Cronaca

Vertenza Ast, gli operai rimuovono i blocchi sulla E45 e sul raccordo Terni-Orte

Operai Ast Terni occupano la superstrada E45 (foto da Twitter di @GCarloLattanzi) 
La manifestazione spontanea è partita dai cancelli delle acciaierie e si è diretta verso la superstrada, dove è stato interrotto il traffico. La protesta, durata oltre tre ore, per la mancata erogazione degli stipendi. La questione si affianca al braccio di ferro in atto su piano tagli e licenziamenti
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TERNI - Gli operai dell'Ast hanno bloccato il traffico sulla E45 e sul raccordo Terni-Orte in entrambe le direzioni. Lo hanno fatto nel corso di una nuova manifestazione spontanea che si è svolta pacificamente. Senza le tensioni di tre giorni fa a Roma, in piazza Indipendenza. Una protesta durata oltre tre ore, interrotta subito dopo le 23. Al corteo, aperto dallo striscione con la scritta "Non ci stiamo", hanno partecipato circa 200 persone. Con loro anche il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo.

Il corteo spontaneo è partito dai cancelli delle acciaierie e ha attraversato tutta la città per raggiungere lo svincolo Terni Ovest del raccordo dove i manifestanti hanno interrotto il traffico (la polizia stradale ha subito deviato il traffico sulla viabilità secondaria). Poco prima, gli operai avevano deciso di proseguire almeno fino a giovedì lo sciopero che da giorni sta bloccando le acciaierie. Il corteo ha percorso circa 6 chilometri a piedi, fino a raggiungere lo svincolo per la E45. Con un nuovo blocco. "Per ora non ci muoviamo. Restiamo qui...", ha subito annunciato Emilio Trotti, sindacalista della Fim-Cisl. Un'iniziativa che Fabrizio Cicchitto del Nuovo centrodestra si è affrettato a definire "inaccettabile".

Nel mirino della protesta, la questione stipendi che - il governo lo aveva assicurato mercoledì - sarebbe stata sbloccata entro un giorno. Ma alla vertenza legata al piano dei tagli e dei licenziamenti (e dopo le manganellate in piazza che hanno scatenato sdegno e polemiche) si è sommato ora il problema della mancata erogazione dei salari degli operai, che per la prima volta nella storia delle acciaierie non si sono visti erogare le paghe nei tempi previsti.
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Giovedì prossimo sindacati e azienda sono stati convocati al Mise per la ripresa della trattativa sul piano industriale. "Non possiamo buttare al vento le lotte e gli sforzi di questi giorni, dobbiamo continuare con la lotta anche se siamo allo stremo". Così Stefano Garzuglia, delegato della Fiom Cgil, ha spiegato la decisione di prolungare lo sciopero. Domani si terrà un'assemblea con tutti i lavoratori. "Siamo già a quattro giorni di ritardo - ha detto urlando uno di loro - mia moglie sono due giorni che piange".

"Ci sono lavoratori che non hanno un euro neanche per pagare il pane - ha spiegato ancora Garzuglia al megafono - non ce la facciamo più. Abbiamo provato a smuovere di nuovo l'azienda, entro domani vogliamo risposte". I sindacati hanno già chiesto al prefetto di intercedere con le banche per la sospensione delle rate dei mutui dei lavoratori.