Cronaca

Riace, danneggiato il murales su Peppino Impastato

L'opera sull'attivista antimafia era stata realizzata per opporsi all'iniziativa dell'ex sindaco Trifoli, che voleva cancellare le pitture di denuncia sui muri del borgo. Mimmo Lucano: "Per alcuni la solidarietà è una minaccia"
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Una mano di vernice bianca per cancellare il volto e il messaggio di Peppino Impastato, che fino a ieri sera campeggiavano sul muro di una delle case del borgo di Riace. Nella notte fra sabato e domenica alcuni vandali hanno distrutto il murales che raffigurava l’attivista antimafia, realizzato questa estate da Francesco Cirillo. Un’iniziativa che voleva essere una provocatoria risposta all’amministrazione di Antonio Trifoli, all’epoca sindaco di Riace, di recente dichiarato decaduto dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria perché ineleggibile, che in quei mesi tentava di mettere in discussione i murales che dal 2009 colorano i muri del borgo.


Di quella operazione culturale proprio Cirillo era stato il direttore artistico, per questo ad agosto era tornato insieme ad altri a Riace per usare i muri di case private come tavolozza. Cirillo ha scelto Impastato come tema della sua opera, anche per sanare la “ferita” inferta dall’amministrazione Trifoli a inizio mandato, quando per decisione dell’allora sindaco oltre al cartello che identificava Riace come “paese dell’accoglienza”, venne rimosso anche quello che raffigurava un ragazzino di colore con la maglietta rossa di “Radio Out” e una scritta che ricordava i 100 passi dell’attivista antimafia siciliano. Messaggi - afferma Mimmo Lucano- che danno fastidio.

“Quello di Peppino Impastato, che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia, le destre e la sopraffazione è un messaggio che ancora fa paura” dice Lucano.  “Ma se devo essere sincero, non è il primo fatto inquietante che succede a Riace. Nelle ultime settimane, anche ai laboratori ci sono stati dei dispetti. Nulla di rilevante, ma non possiamo che constatare che la solidarietà per qualcuno è una minaccia”.