri dopo il patto di desistenza siglato nei giorni scorsi contro di lei

Le Pen: “La nostra vittoria a breve termine è inevitabile”

"Tutto il mio ringraziamento ai dieci milioni di elettori che hanno reso Rn il primo partito per numero di voti e numero di deputati! L'avanzata in due anni è stata incredibile e rende inevitabile la nostra vittoria a breve termine". Lo scrive su X Marine Le Pen, che già ieri, davanti al risultato deludente per il Rassemblement national, aveva minimizzato, sostenendo che "la vittoria è solo rinviata". La leader dell'estrema destra francese sostiene quindi l'avanzata "ci esorta a fare un bilancio anche su ciò che senza dubbio potrà essere migliorato in futuro".

Attal domani sera 9 luglio riceverà i deputati di Renaissance

Il premier francese, Gabriel Attal, riceverà i deputati di Renaissance a Matignon domani sera. Lo riferiscono fonti parlamentari all'emittente Franceinfo. Renaissance è la formazione del presidente francese Emmanuel Macron.

Darmanin: “Non ha vinto nessuno: no al governo con Le Pen e Mélenchon

"Nessuno ha vinto". È quanto ha detto il ministro dell'Interno uscente francese, Gérald Darmanin, che nelle elezioni legislative di ieri è stato rieletto deputato per la regione Nord. "È fuori discussione l'ipotesi di governare con RN o LFI", ha insistito Darmanin, come riporta Bfmtv. Ieri, subito dopo l'esito del secondo turno, aveva dichiarato: "Dobbiamo governare a destra. E non fare una coalizione con la France insoumise e il Fronte popolare". Al secondo turno Darmanin è stato eletto beneficiando del ritiro del candidato de La France Insoumise (LFI) Leslie Mortreux, appartenente al Nuovo fronte popolare (Nfp), che si è ritirato per fare 'barrage' contro l'estrema destra del Rassemblement National (RN).

Biden: “La Francia ha respinto l’estremismo, lo faremo anche qui”

"La Francia ha respinto l'estremismo, i democratici faranno altrettanto qui". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, commentando al Morning Joe della Msnbc i risultati delle elezioni legislative francesi.

(reuters)

La neopresidente del Messico si congratula con Mélenchon

Claudia Sheinbaum, presidente eletta del Messico, ha affermato che nelle elezioni in Francia "l'unità e la speranza hanno sconfitto la paura" e si è congratulata con Jean-Luc Mélenchon per la vittoria della coalizione di sinistra del Nuovo Fronte Popolare. "Ci congratuliamo con la giornata democratica in Francia e con la vittoria del Nuovo Fronte Popolare. L'organizzazione, l'unità e la speranza hanno sconfitto la paura. Congratulazioni Jean-Luc Mélenchon", ha scritto su X l'ex sindaca di Città del Messico

Bardella "si assume" la sua "parte di responsabilità" per la "sconfitta" del Rn

Il presidente del Rassemblement National Jordan Bardella ha dichiarato di “assumersi la sua parte di responsabilità” nella sconfitta del partito di estrema destra. Il 28enne è stato inoltre eletto presidente del gruppo dei Patrioti al Parlamento Europeo. Tra i sette vicepresidenti c'è l'eurodeputato della Lega Roberto Vannacci. Prima vicepresidente è l'ungherese Kinga Gal

Elezioni in Francia, Bardella: "Mi assumo la mia parte di responsabilità per la sconfitta"

Il sindacato Cgt: “Macron rispetti il voto, il governi attui il programma del Fronte Popolare”

La Cgt, uno dei principali sindacati francesi chiede a Emmanuel Macron di "rispettare la scelta delle urne" e di procedere con "la formazione di un nuovo governo" attorno al programma del Nuovo Fronte Popolare. "Il Presidente della Repubblica è stato severamente sanzionato. E' stato del tutto irresponsabile cercando fino alla fine di mettere l'estrema destra alle spalle della sinistra, contribuendo così alla legittimazione del RN e della sua ideologia", scrive la CGT in un comunicato stampa diffuso dai media francesi. Il sindacato "chiede solennemente a Emmanuel Macron di rispettare la scelta delle urne e di chiedere la formazione di un nuovo governo attorno al programma del Nuovo Fronte Popolare"

