Cronaca

Ultim'ora

È morta la produttrice Silvia d’Amico, aveva 85 anni

Tornelli per turisti a Venezia, ripristinato il varco rimosso dai centri sociali

(ansa)
La protesta di un gruppo di attivisti: "Servono case, non check point". Il sindaco Brugnaro: "Non cadremo in provocazioni"
2 minuti di lettura
VENEZIA - Una trentina di giovani no global ha rimosso stamane a Venezia uno dei due varchi che il Comune aveva posto per regolamentare l'afflusso di turisti nel ponte 'caldo' del primo maggio. Si tratta del tornello ai piedi del Ponte di Calatrava, a Piazzale Roma. Dopo avere divelto la struttura, i no global l'hanno spostata di lato, sempre a Piazzale Roma, coprendola con uno striscione sul quale, tra l'altro, campeggia lo slogan "Venezia non è una riserva, non siamo in via di estinzione".

Venezia, manifestanti rimuovono tornello: "Ci servono case, non check point"

Il varco è stato ripristinato dopo alcune ore. Sul posto si è recato il sindaco Luigi Brugnaro che ha voluto compiere una visita anche alla vicina sede della Polizia municipale dove è in funzione una centrale operativa con una decina di schermi che monitorano, attimo per attimo, l'affluenza di visitatori. In caso di sovraffollamento i due varchi (l'altro è posto ai piedi del Ponte degli Scalzi) saranno chiusi ai turisti, ai quali saranno suggeriti percorsi alternativi. "Noi continueremo a voler risolvere a tutti i costi i problemi della città", ha detto il primo cittadino.
"Abbiamo ripristinato tutto dopo mezz'ora dal gesto eroico dei nostri no global locali - ha dichiarato su Twitter - .Ringrazio la polizia locale, i carabinieri, la guardia di finanza, la polizia, il questore, il prefetto". Il sindaco annuncia che il gesto non lo fermerà. "Vogliamo risolvere i problemi che per tanti anni queste persone hanno impedito che si potessero risolvere - sottolinea -. Non cadremo nelle provocazioni. Con grande serenità continuiamo a voler regolamentare i flussi per far vivere meglio le persone". "Potete venire tranquillamente a Venezia - conclude - Varchi, tutto a posto. Si continua con la sperimentazione".
Già nella giornata di ieri gli attivisti avevano protestato e c'erano stati momenti di tensione. Finora comunque i varchi sono rimasti sempre aperti, nonostante il massiccio afflusso di visitatori, ma sono pronti per essere chiusi all'occorrenza e deviare i turisti su percorsi alternativi. Già da stamane l'afflusso di turisti a Venezia si è fatto massiccio, al punto che i parcheggi di Piazzale Roma si sono riempiti molto presto e le auto sono state dirottate al Tronchetto. "I centri sociali cercano solo pubblicità, vuol dire che la cosa funziona", ha detto Marco Agostini, comandante della polizia municipale. Dal canto loro, i giovani del Centro sociale Morion hanno diffuso un comunicato per spiegare le ragioni della protesta. Per i no global, "le immagini della città sbarrata, dell'ingresso selettivo, della riduzione dell'urbano a parco a tema susciterebbero un sorriso amaro se fossero l'ennesima provocazione dell'ennesimo artista intenzionato a denunciare la progressiva 'morte di Venezia'. Suscitano invece indignazione perché simboleggiano la resa definitiva di un'amministrazione che non solo si copre di ridicolo globale, ma che contemporaneamente alza le mani di fronte all'emergenza esodo, all'impoverimento demografico e sociale della città che amministra". Questa misura, viene rilevato, "non va a colpire il turismo mordi e fuggi, esattamente l'opposto. Da una part crea la figura di un cittadino legittimo, cosa di per sé antidemocratica, omogenizzante, passibile di essere interpretata in senso beceramente etnico-identitario. Dall'altra, imponendo un dispositivo di controllo ai danni dello stesso 'Veneziano legittimo', gli sta dicendo che è ormai espropriato della propria città".

Un rapporto sull'accaduto sarà inviato alla procura.