TRENTO - Il ritrovamento di un innesco all'interno di un reparto produttivo dello stabilimento Whirlpool di Trento ha fatto scattare un'indagine per attentato. Nella notte fra venerdì e sabato lo stesso reparto era stato infatti teatro di un incendio. Questa mattina agenti della Digos e della polizia scientifica hanno dato il via a una serie di accertamenti tecnici per stabilire il possibile collegamento tra l'innesco e il rogo, che in un primo tempo era stato attribuito a un corto circuito.
Il meccanismo, un timer collegato a una resistenza, è stato trovato in un reparto produttivo diverso da quello dove si erano sviluppate le fiamme. La struttura non è stata posta sotto sequestro e la produzione è ripresa regolarmente.
Nel giugno scorso la direzione della Whirlpool aveva annunciato la chiusura dello stabilimento di Trento e l'apertura della procedura di mobilità per i 468 dipendenti. Dopo trattative con la Provincia di Trento, la multinazionale aveva deciso di fissare la data di chiusura dello stabilimento a febbraio 2014.
Secondo il presidente del Consiglio provinciale di Trento, Bruno Dorigatti, in questo modo "si vuole sabotare il lavoro". Visitando lo stabilimento, Dorigatti ha sottolineato la necessità di "condannare con forza azioni di sabotaggio come queste, che attentano alla sicurezza dei lavoratori ma rischiano soprattutto di minare le prospettive future dell'attività produttiva e quindi dell'occupazione. Per questo, anche se non ci sono stati feriti sarebbe un errore sottovalutare la gravità dell'accaduto".
Il meccanismo, un timer collegato a una resistenza, è stato trovato in un reparto produttivo diverso da quello dove si erano sviluppate le fiamme. La struttura non è stata posta sotto sequestro e la produzione è ripresa regolarmente.
Nel giugno scorso la direzione della Whirlpool aveva annunciato la chiusura dello stabilimento di Trento e l'apertura della procedura di mobilità per i 468 dipendenti. Dopo trattative con la Provincia di Trento, la multinazionale aveva deciso di fissare la data di chiusura dello stabilimento a febbraio 2014.
Secondo il presidente del Consiglio provinciale di Trento, Bruno Dorigatti, in questo modo "si vuole sabotare il lavoro". Visitando lo stabilimento, Dorigatti ha sottolineato la necessità di "condannare con forza azioni di sabotaggio come queste, che attentano alla sicurezza dei lavoratori ma rischiano soprattutto di minare le prospettive future dell'attività produttiva e quindi dell'occupazione. Per questo, anche se non ci sono stati feriti sarebbe un errore sottovalutare la gravità dell'accaduto".