Il voto di domenica 12 aprile in Ungheria sarà forse il voto europeo dell’anno. Meno di dieci milioni di abitanti, appena l’1% del Pil europeo, eppure la scelta tra la conferma di Viktor Orbán o la sua sostituzione con il quarantenne Péter Magyar è diventata l’epicentro simbolico del confronto globale tra autocrazie e democrazie. L’Europa spera nel cambiamento mentre a tifare Orbán è un inaudito…