MONASTERACE (REGGIO CALABRIA) - Una lite, l'ennesima pare, e poi un colpo di pistola ed un'altra donna muore per mano del marito in Italia. E' successo a Monasterace, comune di 3.500 abitanti del reggino, dove Mary Cirillo, 31 anni, è stata uccisa dal marito, Giuseppe Pilato, di 30, con un colpo di pistola calibro 7,65 alla testa. L'uomo è poi fuggito e viene adesso ricercato dai carabinieri, che non sembrano avere dubbi sulle sue responsabilità. A rendere ancora più drammatica la vicenda è la circostanza che a ritrovare il cadavere della donna è stata la figlia di dieci anni, la più grande della coppia che ha altri tre figli di 8, 5 e 2 anni.
Secondo quanto emerso dalle prime indagini, i rapporti tra marito e moglie negli ultimi tempi si erano incrinati. Testimoni hanno riferito che Pilato se ne fosse andato dall'appartamento della famiglia.
Il marito sarebbe andato a casa, probabilmente per incontrare la moglie. Ne è nata l'ennesima discussione, tanto che alcuni vicini, sentendo gridare, hanno chiamato i carabinieri segnalando una lite in famiglia. Ma prima che i militari potessero arrivare nella palazzina in viale della Libertà, Pilato ha preso la pistola ed ha sparato alla moglie. Un colpo solo, alla testa. Mary Cirillo è morta, il marito è fuggito.
I dati del Viminale: 153 omicidi in ambito familiare nel 2014
Secondo la ricostruzione degli investigatori, probabilmente subito dopo è rientrata a casa la figlia di 10 anni. E' stata lei a trovare la madre a terra e insanguinata. Quando sul posto è arrivata l'ambulanza del 118, per la donna non c'era più niente da fare. I carabinieri della compagnia di Roccella Ionica e del gruppo di Locri hanno subito iniziato a sentire le testimonianze di familiari e vicini di casa, mentre gli uomini della scientifica avviavano i rilievi sulla scena del delitto. Per rintracciare Giuseppe Pilato sono stati disposti posti di blocco e pattugliamenti, in coordinamento con le altre forze dell'ordine, e con l'ausilio di un elicottero dell'Arma.
Dossier Femminicidio
Marito e moglie lavoravano entrambi in un negozio di giocattoli di proprietà della coppia, il Megatoys. Il primo gennaio del 2013 l'esercizio fu gravemente danneggiato da un incendio divampato per cause accidentali, ma dopo pochi mesi l'attività era ripartita. Mary Cirillo, come il marito, aveva un profilo Facebook. Tra i gruppi ai quali era iscritta ce n'era uno, "Solo donne", su cui sono presenti diversi post contro la violenza sulle donne.
Su quello del marito, invece, c'era una foto con quattro bambini davanti a una torta di compleanno, probabilmente i figli. Bambini passati nel volgere di un attimo da una vita serena, almeno all'apparenza, al dramma. La loro madre è morta e ad ucciderla sarebbe stato il padre, adesso in fuga inseguito dai carabinieri.
Secondo quanto emerso dalle prime indagini, i rapporti tra marito e moglie negli ultimi tempi si erano incrinati. Testimoni hanno riferito che Pilato se ne fosse andato dall'appartamento della famiglia.
Il marito sarebbe andato a casa, probabilmente per incontrare la moglie. Ne è nata l'ennesima discussione, tanto che alcuni vicini, sentendo gridare, hanno chiamato i carabinieri segnalando una lite in famiglia. Ma prima che i militari potessero arrivare nella palazzina in viale della Libertà, Pilato ha preso la pistola ed ha sparato alla moglie. Un colpo solo, alla testa. Mary Cirillo è morta, il marito è fuggito.
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Secondo la ricostruzione degli investigatori, probabilmente subito dopo è rientrata a casa la figlia di 10 anni. E' stata lei a trovare la madre a terra e insanguinata. Quando sul posto è arrivata l'ambulanza del 118, per la donna non c'era più niente da fare. I carabinieri della compagnia di Roccella Ionica e del gruppo di Locri hanno subito iniziato a sentire le testimonianze di familiari e vicini di casa, mentre gli uomini della scientifica avviavano i rilievi sulla scena del delitto. Per rintracciare Giuseppe Pilato sono stati disposti posti di blocco e pattugliamenti, in coordinamento con le altre forze dell'ordine, e con l'ausilio di un elicottero dell'Arma.
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Marito e moglie lavoravano entrambi in un negozio di giocattoli di proprietà della coppia, il Megatoys. Il primo gennaio del 2013 l'esercizio fu gravemente danneggiato da un incendio divampato per cause accidentali, ma dopo pochi mesi l'attività era ripartita. Mary Cirillo, come il marito, aveva un profilo Facebook. Tra i gruppi ai quali era iscritta ce n'era uno, "Solo donne", su cui sono presenti diversi post contro la violenza sulle donne.
Su quello del marito, invece, c'era una foto con quattro bambini davanti a una torta di compleanno, probabilmente i figli. Bambini passati nel volgere di un attimo da una vita serena, almeno all'apparenza, al dramma. La loro madre è morta e ad ucciderla sarebbe stato il padre, adesso in fuga inseguito dai carabinieri.