Negli anni Sessanta del XX secolo il trinomio programmatico delle socialdemocrazie europee, riecheggiato in Italia da Saragat, era: case, scuole, ospedali. Negli stessi anni era Riccardo Lombardi — di cui cade tra poco il quarantennale della scomparsa — ad ammonirci che senza le riforme di struttura, in primo luogo la legge urbanistica ma anche quelle della scuola e della sanità, quegli obiettivi non sarebbero stati conseguibili.
Oggi siamo al termine del primo quarto del secolo XXI, e le forze democratiche-laburiste-socialiste, colpite e indebolite direttamente dalle conseguenze della globalizzazione, dalla divaricazione delle diseguaglianze e dalla crisi del ceto medio, intraprendono una controffensiva a livello internazionale e non solo europeo.
Lo fa Keir Starmer, vincitore delle elezioni nel Regno Unito, che i recenti avvenimenti ci hanno mostrato essere profondamente diviso. Starmer deve rimediare agli ideologismi dei conservatori restaurando le misure sociali del welfare brit…
Negli anni Sessanta del XX secolo il trinomio programmatico delle socialdemocrazie europee, riecheggiato in Italia da Saragat, era: case, scuole, ospedali. Negli stessi anni era Riccardo Lombardi — di cui cade tra poco il quarantennale della scomparsa — ad ammonirci che senza le riforme di struttura, in primo luogo la legge urbanistica ma anche quelle della scuola e della sanità, quegli obiettivi non sarebbero stati conseguibili.
Oggi siamo al termine del primo quarto del secolo XXI, e le forze democratiche-laburiste-socialiste, colpite e indebolite direttamente dalle conseguenze della globalizzazione, dalla divaricazione delle diseguaglianze e dalla crisi del ceto medio, intraprendono una controffensiva a livello internazionale e non solo europeo.
Lo fa Keir Starmer, vincitore delle elezioni nel Regno Unito, che i recenti avvenimenti ci hanno mostrato essere profondamente diviso. Starmer deve rimediare agli ideologismi dei conservatori restaurando le misure sociali del welfare britannico.
Lo fa Kamala Harris, la vicepresidente degli Stati Uniti ora candidata democratica alla presidenza contro Donald Trump, i cui sostenitori il 6 gennaio 2021 dettero l’assalto al Congresso, il tempio della democrazia.
Tra i punti forti del programma di Harris figurano gli aiuti economici per le case, i medicinali, gli studenti. Questo perché proprio la divaricazione delle diseguaglianze ha privato le classi lavoratrici, i ceti medi e le fasce deboli della popolazione dell’accesso a questi diritti: case, scuole, ospedali.
Si tratta di veri e propri diritti di libertà. Sì, perché senza l’accesso all’abitazione, alla sanità e all’istruzione non si può godere dei diritti di libertà. È la vecchia lezione del socialismo liberale di Carlo Rosselli ma anche di Piero Calamandrei, quei diritti sociali di libertà che il giurista fiorentino volle nella Costituzione italiana.
In termini molto diversi, il vecchio trinomio “case, scuole, ospedali” riemerge, legato alla battaglia contro le diseguaglianze. Si cambia approccio: invece di “saremo più efficienti nel gestire la globalizzazione”, “tuteleremo i cittadini nei processi di adattamento e di riconversione”.
La Costituzione italiana mette al centro la persona e alla considerazione della persona deve essere legata la capacità di assicurarle il godimento dei diritti. Ed è importante che Harris abbia legato il suo programma economico e sociale al tema più generale della libertà o, meglio, delle libertà, per renderlo più comprensibile e convincente.
Su questa impostazione si possono vincere le elezioni e, ancor più, ricomporre le società, come quelle occidentali di oggi, divise da rancori e timori, effetto del senso di mancata protezione che tanti avvertono e che si riversano sui problemi delle emigrazioni e della sicurezza, non sufficientemente considerati dalle sinistre. Troppo spesso abbiamo scambiato il concetto di “sinistra di governo” con quello di “sinistra di accompagnamento” ai fenomeni economici e sociali in atto.
Dicevano i teorici della “società giusta” (Rawls) che tale era la società che ammetteva le diseguaglianze, in quanto legate al merito, ma era dotata di meccanismi controbilancianti che impedivano alle disparità di diventare insostenibili. Oggi le diseguaglianze sono per molti aspetti insostenibili. Battersi e affermare i diritti sociali di libertà significa riprendere il cammino della battaglia civile e politica per una società giusta.
L’accoppiata libertà-diritti sociali può far riconquistare alla sinistra democratica i consensi perduti? L’esempio francese dimostra il fallimento di un governo tecnocratico, gestito dall’alto. Nei momenti migliori, democratici, laburisti e socialisti hanno saputo elaborare sintesi politiche e sociali vincenti. La maggioranza “Ursula II” che si è formata nell’Unione Europea, la maggioranza laburista nel Regno Unito, la candidatura di Harris negli Usa sembrano comporre un quadro diverso.
È fondamentale confrontarsi sui contenuti programmatici di questa controffensiva non dimenticando che noi italiani ci troveremo nella particolare situazione di un governo all’opposizione in Europa e di un’opposizione italiana che è invece parte della maggioranza nell’Ue. Speriamo di poter dire a novembre, parafrasando Rosselli, oggi negli Usa domani in Italia.