La guerra, l’Europa e il fantasma del 1914
di Marco Mondini“In caso di guerra”. È il titolo dell’opuscolo a cura dell’agenzia per la difesa civile (Msb) che gli svedesi si sono visti recapitare nei giorni scorsi. Operationsplan Deutschland (piano operativo per la Germania) è il documento preparato negli ultimi mesi dalle Forze armate federali, con meticolose indicazioni su chi deve fare cosa nell’eventualità di un conflitto ai confini o sullo stesso territorio tedesco.
Nessuno dei due è esattamente un piano segreto. Gli scandinavi sono abituati a vedersi aggiornare di tanto in tanto su come reagire a ogni genere di crisi, mentre il sito della Bundeswehr informa amichevolmente che i dettagli della strategia nazionale non possono essere divulgati, però chiunque desideri maggiori informazioni può tranquillamente contattare il Comando territoriale di Berlino.
Eppure, è bastata la notizia di questi preparativi perché stampa e televisioni evocassero fantasmi di oltre un secolo fa e si parlasse di un nuovo “rischio 1914”, di una corsa cieca e inc…
“In caso di guerra”. È il titolo dell’opuscolo a cura dell’agenzia per la difesa civile (Msb) che gli svedesi si sono visti recapitare nei giorni scorsi. Operationsplan Deutschland (piano operativo per la Germania) è il documento preparato negli ultimi mesi dalle Forze armate federali, con meticolose indicazioni su chi deve fare cosa nell’eventualità di un conflitto ai confini o sullo stesso territorio tedesco.
Nessuno dei due è esattamente un piano segreto. Gli scandinavi sono abituati a vedersi aggiornare di tanto in tanto su come reagire a ogni genere di crisi, mentre il sito della Bundeswehr informa amichevolmente che i dettagli della strategia nazionale non possono essere divulgati, però chiunque desideri maggiori informazioni può tranquillamente contattare il Comando territoriale di Berlino.
Eppure, è bastata la notizia di questi preparativi perché stampa e televisioni evocassero fantasmi di oltre un secolo fa e si parlasse di un nuovo “rischio 1914”, di una corsa cieca e incosciente verso la guerra.
Non c’è da stupirsi. Dal febbraio 2022 l’immagine dei sonnambuli di fronte al pericolo incombente di un conflitto globale è diventata un’ossessione ricorrente. Storici come Margaret MacMillan, scrittori come il romanziere Robert Harris, che ha confessato di sentirsi come nell’estate del 1914, ed esperti di affari pubblici come l’ex ministro Marco Minniti hanno ammonito: «Siamo sul filo del rasoio». Questa diffusa sindrome da Sarajevo si basa su alcuni dati reali. Ma, come ogni facile analogia storica, è anche un abbaglio.
Certo, come ha dichiarato il primo ministro polacco Tusk, è ora di riconoscere che la possibilità della guerra non appartiene più al passato, ma è di fronte a noi. «Viviamo in un’epoca prebellica», una convinzione con cui concordano, più o meno discretamente, i vertici della Commissione e pressoché di ogni Paese dell’Unione.
Ma nell’estate di centodieci anni fa nel continente si mobilitavano eserciti di milioni di cittadini-soldato. Alcuni entusiasti di potersi misurare sul campo di battaglia, molti di più convinti che morire per il proprio Paese fosse un’eventualità sfortunata ma anche un dovere.
Questi eserciti, ha scritto lo storico inglese Correlli Barnett, sarebbero stati affidati ai “portatori di spada”, come Hindenburg, Foch o Cadorna. Generalissimi perlopiù convinti che la guerra fosse loro affare esclusivo e che governi e Parlamenti, libertà e diritti fossero una maledetta seccatura. Sarebbe stato molto più semplice se i loro compatrioti avessero riconosciuto che era meglio vivere sotto dittature reazionarie, pensavano. Alcuni questo sogno avrebbero provato a realizzarlo dopo il 1918.
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Di tutto questo oggi non resta traccia. Gli eserciti di massa non esistono più e le piazze delle città europee non sono invase da folle di ferventi sostenitori della bellezza di armi e morte. Il fatto che i ministeri della Difesa in Francia, Germania o Italia facciano fatica a trovare qualche migliaio di soldati di mestiere da schierare sul campo è la migliore dimostrazione di come la guerra non eserciti alcuna seduzione sulle menti e i cuori degli europei. Al massimo, li terrorizza.
Neanche i signori della guerra esistono più. I capi degli Stati maggiori occidentali non minacciano le democrazie: sono tecnici al servizio di governi liberamente eletti che mantengono ben salda la catena di comando e controllo. In quanto all’essere sonnambuli, in molti lo sono stati certamente, ma prima del febbraio 2022, quando si coltivava ancora l’illusione che la minaccia russa fosse un bluff.
La guerra oggi angoscia, non esalta. E governanti e Parlamenti, opinioni pubbliche e persino militari non la desiderano e certamente non le corrono incontro come incoscienti. Casomai fanno di tutto per evitarla. Il 1914 è molto lontano.