Bardella eletto presidente del gruppo Patrioti; Vannacci tra i vice

L'eurodeputato francese, Jordan Bardella, è stato eletto presidente del gruppo dei Patrioti per l'Europa. Roberto Vannacci, eletto con la Lega, è uno dei sei vice presidenti

Metropolis Live - "Bardella ciao". Con Botteri, Cappellini, Giubilei, Marzano, Mastrobuoni, Molinari, Jozsef, Schianchi, Siracusano

Scholz auspica una formazione di governo “costruttiva”

Il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha auspicato che la Francia sia in grado di formare un governo "costruttivo" dopo che dalle elezioni legislative non è emerso un blocco con una chiara maggioranza. "Speriamo che il presidente e i deputati eletti riescano a realizzare un governo costruttivo", ha detto ai giornalisti, mentre il suo portavoce, Steffen Hebestreit, in precedenza aveva annunciato che il cancelliere "avrà l'opportunità di discutere della situazione" con il presidente francese, Emmanuel Macron, a Washington, durante il vertice Nato

Meno donne nella nuova Assemblea nazionale, sono 208 su 577

Nella nuova Assemblea nazionale uscita dalle urne è in calo del 36% la rappresentanza femminile rispetto alle ultime due legislature, con solo 208 donne elette su 577 seggi da assegnare. Il risvolto negativo delle legislative anticipate di ieri sulla componente 'rosa' del nuovo Parlamento giunge da un'analisi dei risultati ufficiali pubblicati dal ministero dell'Interno. La percentuale di donne nell'Assemblea nazionale ha raggiunto un livello record nel 2017, con un picco del 38,8% (224 deputate), per poi scendere al 37,3% (215) nel 2022, e ora segna un ulteriore calo. Tra i principali blocchi della nuova Assemblea, l'Union des gauche o Nuovo Fronte Popolare (NFP) e i partiti affini hanno la più alta percentuale di donne, pari al 41,7% - 78 deputati su 187 - superando di poco la coalizione presidenziale di Ensemble, al 41,5%, con 66 parlamentari su 159 eletti.
L'estrema destra del Rassemblement National (RN) e i suoi alleati hanno solo il 32,4% di donne (46 su 142) e la destra gollista di Les Rèpublicains (LR) ha eletto solo il 30,8% di donne. Per giunta il Parlamento si ritrova con un numero di donne leggermente inferiore rispetto a quello del Senato: la camera alta indirettamente eletta e tendenzialmente sempre più a destra ha il 36,8% di donne, 128 su 348 senatori. Nel 1958, la prima Assemblea nazionale della V Repubblica contava solo otto deputate, tra cui Nafissa Sid Cara, nata in Algeria prima dell'indipendenza e unica donna nel primo governo della V Repubblica nel 1959

Le Maire mette in guardia: “Rischio di una crisi finanziaria”

In un lungo messaggio pubblicato su X, il ministro delle Finanze fancese, Bruno Le Maire, ha messo in guardia dai rischi per l'economia francese da una situazione di stallo, ma anche dall'applicazione delle misure economiche di un governo di 'gauche'. "La nuova situazione politica risultante dallo scioglimento dell'Assemblea presenta tre rischi principali - ha scritto Le Maire -. Il rischio più immediato è una crisi finanziaria e il declino economico della Francia. Secondo il ministro infatti l'applicazione del programma di rottura del Nuovo Fronte Popolare distruggerebbe i risultati della politica che abbiamo portato avanti per sette anni e che ha dato alla Francia lavoro, attrattiva e fabbriche. Questo progetto è esorbitante, inefficace e datato. La sua legittimità è debole e circostanziata. Non dovrebbe applicarsi" ha scritto Le Maire. Il secondo rischio "è una frattura ideologica della nazione, che porta con sè liti incessanti ed esaurimento collettivo. Dobbiamo fare di tutto per prevenire questo rischio. Dobbiamo dare risposte alla rabbia e alle legittime preoccupazioni dei nostri concittadini, in particolare dei 10 milioni che hanno votato per il Raggruppamento Nazionale". Infine, "le forze dell'Assemblea nazionale sono disperse. Le loro idee lo sono ancora di più. Abbiamo un urgente bisogno di coerenza e lucidità"

