Cronaca

L'appello

"Il tuo video per difendere le donne", al via la campagna contro le violenze

Con l'hashtag #Nonènormalechesianormale l'iniziativa social della Camera per la giornata mondiale del 25 novembre di lotta allo stalking e  femminicidi. Ecco il racconto di Filomena, sfregiata con l'acido, di Renato che cresce i nipotini orfani, di Giovanni. Chiedono giustizia, fondi e meno indifferenza
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ROMA - Posta un tuo video contro la violenza sulle donne e contro i femminicidi. È questa la richiesta della campagna di sensibilizzazione lanciata oggi alla Camera dei deputati dalla vicepresidente Mara Carfagna con l’hastag #Nonènormalechesia normale. Perché "non è normale che sia normale" leggere sulle cronache un femminicidio ogni tre giorni. Né lo è sapere che due milioni di donne in Italia sono vittime di stalking da parte di compagni che non si arrendono, non rispettano le loro scelte, il loro desiderio di separarsi. Da qui nasce la campagna, in vista della giornata internazionale contro la violenza sulle donne indetta dall’Onu per il 25 novembre.


L'appello alle donne e non solo

"Il contributo generoso di decine di donne e uomini del mondo dello spettacolo, della cultura, della moda, dello sport, dell'università, dell'informazione e della politica seguitissimi sui canali social, ha fatto sì che la campagna contro la violenza sulle donne #nonènormalechesianormale, lanciata oggi sul web dalla Camera dei deputati, raggiungesse  in poche ore milioni di cittadine e cittadini - dice Mara Carfagna, vicepresidente della Camera - Il messaggio viaggia grazie all'autorevolezza dei grandi media, ma anche nei nuovi canali di comunicazione che coinvolgono chi, talvolta, non segue i giornali, i tg, le radio".

Tra gli altri hanno risposto all'appello Fiorello, Federica Panicucci, Bianca Guaccero, Alessandro Borghi, Paola Turci, Noemi. Ma l'invito a inviare, postare, condividere contributi video e fotografie è rivolto a tutti, alla gente comune, non solo alle donne: a chiunque abbia mamme, figlie, sorelle che non vorrebbe mai vedere ferite, aggredite, minacciate. "Chiediamo a tutti di unirsi all'onda e di diffondere il messaggio - conclude Carfagna - Chiunque può contribuire coinvolgendo amici e conoscenti sulle piattaforme social e sul web. Non basta più discutere tra addetti ai lavori, oggi bisogna aprirsi, sfruttare in maniera positiva le potenzialità della rete perché se ne parli in famiglia e nei luoghi di lavoro. Si tratta di un tema drammaticamente diffuso e vicino a tutti noi".

 

Violenza sulle donne, Mara Carfagna lancia la campagna "Non è normale che sia normale"

Le storie raccontate dai protagonisti: Filomena fregiata dal marito "che lo rifarebbe", Renato che cresce i nipoti orfani, Giovanni e i suoi due figli uccisi da "quel bravo ragazzo"

Nel pomeriggio alla Camera, in occasione della presentazione della campagna, a raccontare la loro drammatica esperienza, la fatica, il coraggio che ci vuole a sopravvivere, sono state  Filomena, sfigurata da un marito padrone, Renato, che tira su i nipoti che hanno visto uccidere, sgozzare la loro mamma dal padre,  giovani donne perseguitate da stalker, un padre che ha  perso i due  figli uccissi dal fidanzatino della ragazza "che non era capace di reggere il dolore di essere stato abbandonato".
Storie che tolgono il fiato, che fanno pensare. Cosi simili, donne che accettani per paura, per garantire una serenita ai figli "Era geloso gia da fidanzatini a 16 anni, ma pensavo lo facesse perche i voleva bene.  sono stati anni di botte, ma io sono stata zitta ho fatto finta di nulla, non piangevo davanti ai ragazzi perche non volevo soffrissero. Ma quando il più grande ha dato uno schiaffo alla fidanzata ho capito che avevo sbagliato tutto, che col mio silenzio era passato il messaggio di violenza del padre e ho deciso di separarmi". Filomena parla con tranquillita, nonostante le 25 operazioni che ha dovuto subire: il marito per purnirla della sua scelta di andarsene l'ha sfregiata con l'acido. "E la cosa terribile è che dice tranquillamente che lo rifarebbe".

Renato, capelli bianchi e volto stanco, crescere con amore i due nipoti che non hanno nemmeno dieci anni. Sua figlia è morta, sgozzata dal marito davanti ai bambini che oggi hanno cambiato citta, hanno bisogno di cure psicolgiche per tirare avanti. "Perchè lei piange quando arriva sera, perchè di sera ha visto morire la sua mamma e lui non vuole crescere: ha paura di diventare come suo padre, ha paura che lui torni e ci uccida. Ho dovuto portarlo davanti al carcere per rassicurarlo"  Ma oltre alla fatica psicologica c'è quella economica, cure, specialisti costano. E cosi si spera che arrivino soldi al fondo per gli orfani del femminicidio per cui la Carfagna ha chiesto nuovi stanziamenti

Il nemico è il marito che non vuole lasciarti andare è anche il fidanzatino di tua figlia "quel bravo ragazzo che vedevo tutti i giorni, gentile educato, innamorato, premuroso, rispettoso. Che si è trasformato in un mostro perche non ha saputo accettare il dolore dell'abbandono da parte di mia figlia". Giovanni Palummieri, parla cercando di non piangere davanti alla platea ammutolita. Ilaria e Gianluca, di 21 e 20 anni sono stato uccisi da Riccardo Bianchi. Prima ha accoltellato Gianluca,  poi con le sue chiavi è entrato nella casa dove i ragazzi vivevasno da soli da poco e ha immobilizzati Ilaria, l'ha torturata e violentata per dieci ore prima di soffocarla con un sacchetto di plastica. Ilaria ha lottato, gridato, ma nessuno in quel palazzo ha dato lallarme, ha chiamato la polizia. "Ecco, se lo avessero fatto, se ci fosse stata meno indifferenza,  i miei ragazzi sarebbero vivi".
 

Lo stalking uscito dal sommerso

  Iin Italia, dove ogni tre giorni una donna viene uccisa, crescono anche le denunce per stalking. Dieci anni fa, prima dell’approvazione del disegno di legge presentato proprio da Carfagna, quei comportamenti persecutori non erano considerati neppure reato. Oggi invece le denunce arrivano: erano 9mila nel 2011, l'anno scorso sono state 13mila. E se nel 2009 i condannati furono 35, nel 2016 sono stati 1.601.

Violenza sulle donne, "Non è normale che sia normale": da Fiorello a Noemi, i messaggi del mondo dello spettacolo

Vittima di violenze quasi una donna su due

L’ultima indagine multiscopo dell’Istat sulla violenza fornisce i dati di contesto: 2 milioni e 77mila donne (il 18,8% del totale) avrebbero subito stalking da parte degli ex partner al momento della separazione. E il 48,8% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale sarebbe stata vittima anche di comportamenti persecutori. In base ai dati dell’Osservatorio nazionale sullo stalking a essere oggetto di molestie sono nell’86% dei casi le donne.
Si stima infine che siano 8 milioni 816mila (43,6%) le donne che nel corso della vita hanno subito una qualche forma di molestia sessuale.