Ma forti tensioni, con scambio di parolacce, ci sono state anche fra il capogruppo dell'M5S, Paolo Menis, che per primo aveva reso nota la mozione con la quale il centrodestra chiedeva la rimozione dello striscione, e il capogruppo FdI, Claudio Giacomelli, che ha accusato Menis di strumentalizzare sul piano politico l'intera vicenda. La seduta del Consiglio comunale è stata sospesa per circa mezz'ora, poi la discussione è ripresa. Poi il sindaco, Roberto Dipiazza, concludendo il dibattito ha ribadito che non rimetterà lo striscione.
La rimozione dello striscione per Giulio Regeni a Trieste
Caso Regeni, centinaia in piazza a Trieste contro il sindaco del no-striscione
Alcune centinaia di persone hanno partecipato in serata, a Trieste, alla manifestazione promossa da Amnesty International per protestare contro la decisione del sindaco della città, il forzista Roberto Dipiazza, di rimuovere lo striscione giallo con la scritta "Verità per Giulio Regeni" dalla facciata del municipio (video).
La manifestazione si è svolta, nonostante la bora che dal pomeriggio soffia sulla città, davanti alla sede comunale in concomitanza con la riunione del Consiglio che riporta all'ordine del giorno la mozione, a firma dei capigruppo di centrodestra, con la quale si chiedeva la rimozione dello striscione, tolto via dal sindaco Dipiazza persino prima che l'assemblea municipale si pronunciasse. I manifestanti hanno sottolineato che il gesto del sindaco non interpreta la volontà e la posizione di migliaia di triestini che hanno chiesto e continueranno a chiedere la verità sulla morte di Giulio Regeni.
Dopo la rimozione dello striscione dalla facciata del Municipio, uno striscione identico è stato affisso dalla Presidente del Friuli Venezia Giulia, la dem Debora Serracchiani, sul palazzo della Regione che affaccia anch'esso su piazza Unità d'Italia. (sim. cas.)