Così guadagna il business della disinformazione
I siti di bufale cercano di sfruttare gli algoritmi per monetizzare i banner pubblicitari che vengono piazzati da agenzie digitali, a prezzi molto più alti della media. Alle motivazioni economiche può aggiungersi la militanza politica in un cocktail esplosivo. Uno di questi broker fa capo a una società russa
Giuliano Foschini , Carlo Bonini