"Lo ripeto ancora una volta, non è possibile prevedere i terremoti. Stigmatizzo chi lo fa sui siti internet. Si tratta di comportamenti che hanno un profilo criminale e abbiamo deciso di denunciare chi li mette in partica". Il capo della protezione civile Franco Gabrielli arriva a Fivizzano per fare il punto sul terremoto che ha colpito la Lunigiana con una forte scossa alle 12.30 di ieri e una serie di repliche più leggere che praticamente non si sono ancora interrotte.
Video: "Denunceremo chi procura allarmi"
"Riguardo agli effetti del sisma, non sembrano esserci criticità particolari ma aspettiamo i risultati delle verifiche dei tecnici, che arriveranno nelle prossime ore. In questo momento il dato più significativo è la paura che questo evento ha messo alla popolazione". Gabrielli ha partecipato a una riunione con i sindaci e i rappresentanti delle amministrazioni locali. "La popolazione di questo territorio deve avere la consapevolezza di stare in una zona sismica, e le istituzioni devono lavorare per prevenire i danni e dare assistenza dopo gli eventi come stiamo facendo>, dice ancora Gabrielli. Per fare i lavori ci vogliono soldi, tanti soldi. Circa 93 miliardi per la prevenzione del rischio sismico nelle zone 1 e 2. "Cifre enormi per le casse in difficoltà delle amministrazioni, locali e nazionali", spiega il capo della protezione civile. Sabato scorso in Lunigiana c’era stata una scossa di terremoto abbastanza forte e qualcuno adesso ne parla come se si fosse trattato di un evento premonitore. "Lo so – spiega il prefetto – e per questo mi sono fatto calcolare quanti terremoti di quel tipo ci sono stati in Italia. Solo dall’inizio dell’anno ne sono stati registrati 35 ma non sono stati seguiti da eventi come quello di ieri".
Nel corso della notte sono state 13 le scosse di assestamento che sono state avvertite fra le province di Massa e Lucca, dopo la prima di magnitudo 5.2 di ieri alle 12.33 che ha interessato tutto in nord Italia.
Video Allestite tendopoli per la notte
Video Sisma in diretta mentre parla Idem
Video Fivizzano / Video Lucca / Vd Modena
La scossa più forte registrata dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) è stata di magnitudo 3.4 alle 3.56, con ipocentro a 10.5 km e ipocentro in prossimità dei Comuni lucchesi di Giuncugnano, Minucciano, Vagli Sotto e Piazza al Serchio, e quello massese di Casola in Lunigiana. Le altre scosse di assestamento, sono state registrate tra le 00.21 e le 6.37. Non si hanno al momento informazioni di ulteriori danni a persone o cose.
Durante la notte la paura non ha abbandonato la popolazione della Lunigiana e della Garfagnana. Moltissimi gli abitanti di Fivizzano, Casola in Lunigiana, in provincia di Massa Carrara, e Minucciano (Lucca) che hanno preferito dormire fuori casa: tanti anziani e bambini sono stati ospitati nelle strutture messe a disposizione dalla protezione civile, in particolarte scuole e palestre. Ma tantissime le famiglie che hanno preferito trascorrere la notte in auto, lontani dalle mura delle abitazioni. Il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi, sta pensando di aprire una nuova struttura e renderla disponibile. Si tratta del centro di riabilitazione della Don Gnocchi (che deve ancora essere inaugurato), dove verrebbero ospitati alcuni anziani malati che non si ritiene prudente far restare in casa.
Sono stati evacuati nella notte da vigili del fuoco e protezione civile gli 11 abitanti di una palazzina privata di quattro piani in via La Tinta, uno dei vicoli del centro storico che collega via San Martino con il Lungarno Galilei, a Pisa. La segnalazione è partita intorno alla mezzanotte proprio dagli stessi residenti, alcuni di loro avevano sentito alcuni scricchiolii provenire dal tetto. L'intervento si è reso necessario a causa del cedimento di una trave portante con i conseguenti rischi per le abitazioni sottostanti. Nella cittadina toscana la scossa sismica è stata avvertita nitidamente. L'edificio è stato dichiarato inagibile fino a che non sarà ristrutturato il tetto.