Locri, scritte contro la legalità e Don Ciotti
All'indomani della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la Giornata in memoria delle vittime delle mafie, a Locri sono comparse scritte contro la legalità del tipo: "Don Luigi Ciotti sbirro, più lavoro meno sbirri". Il Comune le ha fatte cancellare e ha diffuso un manifesto di risposta che recita "Orgogliosamente sbirri per il cambiamento", firmato "Città di Locri"
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Locri, don Ciotti: "Oggi siamo tutti calabresi e sbirri"
Corteo a Locri, in strada in memoria delle vittime di mafia
Migliaia di persone a Locri, nel Reggino, per la Giornata in memoria e dell'impegno per le vittime di mafia promossa da Libera e da Avviso pubblico. Sono alcuni ragazzi minorenni originari di vari Paesi africani giunti in Calabria nei mesi scorsi a bordo di barconi a portare una grande bandiera con i colori della pace che segue i familiari delle vittime innocenti delle mafie che aprono il corteo
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Il corteo oggi è passato davanti alla loro scuola e loro lo hanno accolto mostrando orgogliosi i disegni realizzati nel corso dell’anno per dire no alle mafie. “Con i nostri alunni abbiamo fatto un percorso che parte dall’educazione ai piccoli gesti quotidiani – spiega la maestra - e insegna a vincere l’omertà”. Certo, poi molto dipende dalle famiglie. Ma a Locri il clima sembra essere cambiato dagli anni bui della faida fra i Cataldo e i Cordì, quando si moriva in piazza e nessuno vedeva, nessuno sapeva.
Oggi, erano in tanti i locresi affacciati dal balcone a salutare il corteo. Alcuni agitavano la mano, altri giravano video o scattavano foto con i cellulari, i più rimanevano a guardare la marea umana che sciamava nelle strade di Locri. “Chi ha fatto quelle scritte ha ottenuto esattamente l’effetto contrario di quello presumibilmente immaginato. I ragazzi, i giovani hanno risposto con una presenza massiccia e consapevole e questo è un bel messaggio di speranza per il futuro di questa terra. Ma la politica e le istituzioni devono tenere presenti questi problemi e affrontarli in modo da dare risposte concrete a questi giovani".
Una necessità su cui anche don Ciotti è tornato nel lungo discorso finale. “La politica è etica. Una politica asservita al potere ruba speranza. Ci sono quelli che non lo hanno capito, ma non si può sempre aspettare che sia la magistratura a beccare i politici collusi o corrotti, sappiate fare le selezioni”.
E alla politica don Ciotti ha fatto anche delle richieste precise: approvare il codice antimafia e sostenere e rafforzare l’Agenzia dei beni confiscati; nessun arretramento nella legge sugli appalti, sulle intercettazioni, sulla prescrizione; completare la normativa anticorruzione; completare la legge sui testimoni di giustizia e sulle vittime di mafia per eliminare le differenziazioni. Un elenco che mette il dito nella piaga dei ritardi e delle promesse mancate della politica e che Libera non ha paura a ricordare e a pretendere che vengano mantenute. Perché sono diritti – dice don Ciotti - e non favori. Perché – dice don Ciotti - “le mafie sono forti in una società diseguale, dunque fragile e depressa. Stare dalla parte del bene significa lottare contro il male. Se il male è così diffuso è perché le ingiustizie si sono alleate con le nostre omissioni”.
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