Mentre Marco Mengoni cantava, domenica sera a San Siro, i sessantamila nell’enorme catino non sembravano un pubblico ma un immenso (e intonato) coro, parte integrante del giga-show, enorme dilatazione del palcoscenico e dell’artista. Così accade, quasi sempre, con i concerti negli stadi: si stabilisce una paradossale intimità. La folla non dà un’idea di dispersione e anonimato, ma di comunità e d…