Politico: “Rivalità tra Bardella e Le Pen”

La "crescente rivalità" tra Marine Le Pen ed il suo 'protégé' di 28 anni, Jordan Bardella, potrebbe "distruggere" uno dei ticket politici di maggior successo nella storia francese del dopoguerra. Lo scrive l'edizione europea di Politico all'indomani del "deludente" risultato del Rassemblement National alle legislative. Il partito di estrema destra, nonostante i sondaggi positivi della vigilia, è arrivato terzo dietro l'alleanza delle sinistra ed il blocco macronista. Secondo il sito, Bardella e Le Pen sono "inciampati" ed ora all'interno del Rn ci si aspettano "accuse, recriminazioni e - se il passato ci insegna qualcosa - anche l'espulsione di dirigenti ritenuti responsabili del risultato". Ma, sottolinea Politico, nel partito c'è già "apprensione" in vista del prossimo grande obiettivo della formazione di estrema destra, che è la conquista dell'Eliseo nel 2027.
Obiettivo, tuttavia, che rischia di sfuggire ancora una volta a causa della rivalità tra i due leader

Il portavoce di Orbán : “Il Rassemblement entra nei Patrioti per l’Europa”

Il Rassemblement national aderisce ai Patrioti per l'Europa, il nuovo gruppo di destra al Parlamento europeo nel quale è entrata anche la Lega. Lo annuncia su X il portavoce del premier ungherese Viktor Orbán, ispiratore del gruppo. "Patrioti per l'Europa continua a crescere mentre entra anche l'Rn - scrive - Questa nuova fazione di destra potrebbe diventare la terza più grande al Parlamento europeo. Uniamo le forze e combattiamo insieme per un futuro migliore"!

Macron chiede ad Attal di restare premier per la stabilità del Paese

Il presidente Macron ha chiesto al premier Attal, che si era recato all’Eliseo per consegnare le sue dimissioni, di restare per il momento nel ruolo di primo ministro al fine di garantire una stabilità del Paese

Dopo Attal, anche Darmanin all'Eliseo

Con Gabriel Attal, giunto all'Eliseo per presentare le dimissioni al presidente Emmanuel Macron, è giunto alla presidenza anche il ministro dell'Interno, Gérald Darmanin.
Darmanin si tratterrà a colloquio con Macron dopo l'uscita di Attal, secondo quanto si apprende

Portavoce Scholz: “C'è sollievo dopo le urne francesi”

"L'esito delle parlamentari in Francia ci dà un certo sollievo". Lo ha detto il portavoce del cancelliere tedesco, Steffen Hebestreit, commentando il risultato delle elezioni francesi, che ha visto ieri la sconfitta di Marine Le Pen. Il portavoce ha comunque sottolineato che "resta adesso da vedere quali saranno gli sviluppi politici alla luce di questa inusuale costellazione" uscita dalle urne. Scholz avrà opportunità di parlarne con il presidente Emmanuel Macron a Washington al vertice Nato, ha concluso

