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Se Salvini non è puntuale

Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e leader della Lega, durante le dichiarazioni di voto finali sul decreto ‘Salva casa’, Camera dei deputati, Roma, 19 luglio 2024. ANSA/FABIO FRUSTACI
Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e leader della Lega, durante le dichiarazioni di voto finali sul decreto ‘Salva casa’, Camera dei deputati, Roma, 19 luglio 2024. ANSA/FABIO FRUSTACI (ansa)
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La puntualità è impressionante. Non quella dei treni funestati da un luglio che ha visto accavallarsi finora ritardi e disguidi di ogni genere, ma quella di Matteo Salvini nel commentare l’attualità varia, in quello spazio indefinibile ma riconoscibilissimo che sta tra cronaca nera e Cronaca Vera.

Affidabile come un convoglio elvetico, preciso come uno Shinkansen giapponese, il ministro che dovrebbe occuparsi - come da carta intestata - delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, insomma dei trasporti, si muove invece frenetico e slegato da qualsiasi responsabilità istituzionale nella bolla di Instagram. E da quella invidiabile posizione interviene, commenta, condanna, solidarizza, esalta, biasima qualsiasi personaggio e/o fatto di cronaca possa polarizzare l’opinione pubblica e portare acqua elettorale al suo frenetico mulino.

E così ecco Salvini, solo nell’ultima giornata, proprio mentre la notizia che i lavori programmati dal gruppo Fs sulle infrastrutture porteranno i treni dell’Alta Velocità ad avere ritardi fino a due ore, esibirsi ad uso di social sull’oro della scherma femminile a squadre: "Contro la Francia, battuta in casa 30 a 29, goduria massima e assoluta!!!”. Sulla bandiera bianca alzata dalla pugile italiana contro la rivale algerina: “Brava Angela, hai fatto bene! La nostra atleta si è dovuta ritirare contro Imane Khelif, prima di scoppiare in lacrime per tanti sacrifici andati in fumo”. E, ancora, da una serata in spiaggia, sfuggito alle insidie del Papeete per approdare ai più tranquilli lidi del “mercatino delle piccole imprenditrici”, dove elenca gli acquisti, ossia “3 matite e una tartaruga portafortuna”.

Non è una novità, l’Helzapoppin’ vagamente psichedelico in cui il ministro affianca e accumula gattini e Verdini, poliziotti eroi e cattivissimi "originari del Gambia” che quegli stessi gattini hanno magari preso a calci e vanno dunque doverosamente espulsi, nonché pensosi ultras ungheresi del Ferencvàrosi Torna Club che esibiscono uno striscione contro Ilaria Salis e, chiosa lui soddisfatto, “non le mandano a dire!”.

Ma in queste ore il caleidoscopio salviniano in perpetuo movimento è ancora più straniante del solito se messo a contrasto con le difficoltà della rete ferroviaria temporaneamente soggetta, se non all’immobilità, almeno a corposi rallentamenti. Una rete, è bene ricordarlo, che il ministro ha voluto mettere sotto suo diretto potere sponsorizzando fortissimamente il manager Stefano Donnarumma alla guida delle Fs e poi facendosi ritrarre (su Instagram, what else?) assieme a lui già la mattina dopo la nomina, entrambi sorridenti e intenti a sorseggiare un buon caffè.

Adesso che alla testa delle ferrovie si è insediato un manager di sua scelta, e adesso che qualche problema ferroviario indubbiamente c’è, anche Salvini è dunque costretto a indossare il costume da lavoro, che sui social corrisponde a gilet catarifrangente e caschetto giallo antinfortuni, per dichiarare con tanto di sottotitoli che "sto seguendo l’andamento dei cantieri ferroviari, annunciati da mesi in accordo con gli enti locali”, che detti cantieri “hanno l’obiettivo di migliorare la rete anche alla luce di investimenti senza precedenti e prima della totale ripresa delle attività lavorative dopo la pausa estiva”. Insomma, che, come si usa dire, «stiamo lavorando per voi» e che comunque “ho ribadito a Fs e alle società coinvolte che mi aspetto massimo impegno per offrire un servizio all’altezza”.

Tutti in viaggio tranquilli, adesso, con il solo timore che gli allievi possano superare il maestro. Come accade ora che il generale ed europarlamentare Roberto Vannacci, campione di preferenze della Lega nonostante la Lega, tappezza siti e notiziari con una presunta facezia che parte da "un essere non binario” che ha vinto l’Eurovision, per finire con la memorabile battuta che “io il binario l’ho visto solo in stazione”. Deve essere una passione di partito, questa per le ferrovie.

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