Cronaca

Cosenza, schiaffi e strattoni ai bambini: sospese due maestre

"Se non fai il bravo ti faccio il pungi-pungi", minacciavano le insegnanti, che prendevano di mira soprattutto gli alunni stranieri. La verità scoperta grazie alle telecamere nascoste dagli investigatori

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PIZZICOTTI, schiaffi, tirate d'orecchie, brutali strattoni, botte con un righello di plastica. Erano questi gli "strumenti pedagogici" usati da due maestre dell'unica scuola dell'infanzia di San Giorgio Albanese, in provincia di Cosenza, da oggi interdette per ordine dei giudici di Castrovillari.

Per mesi, le due donne hanno terrorizzato i loro piccoli alunni con minacce e violenze, riservate soprattutto ai bimbi stranieri, figli dei rifugiati accolti in paese. Lo hanno scoperto i carabinieri di Corigliano Calabro dopo la denuncia di alcuni genitori, che preoccupati si sono rivolti agli investigatori quando i figli hanno trovato il coraggio di raccontare a casa quanto succedesse in classe.

Cosenza, picchiavano gli alunni soprattutto se stranieri: interdette due maestre


In appena quindici giorni, le telecamere nascoste piazzate dagli investigatori, hanno permesso di documentare violenze fisiche e psicologiche continue. In quell'aula la violenza era una costante.

"Se non fai il bravo ti faccio il pungi-pungi" urlavano le due maestre ai bambini, minacciandoli di dolorosi pizzicotti. In più, pur di costringerli a stare fermi e in silenzio, non avevano remora alcuna a terrorizzarli, anche scagliando contro la parete i pochi giocattoli presenti in classe.

E se scoppiavano litigi fra i piccoli, nessuna delle due interveniva. Anzi - si legge nel provvedimento - inducevano i bambini "a risolvere fra loro le piccole controversie ricorrendo alle mani o emulando le stesse loro condotte violente, rimanendo assolutamente indifferenti davanti a tali atteggiamenti".

Tanto è bastato al procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla e al sostituto Valentina Draetta per decidere di intervenire subito, chiedendo un provvedimento di interdizione di sette mesi per le due insegnanti. Una richiesta accolta dal giudice, che ha immediatamente disposto l'allontanamento delle due donne dalla scuola.