Il premier Attal va all'Eliseo per presentare le dimissioni

Il premier francese Gabriel Attal ha lasciato palazzo Matignon, la sede del governo, ed è diretto all'Eliseo per presentare al capo dello Stato, Emmanuel Macron, le dimissioni. I rapporti fra i due sono diventati difficili, secondo il loro entourage, nelle ultime settimane, dopo lo scioglimento: "Non ho scelto io di sciogliere l'Assemblée - ha detto ieri sera Attal dopo l'annuncio dei risultati del ballottaggio - ma ho rifiutato di subirlo"

Cremlino: “Nessuna speranza di migliori relazioni”

La Russia non ha molte speranze di migliorare le relazioni con Parigi dopo i risultati delle elezioni francesi. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass. "Per la Russia sarebbe sicuramente meglio che vincessero quelle forze politiche che vorrebbero sostenere gli sforzi per ripristinare le nostre relazioni bilaterali. Ma finora non abbiamo visto una volontà politica in questo senso da parte di nessuno e non nutriamo particolari speranze o illusioni", ha affermato

Larcher: “Macron ha fatto precipitare il Paese nell’instabilità politica”

Il presidente Emmanuel Macron "ha fatto precipitare (la Francia, ndr) in un'instabilità politica gravemente dannosa". Lo ha dichiarato il presidente del Senato, Gerard Larcher, esprimendo sul social X il suo "sentimento di amarezza" all'indomani dei risultati del secondo turno delle elezioni legislative. Il senatore di Yvelines ed esponente dei Repubblicani, riferendosi al Nuovo fronte popolare, ha anche puntato il dito contro il "cartello elettorale dell'estrema sinistra" che non può "pretendere di governare la Francia con un progetto che porterebbe al disastro economico e sociale"

Ciotti denuncia un "colpo di stato democratico"

"E' un colpo di Stato democratico. Macron è un vero kamikaze della Repubblica": lo ha detto Eric Ciotti, esponente dell'ala pù dura di Les Rèpublicains (LR), alleato con l'estrema destra del Rassemblement National (RN), al terzo posto alle elezioni legislative anticipate di ieri. "L'apprendista stregone dell'Eliseo ha offerto al signor Mélenchon la maggioranza relativa su un piatto d'argento", ha detto Ciotti dalla sua città natale, Nizza. "Denuncio il signor Macron, un vero kamikaze della Repubblica, pronto a installare il caos istituzionale per mantenere il suo piccolo potere! L'alleanza tra Macron, Mélenchon, Bertrand e Rousseau sta privando il popolo francese della sua vittoria!", ha deplorato l'ex presidente LR, destituito dai vertici del partito di destra gollista dopo aver stretto alleanza con il RN di Marine Le Pen e Jordan Bardella. Pur essendo stato rieletto nella sua circoscrizione delle Alpi Marittime, il controverso Ciotti è uno dei grandi sconfitti di queste elezioni

Bayrou: “La maggioranza senza Lfi e Rn è possibile”

Una maggioranza al di fuori del Rassemblement National e senza La France Insoumise, è possibile. Lo ha affermato oggi il leader di MoDem Francois Bayrou secondo cui i partiti di sinistra che formano il Nuovo Fronte Popolare hanno "atteggiamenti e scelte politiche incompatibili tra loro", ha detto a France Inter. Secondo Bayrou nelle elezioni di ieri "abbiamo assistito a un crollo tra le due torri". Il ballottaggio "non ha espresso il suo verdetto sulla distribuzione delle forze", "il panorama non è ancora chiarito", ha aggiunto. "Diamoci tre giorni per vedere chi ha più seggi parlamentari", ha sostenuto l'alleato di Macron. "Bisogna verificare i numeri, vale a dire: chi è capace di mettere insieme un tutto?". Il leader centrista ha sottolineato le differenze tra le componenti del Nuovo Fronte Popolare. Quanto al loro programma, è "incompatibile con ciò che moltissimi francesi pensano riguardo al futuro della Francia", "con l'Unione europea", ha detto

Media: “Attal consegnerà la lettera di dimissioni alle 11 e 15”

