Cronaca

'Ndrangheta Scalea, il procuratore:
"Mancano presidi di forze dell'ordine"

Le intercettazioni rivelano che nella cittadina calabrese "la 'ndrangheta ha utilizzato la forma partito per gestire la Cosa pubblica". Voti pagati, il boss che festeggia l'elezione del sindaco. Il pm: "Indispensabile rafforzare la presenza della polizia giudiziaria"

1 minuti di lettura
Il capo in delirio
Il boss di Scalea festeggia. E' in prima fila e sventola la maglietta con il nome del sindaco appena eletto. Pasquale Basile è il cavallo su cui ha scommesso e ha vinto. "In testa al corteo dei vincitori c'era Pietro Valente, il quale si era abbracciato con Pasquale Basile", si legge nell'ordinanza di custodia cautelare per 38 persone. Ma sono i commenti dei cittadini a raccontare scene d'altri tempi in cui i capimafia vivevano di impunità. "Avevano paragonato i festeggiamenti dei sostenitori di Basile "all'ora d'aria" che i detenuti effettuano nelle carceri.

Voti pagati
Dalle intercettazioni emerge poi un altro retroscena: il candidato sconfitto alle elezioni, Alessandro Bergamo, affermava di aver appreso da un pregiudicato di Scalea, che si era recato presso il suo studio dentistico, di una compravendita di voti gestita dal boss Valente in favore della lista Basile. "In particolare aveva riferito che il fratello della sua compagna (del pregiudicato, ndr) era stato avvicinato da tale "paperino", soprannome attribuito notoriamente a Fabio Scaglione, che gli aveva offerto la somma di mille euro se la sua famiglia avesse votato Basile. Successivamente Scaglione aveva provveduto a consegnare la somma di 800 euro, trattenendo i restanti 200 come proprio guadagno per l'operazione".

Oltre la collusione
"Qui siamo oltre la collusione", ha tuonato il procuratore aggiunto di Catanzaro Giuseppe Borelli che insieme al sostituto Vincenzo Luberto ha coordinato l'indagine Plinius su Scalea. "La 'ndrangheta ha utilizzato la forma partito per gestire la Cosa pubblica". Non ci troviamo dunque di fronte a un fenomeno classico di collusione tra politica e cosche. "Il comune di Scalea è stato amministrato dalle 'ndrine, la politica è stato lo strumento tecnico attraverso cui si sono candidate alle elezioni". Pochi dubbi sull'invio della commissione d'accesso per accertare il condizionamento mafioso dell'amministrazione. "Il Prefetto ha già disposto la commissione di accesso", riferisce Borrelli a Repubblica.it, che denuncia una mancanza di presidi delle forze dell'ordine nel litorale tirrenico tra Cetraro, Scalea e Maratea: "E' privo di ogni presidio, viene amministrato da due compagnie che dedicano alla polizia giudiziaria tre persone e c'è solo un commissariato. E' indispensabile che vengano costituti presidi di polizia giudiziaria di carabinieri e polizia dotati di autonoma capacità operativa".

Anche perché la zona è caldissima. "E' un'area ad altissima densità 'ndranghetista, quella che va da Cetraro a Maratea, controllata dalla famiglia di 'ndrangheta Muto. Eppure troviamo solo una piccola compagnia dei Carabinieri, il nucleo operativo di Scalea con  pochissime persone".