Cronaca

Coppia di coniugi uccisi a Cagliari: confessa il figlio

Non ci sono più dubbi: è stato Igor Diana, il figlio di 28 anni, a compiere il duplice delitto. "E' stato un raptus", ha dichiarato. Il ragazzo avrebbe percosso i genitori violentemente, li avrebbe uccisi, e poi sarebbe rimasto per due giorni in casa con i cadaveri a bere alcolici e a consumare droga

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CAGLIARI - Ha confessato Igor Diana, il figlio 28enne dei coniugi uccisi nella loro abitazione a Settimo San Pietro (Cagliari). Durante la notte è stato sentito dal magistrato nell'ospedale di Iglesias dove è stato ricoverato per essere rimasto ferito durante le fasi della sua cattura da parte di Carabinieri e Polizia. Il giovane, arrestato con l'accusa di tentato omicidio nei confronti delle forze dell'ordine, ha ammesso di aver ucciso i genitori. Lo ha reso noto la questura durante una conferenza stampa a Cagliari.

"È stato un raptus, non so cosa mi sia preso e li ho uccisi, non ricordo nulla di quello che è accaduto". È una delle frasi della confessione rilasciata durante la notte al magistrato. I rapporti con i familiari non erano mai stati facili, ma dal 2013, anno in cui Igor era stato coinvolto in un incidente stradale mortale, erano cambiati e lui era diventato più aggressivo e scontroso.

Il giovane, quando è stato raggiunto dalla polizia, si è portato alla tempia la pistola del padre con cui era fuggito dalla casa del delitto e quindi l'ha puntata contro gli agenti della squadra mobile di Cagliari. Era pronto a sparare contro gli agenti, ma la pistola, una Beretta calibro 7,65, si è inceppata e i poliziotti l'hanno colpito alle braccia prima che potesse ferirli.

I particolari del delitto sono angoscianti. Il ragazzo ha percosso violentemente i genitori con un bastone e poi li ha sgozzati con un coltellaccio. Giuseppe Diana, 68 anni, e Luciana Corgiolu, 62 anni, sono stati uccisi brutalmente nella notte tra domenica e lunedì nella loro casa di Settimo San Pietro, in provincia di Cagliari. I poliziotti della scientifica e della squadra mobile si sono trovati di fronte ad una scena del crimine da brividi. "Chi ha avuto la sfortuna di fare il sopralluogo in quella casa ha visto immagini a cui non ci si abitua mai", ha detto il dirigente della Squadra mobile di Cagliari, Alfredo Fabbrocini.

Ma l'orrore non è finito: a quanto pare Igor Diana è rimasto almeno due giorni in casa con i due cadaveri a bere alcolici e forse consumando droga. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra mobile di Cagliari, Igor ha dormito nella villetta tra il cadavere del padre, che in pigiama giaceva insanguinato nel seminterrato, e la madre senza vestiti, riversa sul letto della camera al piano di sopra, con il collo tagliato e le mani ferite dal coltello dal quale aveva cercato di difendersi. La mattina successiva, Igor, cambitosi d'abito, e' uscito tranquillamente per andare al bar, vedere amici e rifornirsi di marijuana ed è tornato in casa anche dopo, prima di cominciare la fuga.

Al mattino presto di lunedì è uscito definitivamente di casa con il pick up Ford del padre morto, ha fatto colazione al bar e ha iniziato la fuga che si è conclusa ieri attorno alle 20.30, dopo che si e' schiantato a folle velocita' contro un guard-rail per sfuggire all'inseguimento di una pattuglia di agenti della Squadra mobile, nelle campagne di Nuxis (Sulcis-Iglesiente), zona che il giovane conosceva perche' la famiglia possiede una casa in paese. Il duplice omicidio, scoperto solo mercoledi' mattina da un parente.