Cronaca

Donna incinta soffocata nel suo appartamento a Versciaco

In Alto Adige i carabinieri stanno interrogando il compagno della donna, che lavora in una pizzeria del paese in provincia di Bolzano

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Una donna pachistana di 28 anni, incinta, è stata trovata morta a Versciaco in Val Pusteria. La donna è stata trovata morta nel suo letto e non è escluso che possa essere stata soffocata.

Il compagno della donna, anche lui originario del Pakistan e dipendente in una pizzeria della zona, è stato portato nella caserma di San Candido per essere sentito dai sostituti procuratori Andrea Sacchetti e Sara Rielli e dai carabinieri. Non viene escluso il femminicidio.

La donna viveva con il suo convivente in un appartamento in via Anger, in un gruppo di case a prevalente destinazione turistica. È stato il compagno a chiamare i soccorsi, ma prima ci sarebbe stato un giro frenetico di telefonate con suoi colleghi di lavoro nonché vicini di casa, che sembravano inizialmente in qualche modo voler tenere un basso profilo sulla vicenda, come si apprende dagli inquirenti.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, la scientifica e due sostituti procuratori di Bolzano. La massima attenzione prestata dai magistrati e dai carabinieri è dovuta al fatto che la donna era molto giovane e che quindi appare anomala una morte naturale. Altro motivo è la circostanza del ritrovamento alquanto "movimentato".

Per questo il marito, quattro vicini di casa e altri tre colleghi di lavoro sono stati portati in caserma e con l'aiuto di due interpreti, collaboratori della procura della Repubblica di Bolzano, sono stati sentiti fino tarda serata. Le loro dichiarazioni sono al vaglio degli inquirenti e confrontate tra di esse per valutarne coincidenze e discordanze.

La donna è stata ritrovata riversa sul letto. Non c'erano tracce di sangue. Da una prima indagine medica la donna è morta per asfissia. Si ipotizza pertanto che possa essere stata soffocata con un cuscino o strangolata. La donna era in avanzato stato di gravidanza. Alla sua morte si aggiunge quindi anche la morte del bambino che avrebbe dato alla luce fra poche settimane.

Sono 600 all'anno i casi di abusi e violenze nei confronti di donne e bambini su cui indaga la Procura di Bolzano. Circa 270 sono i provvedimenti di allontanamento da casa, ma un uomo su 4 non rispetta le disposizioni dell'autorità giudiziaria. A fornire i dati è il sostituto procuratore di Bolzano, Luisa Mosna, a capo di un gruppo di lavoro composto da quattro magistrati che si occupa di violenza contro donne e minori.