Il premier Gabriel Attal, come annunciato ieri sera alla luce dei risultati del secondo turno delle legislative, consegnerà la sua lettera di dimissioni al presidente Emmanuel Macron alle 11.15. Lo ha appreso Bfmtv dal suo entourage

Panot (Lfi): “Jean-Luc Mélenchon non è assolutamente squalificato per fare il premier”

Il leader della France Insoumise (Lfi) Jean-Luc Mélenchon "non è assolutamente squalificato" per Matignon (la residenza del primo ministro francese), ha dichiarato lunedì la deputata di Lfi Mathilde Panot, assicurando che la sinistra proporrà "un primo ministro e un governo questa settimana" dopo essere uscita vincitrice dalle elezioni legislative, ma lontana dalla maggioranza assoluta. "Jean-Luc Mélenchon è l'uomo che ha insegnato alla sinistra a vincere di nuovo, l'uomo che ha ridato speranza a milioni di persone conquistando il 22% alle elezioni presidenziali, l'uomo grazie al quale non solo il Nupes ma oggi anche il Nuovo Fronte Popolare ha potuto esistere", ha detto su Rtl

Il russo Volodin augura il destino di Macron a tutti i leader dell’Occidente

"Il destino del presidente francese Emmanuel Macron, la cui coalizione "Ensamble" è arrivata al secondo posto nelle elezioni anticipate dell'Assemblea nazionale francese, attende tutti gli attuali capi di stato d'Europa e degli Stati Uniti". È l'auspicio del presidente della Duma russa Vyacheslav Volodin. "Un destino simile attende tutti gli attuali leader europei e gli Stati Uniti che sono coinvolti nell'interferenza negli affari sovrani di altri stati, mentre i loro cittadini chiedono di affrontare i problemi interni e sviluppare le economie nazionali", ha scritto Volodin sul suo canale Telegram. I cittadini francesi, ha osservato Volodin, "erano pronti a votare per chiunque" ma, ha aggiunto, "i trucchi politici e la destituzione dei candidati non hanno aiutato"

La Borsa di Parigi apre in calo dello 0,49%

La Borsa di Parigi ha aperto in calo dello 0,49% lunedì, il giorno dopo che il secondo turno delle elezioni parlamentari ha dato alla sinistra il sopravvento in un'Assemblea Nazionale divisa e senza maggioranza. Il principale indice CAC 40 è sceso di 37,73 punti a 7.637,89, dopo una settimana caratterizzata da un rimbalzo di oltre il 2%. Gli altri mercati europei hanno aperto in leggero ribasso

Socialisti: “Entro una settimana il nome del candidato premier”

La coalizione di sinistra francese Nfp, prima alle elezioni legislative in Francia ma senza la maggioranza assoluta, dovrà "entro una settimana essere in grado di presentare una candidatura" per la carica di primo ministro. Lo ha dichiarato il leader del Partito socialista Olivier Faure. Il leader del Ps, uno dei partiti dell'alleanza di sinistra, ha assicurato che la scelta verrà fatta "o per consenso, o ci sarà necessariamente una votazione", tra i diversi partiti

Sánchez elogia il “rifiuto dell'estrema destra” in Francia

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha elogiato il "rifiuto dell'estrema destra" della Francia dopo il risultato al secondo turno delle legislative che vede la coalizione di sinistra come gruppo più numeroso in parlamento. "Questa settimana, due dei paesi più grandi d'Europa hanno scelto la stessa strada che la Spagna ha scelto un anno fa: il rifiuto dell'estrema destra e un impegno decisivo per una sinistra sociale che affronti i problemi delle persone con politiche serie e coraggiose", ha scritto Sánchez su X. "Il Regno Unito e la Francia hanno detto sì al progresso e all'avanzamento sociale e NO alla regressione dei diritti e delle libertà", ha aggiunto. "Non c'è accordo né governo con l'estrema destra", ha concluso

Tusk: “A Parigi entusiasmo, a Mosca delusione, a Kiev sollievo”

