La conversazione durò circa 220 secondi. A rispondere alla telefonata fu l'operatrice Giulia Pontrandolfo, la quale annotò il messaggio: D'Angelo segnalava che al Rigopiano c'erano 45 ospiti bloccati (in realtà erano 40) e che dunque serviva urgentemente una turbina sgombraneve per evacuare la struttura. Ma nessuno, in prefettura, si fece carico della richiesa. Giulia Pontrandolfo di recente è stata sentita dagli investigatori. Ha spiegato che i coordinatori della Sala operativa, la dottoressa Ida De Cesaris (indagata) e Gianfranco Verzella, mentre D'Angelo era in linea, le dissero di attenersi alle direttive impartite quando i privati cittadini volevano uno spazzaneve, e cioè fornire loro i numeri degli enti locali e della polizia.
Da rifugio a resort a quattro stelle: le foto storiche dell'hotel Rigopiano
Vecchie foto in bianco e nero documentano come si presentava l'hotel Rigopiano a metà Novecento: un rifugio della sezione CAI (Club Alpino Italiano) costruito dopo la seconda guerra mondiale. Poco distante c'è un altro rifugio, il Tito Acerbo, rifugio attivo come hotel-ristorante almeno fino al 2015, stando alle recensioni presenti su TripAdvisor. Gli scatti sono stati pubblicati sulla pagina Facebook ''Abruzzo in bianco e nero'', dove gli utenti hanno comparato la vecchia e la nuova struttura, ampliata nel corso dell'ultima ristrutturazione nel 2007. Confrontando le fotografie d'epoca con quelle recenti, appare evidente come una parte originaria del caseggiato sia stata inglobata nel resort a quattro stelle di Farindola.
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La cosa, dunque, inizialmente finì lì. Alcuni giorni dopo il 18 gennaio, però, quando i vigili del fuoco dichiararono chiuse le ricerche delle vittime e diffusero il bilancio finale di 40 tra vittime e superstiti, Giulia Pontrandolfo si ricordò della telefonata di D'Angelo (il suo numero l'aveva conservato su un pezzo di carta) e del fatto che aveva parlato di 45 presenze all'hotel. Nel dubbio che ci fossero ancora cinque persone sotto le macerie, informò tutta la catena di comando della prefettura, dal capo di Gabinetto ai vice prefetti in servizio temporaneo a Pescara, Salvatore Angieri e Sergio Mazzia. Eppure, della chiamata del cameriere dell'hotel non vi è traccia in nessuno dei brogliacci consegnati dalla prefettura agli inquirenti della procura di Pescara. È sparita. Come se non fosse mai esistita.
A quell'ora - le 11.38 - era probabilmente già troppo tardi per gli ospiti del Resort di Rigopiano. La provinciale 8 era completamente invasa dalla neve, e anche se fosse partita una turbina dopo la telefonata di D'Angelo, quasi sicuramente non sarebbe arrivata all'hotel prima della valanga. Il loro destino era segnato. E però, il mistero rimane. Perché non è stata inserita nei brogliacci? Perché agli investigatori è stata tenuta nascosta?