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Cassazione, assegno mantenimento 400 euro a ex marito tradito

Secondo la sentenza 10823 depositata oggi, la signora, la cui infedeltà fu scoperta da un investigatore privato, deve inoltre provvedere interamente al mantenimento dei due figli della coppia, uno maggiorenne e l'altro non ancora

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ROMA - E' stata la Cassazione stavolta a mettere il dito. Lui è un pensionato veneto di Bassano del Grappa, Renato T. (classe 1947), lei, Giuliana B. (1959), la ex moglie che lo aveva tradito e con un reddito maggiore, ora dovrà pagare un assegno di 400 euro al mese come contributo al suo mantenimento.

Secondo la sentenza 10823 depositata oggi, la signora, la cui infedeltà fu scoperta da un investigatore privato, deve inoltre provvedere interamente al mantenimento dei due figli della coppia, uno maggiorenne e l'altro non ancora. A lei è stata comunque assegnata la casa coniugale, il figlio piccolo è in affido condiviso, e il padre "ha ampia facoltà di visita".

Quello della signora è stato un boomerang. Era stata lei infatti la prima a rivolgersi al giudice nel giugno del 2010, chiedendo, con la separazione, il diritto alla casa e almeno mille euro al mese per i due figli. Oltre al 50 per cento delle spese straordinarie. Il marito però è passato al contrattacco e ha chiesto il mantenimento per sè e per i figli di almeno duemila euro al mese, oltre alle spese straordinarie.

Nel 2012, il Tribunale di Bassano del Grappa ha dichiarato la separazione con l'addebito alla moglie, affido condiviso del figlio minore, casa coniugale a lei, a suo carico il mantenimento dei figli e un assegno di 250 euro per l'ex marito.

Giuliana ha fatto ricorso alla Corte di Appello di Venezia e l'anno dopo, nel 2013, è stata ulteriormente 'punita': la Corte ha elevato a 400 euro l'assegno per Renato e lasciato inalterate le altre statuizioni.

In Cassazione, la signora ha protestato sostenendo che il marito non aveva fornito la prova "del nesso di causalità tra infedeltà e crisi coniugale". I giudici hanno replicato che è onere di chi tradisce dimostrare che tutto andava già a rotoli e che la relazione 'extra' non ha intaccato più di tanto "una situazione matrimoniale già compromessa". Come avviene "nel regime dei 'separati in casa'", quando - spiegano i supremi giudici della Prima sezione civile - si verifica il caso "infrequente, ma non eccezionale" della "accettazione reciproca di un allentamento degli obblighi" coniugali.

Secondo la Cassazione "riservare la dimostrazione della rilevanza causale" del tradimento "su chi abbia subito l'altrui infedeltà, si risolverebbe nella 'probatio diabolica' che in realtà il matrimonio sia sempre stato felice fino alla vigilia dell'adulterio".