"A Parigi entusiasmo, a Mosca delusione, a Kiev sollievo". Così il premier polacco, Donald Tusk, ha commentato sul suo profilo X l'esito dell'elezioni politiche francesi con l'affermazione del Nuovo fronte popolare e la sconfitta del Rassemblement national, arrivato terzo. Per Tusk questo "è abbastanza per essere felici a Varsavia"

Dati finali: 182 seggi al Nuovo fronte popolare, 168 a Ensemble e 143 al Rassemblement

Il Nuovo fronte popolare, l'alleanza di sinistra che si è formata per contrastare l'avanzata del Rassemblement National al secondo turno delle elezioni legislative francesi, ha conquistato il maggior numero dei seggi alla prossima Assemblèe Nationale, composta in tutto da 577 deputati. Quelli del Nfp saranno 182. E' quanto risulta dai dati definitivi sulle elezioni diffusi dal ministero dell'Interno. La formazione centrista a sostegno del presidente Emmanuel Macron, Ensemble, ne ha ottenuti 168 mentre il Rassemblement National di Marine Le Pen alleato con una parte dei Republicains guidati dal presidente del partito Eric Ciotti è terzo con 143 deputati eletti. Secondo i calcoli del quotidiano Le Monde, all'interno del Nouveau Front Populaire, la France insoumise di Jean-Luc Mèlenchon è la più rappresentata con 74 eletti ai quali si aggiungono 3 "dissidenti" del partito. Il Partito socialista avrà 59 deputati e gli Ecologisti 28. Il partito comunista ha eletto 9 parlamentari

Tondelier: “Macron ci chieda il nome del primo ministro”

Dopo il successo della sinistra alle elezioni legislative, ma senza ottenere la maggioranza assoluta, Emmanuel Macron "dovrebbe oggi chiedere ufficialmente al Nuovo Fronte Popolare di dargli il nome del primo ministro", Lo ha affermato questa mattina la leader degli ecologisti, Marine Tondelier. "Lo farà? Non lo farà? Questo presidente è sempre pieno di sorprese, vedremo, ma questa è la logica istituzionale", ha dichiarato ai microfoni di Rtl. Secondo Tondelier "un buon premier dovrà placare il Paese e unire il proprio campo". Questo vuol dire, ha aggiunto, che "non sarà Jean-Luc Mèlenchon", anche se gli Insoumis restano essenziali per costituire la maggioranza nell'Assemblea nazionale. Dopo un primo incontro domenica sera con i suoi omologhi Olivier Faure (PS), Manuel Bompard (LFI) e Fabien Roussel (PCF) per "analizzare" i risultati, "il lavoro continuerà oggi", ha detto Tondelier senza specificare dove e a che ora riprenderanno le discussioni

Rn: "Ora esame coscienza, Paese non governabile"

"Ci è stata negata la vittoria a colpi di ritiri e triangolari, ora il Paese non è governabile". Lo ha affermato, all'indomani dall'inaspettata sconfitta, il vice presidente di Rn Louis Alliot spiegando che ora per il partito lepenista è tempo di "un esame di coscienza" per analizzare i suoi errori. "Ci sono candidati che non avrebbero dovuto esserlo", ha ammesso Alliot a RTL. Dovremo mettere in discussione la catena di rappresentanza". "Rimaniamo il partito e il gruppo politico leader nell'Assemblea nazionale", ritiene.
Ci è stata negata una vittoria, con i triangolari e i ritiri. La Francia non è governabile come vorrebbe la maggioranza dei francesi", ha detto

Partecipazione al 66,7%, più alta al secondo turno dal 1997

Il tasso di partecipazione al voto al secondo turno delle elezioni legislative anticipate in Francia è stato pari al 66,7%, in aumento rispetto al primo turno quando era già stato elevato (65%). Si tratta del livello più alto a un secondo turno dal 1997, quando aveva partecipato il 71,1% degli elettori

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