Pillola abortiva senza ricovero: Tesei scrive a Speranza. "Pronti a rivedere la delibera"
La presidente della Regione Umbria al ministro che aveva chiesto un parere al Consiglio superiore di Sanità: "Abbiamo messo al centro la salute della donna"
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Le polemiche sull'aborto farmacologico non si fermano. La presidente della Regione Umbria Donatella Tesei scrive al ministro della Salute Speranza. "L'approccio che va seguito deve essere scevro da condizionamenti ideologici e deve avere come pilastri la libertà di scelta e la tutela della salute della donna". Tesei si riferisce alla richiesta di un parere, annunciata dallo stesso ministro, al Consiglio superiore di sanità sulle modalità dell'interruzione di gravidanza farmacologica.
Roberto Speranza, aveva richiesto un parere al Consiglio Superiore di Sanità, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, in merito alla interruzione volontaria di gravidanza con il metodo farmacologico. L'obiettivo è capire se la salute della donna sia tutelata anche con il semplice day hospital o se invece siano necessari tre giorni di ricovero in ospedale come stabiliva l'ultimo parere in materia. Una richiesta quella del ministro che cerca di dare una risposta alle polemiche scatenate dalla decisione della governatrice dell'Umbria, Donatella Tesei, di cancellare la delibera regionale che permetteva di effettuare l’aborto farmacologico con la Ru486 senza il ricovero in ospedale. Una mossa che Tesei ha motivato spiegando di averlo fatto per tutelare la salute delle pazienti e "seguendo le linee guida ministeriali".
"Accogliamo positivamente l'interessamento del Ministro su un tema delicato" afferma la presidente nella lettera. "La nostra delibera, che si adegua all'attuale norma nazionale, è nello spirito di voler stare accanto alla donna in un momento complesso, dandole massima considerazione, assistenza e supporto. Non vi sono intenti oscurantisti come, da alcune parti, si è voluto far credere. Il fatto che il ministro abbia reputato necessario rivalutare la norma, alla quale fanno riferimento la maggior parte delle Regioni, dimostra che l'argomento richiede la massima attenzione e deve essere affrontato da un punto di vista scientifico e non, come detto, meramente ideologico. La stessa Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi), attraverso la sua presidente, ha espresso la necessità e l'opportunità di aprire una discussione in tal senso. Siamo pronti, ovviamente, a rimodulare la nostra delibera - conclude Tesei - in base alle considerazioni del Consiglio superiore di sanità".