Prima di ricoverarsi per mettere in sicurezza il cuore, Sergio Mattarella ha voluto mandare un messaggio al Parlamento. Doveva arrivare un cattolico democratico come il capo dello Stato per dire alla destra di governo, e a un’opposizione evidentemente distratta, che non esistono famiglie di serie B o figli di un Dio minore.
Non importa che tipo di documenti si tengano nel cassetto: certificati di matrimonio, unioni civili, atti di nascita. Se un risarcimento è dovuto a un marito o a una moglie, è dovuto anche a un compagno o a una compagna. Se vale per il figlio nato da un matrimonio, dev’essere identico per un bambino nato fuori.
Sembrerebbe elementare, automatico, per chi conosca la nostra Costituzione e la moderna giurisprudenza. Non lo è stato per le Camere, che hanno approvato la legge sui ristori “ai parenti delle vittime di crolli di strade e autostrade” a larga maggioranza, nonostante gli aspetti discriminatori.
Il capo dello Stato, a poche ore dall’intervento programmato all’…
Prima di ricoverarsi per mettere in sicurezza il cuore, Sergio Mattarella ha voluto mandare un messaggio al Parlamento. Doveva arrivare un cattolico democratico come il capo dello Stato per dire alla destra di governo, e a un’opposizione evidentemente distratta, che non esistono famiglie di serie B o figli di un Dio minore.
Non importa che tipo di documenti si tengano nel cassetto: certificati di matrimonio, unioni civili, atti di nascita. Se un risarcimento è dovuto a un marito o a una moglie, è dovuto anche a un compagno o a una compagna. Se vale per il figlio nato da un matrimonio, dev’essere identico per un bambino nato fuori.
Sembrerebbe elementare, automatico, per chi conosca la nostra Costituzione e la moderna giurisprudenza. Non lo è stato per le Camere, che hanno approvato la legge sui ristori “ai parenti delle vittime di crolli di strade e autostrade” a larga maggioranza, nonostante gli aspetti discriminatori.
Il capo dello Stato, a poche ore dall’intervento programmato all’ospedale Santo Spirito per mettere un pacemaker, ha firmato la norma per rispetto delle vittime del ponte Morandi, ma con una lettera ai presidenti di Montecitorio e Palazzo Madama ha invitato a correggerla in molti punti. Soprattutto, ha stabilito un principio: l’eguaglianza di tutte le famiglie davanti alla Costituzione.
Non è un principio formale. Quel che il presidente sta dicendo è che chi legifera ha il dovere di farlo per tutti, non per un’idea di famiglia artificiale, spacciata per naturale, che è nella testa di certa propaganda. È una decisione che conforta chi ancora crede in una democrazia capace di tutelare i diritti di ogni cittadino, e probabilmente anche chi spera che cadano le discriminazioni che ancora esistono per i figli delle coppie arcobaleno. Criminalizzati dalla legge che ha reso la gestazione per altri reato universale e privati della possibilità di essere riconosciuti da entrambi i genitori.
Soprattutto è un messaggio chiaro di altolà a chi sogna — per l’Italia — un modello simile all’Ungheria di Orbán o una deriva simile a quella degli Stati Uniti, dove Trump minaccia il principio di uguaglianza definanziando le università che non seguono l’ideologia Maga, deportando persone senza processo, dividendo gli americani in adoratori e nemici del popolo.
È questo il rischio che corrono le destre che si ispirano ai principi “Dio, patria e famiglia”: confondere il bene comune con il bene di chi la pensa come loro. Non riconoscere in ogni cittadino, che sia uomo, donna, omosessuale, lesbica, trans, queer, un portatore di diritti universali che non possono essere riconosciuti solo a qualcuno, o solo in parte. Negli anni più bui del ’900, l’abisso è cominciato così: con la discriminazione divenuta persecuzione e poi sterminio.
Lunedì 14 aprile Orbán ha costretto l’Assemblea ungherese all’ennesima modifica della Costituzione vietando ogni forma di aggregazione di persone omosessuali. Rendendone possibile l’identificazione anche con il riconoscimento facciale. Le persone Lgbtq+ in Ungheria sono perseguitate e trattate da criminali come negli Stati fondamentalisti islamici.
L’idea di cristianesimo di Orbán, come quella di Trump, non prevede tolleranza, misericordia, apertura, in contrasto con quella della Chiesa di Francesco. Orbán è alleato di Salvini e Le Pen nel gruppo europeo dei patrioti; è amico riconosciuto di Meloni, come Trump. Quel che Mattarella dice con i suoi rilievi è che non accetterà eccezioni sull’uguaglianza dei diritti dei cittadini pretesa dalla Carta.
Resta da capire come mai l’opposizione non si fosse accorta di niente, e qui viene il sospetto di una cautela eccessiva rispetto a tutto quel che la destra chiama woke. A furia di dire che la sinistra arretra nel mondo per aver difeso troppo i diritti delle minoranze, arrivando a esagerazioni di cui tanto si è parlato soprattutto negli Stati Uniti, si rischia di non fare le battaglie che vanno ancora fatte.
In un mondo in cui la destra ha scelto di indicare alcune categorie come i nemici, migranti, omosessuali, trans, oppositori politici, la difesa dei diritti civili non può passare in secondo piano rispetto ai diritti sociali. Vanno insieme a lavoro, salute, welfare. Non sono orpelli di cui disfarsi perché diventati più complicati da difendere. Ieri lo ha ricordato Mattarella, la speranza è che la prossima volta il Parlamento ci arrivi prima.