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La misoginia nell’era Trump

Trump firma il divieto per le transgender circondato da ragazze 

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Usando come scusa la volontà di difendere le giovani atlete, Trump porta avanti la sua battaglia contro la transizione di genere
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Dopo la vittoria di Trump lo slogan che più circolava in rete (insieme a “tornatevene in cucina”) era “il tuo corpo la mia scelta” — un vero e proprio capovolgimento del motto che negli anni Settanta rivendicava il diritto delle donne all’autodeterminazione. Sulla piattaforma X di Elon Musk lo slogan è stato visualizzato 90 milioni di volte e ha avuto 35 mila condivisioni. Nella cosiddetta “uomo-sfera,” la comunità virtuale che riunisce antifemministi e misogini di vari Paesi, sono moltissimi i post che oggi inneggiano esplicitamente alla violenza contro le donne. Per non parlare della chat di Telegram dove 70 mila utenti condividono consigli e informazioni su come stuprare una donna e rimanere impuniti. Tutto questo produce contraccolpi anche nelle aule scolastiche dove i ragazzi cantano in coro slogan sessisti contro le studentesse. Del resto, il 55 per cento dei maschi tra i 18 e i 29 anni ha votato per Trump (nel 2020 erano stati il 41 percento), proprio perché il tycoon ha promes…

Dopo la vittoria di Trump lo slogan che più circolava in rete (insieme a “tornatevene in cucina”) era “il tuo corpo la mia scelta” — un vero e proprio capovolgimento del motto che negli anni Settanta rivendicava il diritto delle donne all’autodeterminazione. Sulla piattaforma X di Elon Musk lo slogan è stato visualizzato 90 milioni di volte e ha avuto 35 mila condivisioni. Nella cosiddetta “uomo-sfera,” la comunità virtuale che riunisce antifemministi e misogini di vari Paesi, sono moltissimi i post che oggi inneggiano esplicitamente alla violenza contro le donne. Per non parlare della chat di Telegram dove 70 mila utenti condividono consigli e informazioni su come stuprare una donna e rimanere impuniti. Tutto questo produce contraccolpi anche nelle aule scolastiche dove i ragazzi cantano in coro slogan sessisti contro le studentesse. Del resto, il 55 per cento dei maschi tra i 18 e i 29 anni ha votato per Trump (nel 2020 erano stati il 41 percento), proprio perché il tycoon ha promesso loro il ritorno al maschio macho e ai ruoli tradizionali di genere.

In campagna elettorale il presidente aveva detto che intendeva diventare il protettore delle donne “che a loro piaccia o meno”, come se le americane non fossero in grado di decidere da sole su contraccezione, gravidanze e fecondazione assistita. Per questo non sorprende che, appena insediato, abbia ordinato di rimuovere dal sito del ministero della Salute ogni riferimento all’aborto e da quello della Cdc (l’Istituto di sanità) le pagine sulla contraccezione. Non stupisce neppure che il ministro della Difesa Pete Hegseth sia stato confermato dal Congresso malgrado l’accusa di molestie sessuali e le frasi misogine sulle donne soldato. E che Google, Meta e altre aziende dalla Big Tech abbiano rimosso tutte le politiche di diversità, eguaglianza e inclusione (volte a dare maggiori opportunità a donne, transgender e minoranze) auspicando un ritorno alla “mascolinità’” e ai “comportamenti aggressivi.” Lo stesso Trump ha rimosso le politiche inclusive dall’amministrazione federale, accusandole addirittura di essere responsabili del disastro aereo di Washington.

Intanto lo stato del Texas invita mariti e fidanzati a denunciare le donne che comprano per posta la pillola abortiva, visto che lì l’interruzione volontaria di gravidanza è illegale dopo la sesta settimana. E non deve meravigliare l’ordine esecutivo firmato per bandire le ragazze transgender dallo sport nelle scuole. Usando come scusa la volontà di difendere le giovani atlete e “tenere i maschi lontani dagli sport femminili”, Trump porta avanti la sua battaglia contro la transizione di genere. “Ci sono solo due generi”, ha detto, “maschio e femmina” e non è possibile cambiare sesso rispetto a quello assegnato alla nascita.

Intanto l’emendamento sull’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne è stato finalmente ratificato dai due terzi degli stati americani (dopo essere stato approvato dal Congresso ben 50 anni fa) ma questa amministrazione non ha alcuna intenzione di inserirlo nella Costituzione, visto che già alcuni stati hanno fatto marcia indietro. Evidentemente, nel 2025, fa ancora troppa paura dover riconoscere alle donne uguali diritti mentre diventa sempre più imperante la misoginia di Stato. I diritti delle donne, del resto, sono fragili e perennemente sotto attacco. Non averli protetti, considerandoli acquisiti, è stato un grave errore della Sinistra americana. Mi chiedo, infine, se la volontà di Musk di fare anche “l’Europa di nuovo grande” (Mega) preveda che questo approccio reazionario verso le donne e i loro diritti venga esportato anche da noi.

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