Cronaca

Medico rapito e liberato in Libia: Scaravilli è tornato in Italia

Dopo l'annuncio del governo di Tripoli, la conferma della Farnesina. Poi il volo verso Roma. Ignazio Scaravilli è in buone condizioni. Il mistero della 'prigionia' e le voci di una trattativa politica per il riconoscimento del governo di Tripoli da parte dell'Italia

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TRIPOLI - Ignazio Scaravilli, il medico catanese sequestrato in Libia in gennaio e liberato il 9 giugno, è arrivato in Italia da Tripoli. Il medico catanese, 68 anni, era stato sequestrato da un gruppo di criminali comuni e jihadisti legato alla galassia radicale di Ansar-al-Sharia. È stato liberato con il concorso delle autorità di Tripoli ed è in buone condizioni di salute. Conferma anche la Farnesina: "Sta rientrando in queste ore dalla Libia con volo di Stato", ha fatto sapere il ministero degli Esteri, "è in buone condizioni ed è accompagnato dal capo dell'Unità di crisi, Claudio Taffuri". La Farnesina ha espresso "soddisfazione per il positivo esito della vicenda".

Scaravilli sarà ascoltato forse già domani dalla magistratura italiana, anche perché sulla sua lunga scomparsa e sulle condizioni del suo rilascio non si è saputo nulla per mesi e si sono rincorse voci contraddittorie.

Dal 22 gennaio - il giorno in cui alcuni colleghi hanno segnalato la sua scomparsa dal 6 gennaio - al 9 giugno, quando la Farnesina ne ha annunciato la liberazione, le notizie sul medico catanese sono state praticamente inesistenti. Da una parte il ministero degli Esteri, nella volontà di mantenere il consueto riserbo attorno a questi casi, ha continuato a usare la formula "irreperibile". Dall'altra, i media hanno ipotizzato il rapimento da parte di un gruppo radicale della galassia vicina ad Ansar-al-Sharia.

Poi sei giorni fa è arrivata la notizia della liberazione e la comunicazione da parte di fonti vicine all'Unità di Crisi della Farnesina che Scaravilli si trovava presso gli uffici delle autorità di Tripoli "per gli adempimenti di rito". Ma intanto i giorni passavano senza che la famiglia del medico catanese potesse riabbracciarlo e si moltiplicavano le ipotesi su un ritardo inusuale nella storia dei sequestri internazionali. Tra le prime formulate, quella di Andrea Purgatori, che ha scritto sull'Huffington Post che Scaravilli era finito al centro di un braccio di ferro 'diplomatico' tra Roma e Tripoli, con quest'ultima che aveva condizionato la riconsegna all'Italia del connazionale al riconoscimento del proprio governo, sostenuto dai miliziani filo-islamici di Fajr Libya.

Oggi, a poche ore dal suo rilascio, è spuntata un'altra ipotesi, direttamente dall'autoproclamato governo di Tripoli. Scaravilli non sarebbe stato affatto rapito bensì fermato e tenuto in arresto per tutto il tempo dai servizi segreti locali. "Ansar al Sharia e Isis non c'entrano", il medico "era sotto indagine e ora che l'indagine è chiusa hanno chiesto al ministero degli Esteri di chiamare gli italiani per consegnarglielo", ha riferito il portavoce Zubia riferendosi ai servizi segreti di Tripoli.

"Forze di intelligence pensavano che stesse facendo chiamate sospette e così l'hanno preso per indagini", ha aggiunto Zubia. "Ora che un supplemento di indagine è stato fatto, viene liberato". Sul tipo di indagini o sulle accuse a carico del medico però non c'è alcuna chiarezza. "Sono informazioni di intelligence, io non le conosco", si è limitato a dire il portavoce di Tripoli.