Cronaca

Coniugi uccisi: bloccato il figlio in fuga, ferito durante la cattura

Igor Diana fermato dopo conflitto a fuoco: ha sparato alle forze dell'ordine con la Beretta del padre. Ricoverato nell'ospedale di Carbonia, è sospettato di avere ucciso i genitori a bastonate e coltellate nella notte di domenica

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È FINITA la fuga di Igor Diana, il 28enne di origine bielorussa figlio adottivo della coppia di pensionati uccisi in casa a Settimo San Pietro, in provincia di Cagliari. Un elicottero dell'Arma impegnato nelle ricerche del giovane in fuga, lo ha intercettato lungo la Statale 293, nel Comune di Nuxis, un piccolo paese del Sulcis dove i genitori avevano una casa. Il pick-up grigio è stato inseguito lungo la strada da polizia e carabinieri, che lo hanno bloccato. C'è stato un conflitto a fuoco durante il fermo: il giovane, che era armato della pistola Beretta portata via dalla casa del padre, ha sparato alla vista delle forze dell'ordine che hanno reagito a loro volta, esplodendo alcuni colpi e ferendolo in modo non grave a un braccio. È stato trasferito nell'ospedale di Carbonia per essere curato. Poi, sarà portato in questura per l'interrogatorio.

Igor -  adottato dai coniugi Diana da un orfanotrofio bielorusso quando aveva 6 anni - era stato visto allontanarsi a bordo del fuoristrada del padre alle 7.30 di lunedì. Qualche ora dopo s'era recato in un bar a giocare alle slot machine. Il particolare è stato reso noto nel corso di un servizio andato in onda sui Tg Mediaset. È stato mostrato un filmato in cui una telecamera a circuito chiuso di un bar di Settimo San Pietro, poco distante dall'abitazione dei genitori, lo ha ripreso mentre cambiava una banconota al cambiamonete e giocava alle slot. L'ultimo suo contatto, secondo quanto accertato dagli investigatori, risaliva a martedì mattina a Cagliari, nella zona del Poetto. Da quel momento si erano perse le sue tracce.

Il medico legale ha intanto stabilito che la morte di Giuseppe Diana, 67 anni e della moglie Luciana Corgiolu, di 62, sarebbe avvenuta domenica notte o nelle prime ore di lunedì, dunque 48 ore prima del ritrovamento dei corpi. I due sono stati picchiati con oggetti contundenti, con ogni probabilità un bastone, e poi accoltellati più volte. A dare l'allarme era stato il fratello della donna, entrato nella casa della coppia preoccupato perché non riusciva a mettersi in contatto con loro.