Meteo, fine anno al gelo: la Befana porta la neve. E dall'8 gennaio arriva l'inverno polare
Katia Riccardi
L'alta pressione protagonista fino a Capodanno, con sole e nebbia in Pianura Padana. Primi cambiamenti dal 2 gennaio con l'arrivo di aria artica. Anche i venti cambiano direzione. E dalla seconda settimana del mese temperature in calo rispetto a ora, anche di sette-otto gradi
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ROMA - Limpido, e gelido. Comincia così il nuovo anno, al freddo ma col cielo azzurro, nebbia sulla pianura Padana e un po' di neve sulle montagne. Rasoiate di gelo si sono già avvertite in questi giorni, specialmente al Centro-Sud, ma prevalentemente questo dicembre ha regalato giornate asciutte, che cominciano soffiando sulle mani e si riscaldano col sole nel pomeriggio. Insomma, chi pensa che questo sia freddo, deve aspettare l'8. È da quel giorno che arriva l'inverno polare.
Per ora l'aria fredda di Bora che ha raggiunto l'Italia porta un sensibile calo termico su Adriatiche e al Sud, le precipitazioni restano scarse, a parte a Sud e su Abruzzo e Molise, nevose anche a quote collinari o di pianura. Possibile che l'anno nuovo porterà un po' di neve in Sicilia a quote basse, e sul Cosentino. Ma altrove splenderà il sole, salvo temporanei addensamenti. Nuvolette. Le temperature sono in calo ovunque.
E così resta fino a Capodanno. Nebbia mattutina al Nord, altrove bel tempo. Peggio su Liguria e Toscana dove sono previste piogge, e la neve in Toscana a 1300 metri, in serata. Salutiamo così il 2016, il tempo inizia a cambiare dal 2 gennaio e soprattutto dal 3 quando aria artica si avvicina all'Italia.
Meteo, le previsioni per domani
È solo un primo cambiamento, la rincorsa. "Da un lato si avvicina l'aria artica, perturbazioni non fredde che però portano pioggia a Centro-Sud e arrivano da ovest" spiega il direttore e fondatore del sito IlMeteo.it, Antonio Sanò. Che il freddo lo prevede, e forte, dalla Befana in poi. "Dal 3 arriva la Bora sul Nord Est, forte a Trieste, e inizia a cambiare il quadro meteo - continua Sanò - poi qualche giorno di tregua, qualche pioggia, alla Befana è tranquillo". Nella norma: freddo di notte, anche sottozero.
Cambia il vento, e forse è un bene. Il Libeccio coprirà il cielo al Nord e sulle regioni tirreniche, qui con qualche pioggia e neve a 1300 metri. Martedì 3 gennaio, bassa pressione al Centro: maltempo sulle regioni centrali e meridionali. Neve con quote tutte in diminuzione sugli Appennini.
Solo dopo arriva l'inverno, vero, aria fredda dei vichinghi. "Tra il 7 e l'8 gennaio c'è un importante cambiamento di aria polare sull'Italia, anche con nevicate", dice Sanò e sottolinea che "sebbene sia una previsione a lungo termine, è confermata dai modelli: 8-12 gennaio, inverno polare".
La conferma di cui parla arriva dai Centri meterologici internazionali, utilizzano sistemi "che si chiamano ENSemble. Si parte - spiega - dal presupposto reale e oggettivo che nella previsione del tempo siano fondamentali i dati inziali. Errori nei dati iniziali producono grandi errori sulle previsioni. Gli esperti meterologi simulano dunque previsioni con diversi dati, e li sovrappogono. Lo chiamano ENSemble per la visione d'insieme di tutte le possibili evoluzioni. Se si ottengono più scenari allora la previsione è incerta e non regge il lungo termine, al contrario, come nel caso dell'8-12 gennaio, è estremamente probabile", continua il meterologo. Lo scenario freddo di Italia da Polo Nord regge.
"Ed è importante dirlo perché - continua - non sarà bel tempo, ci saranno pioggia e neve anche al Centro, in Toscana, sulle Regioni tirreniche, non solo su quelle adriatiche. Parliamo di temperature anche più fredde giù, rispetto ad oggi, di sette-otto gradi". Un inverno diverso da quello precedente, "che è stato meno freddo, senza aria fredda polare".
Sanò non è pessimista. "È inverno, ed è normale, non è un fatto eccezionale, soprattutto non lo è per il Nord. Solo se nevicasse a Roma sarebbe un'anomalia". Il problema resta la siccità casomai, "se non si sblocca qualcosa a gennaio, la situazione diventa drammatica. Sulle Alpi non è mai nevicato, tranne che in Val D'Aosta e Piemonte, le Dolomiti sono a zero. Ma è già successo, diciamo che i mesi invernali non sono mesi generosi per le precipitazioni" continua il direttore de IlMeteo.it. Meglio aspettare febbraio o marzo per andare in settimana bianca. Quando il nuovo anno si sarà assestato.