ROMA - In Veneto come in Campania, nelle Marche, in Puglia, in Abruzzo, in Lombardia: sono sempre più numerosi i casi risultati positivi alla variante inglese del Covid-19. I tamponi esaminati presentano le mutazioni del gene S tipiche di questa variante.
Trovati tre casi in Veneto. Ad annunciarlo è stato il governatore del Veneto Luca Zaia nel corso di un punto stampa organizzato alla Protezione civile di Marghera. I primi risultati di uno studio sono stati comunicati da Antonia Ricci, direttore generale dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie. Analizzati nel mese di novembre 34 virus dove sono stati trovati 8 diverse varianti del Sars Cov2 (due delle quali non ancora trovate in Italia quindi presumibilmente tipici del territorio). Negli ultimi giorni sono stati poi analizzati ulteriori campioni di cinque pazienti che avevano avuto contatti con la Gran Bretagna. In due casi della provincia di Vicenza e Treviso è stata riscontrata la cosiddetta 'variante inglese'.
"Non ci sono evidenze che sia più pericolosa o dia origine a patologie più gravi, nè tanto meno che non risponda al vaccino: l'unica caratteristica è che il contagio corre più velocemente". E' la precisazione sulla 'variante inglese' del Covid-19 di Antonia Ricci, direttore generale dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezia. "Quindi - ha spiegato nel corso di un punto stampa organizzato alla sede regionale della Protezione civile del Veneto - di fronte ad un virus che passa più velocemente le misure di contenimento, le mascherine e le distanze diventano ancora più importanti".
In Veneto sono stati registrati 2.523 positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore. Lo ha riferito il presidente della Regione, Luca Zaia, in conferenza stampa specificando che ci sono 88.842 positivi e 3.275 ricoverati. I morti registrati nelle ultime 24 ore sono stati 33.
"Abbiamo scientificamente dimostrato che il virus 'estivo' non c'entrava niente con quello della prima ondata e nemmeno con quello che circola adesso. Si diceva che le feste e la libertà estiva avevano diffuso il contagio. Il contagio di oggi, dai dati in nostro possesso, non avviene con la mutazione che avevamo questa estate" ha aggiunto Zaia, anticipando i dati di uno studio sulle diverse mutazioni del Covid in Italia realizzato dall'Istituto Zooprofilattico delle Venezie, di Legnaro (Padova).
Sei casi in Campania
Positivi sei passeggeri campani provenienti dal Regno Unito. La notizia è emersa a seguito del lavoro svolto dai ricercatori dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, in sinergia con Tigem e Ceinge. In corso ulteriori studi in stretta collaborazione con i ricercatori dell'Istituto Spallanzani. Da domenica 20, infatti, tutti i passeggeri provenienti dal Regno Unito, sono stati sottoposti a tampone nasofaringeo molecolare e i positivi sono stati prontamente individuati e monitorati. Immediatamente, è stato effettuato il sequenziamento per accertare se il ceppo appartenesse alla variante inglese. Dopo l'incessante lavoro dei ricercatori, è emerso che 6 presentano le mutazioni del gene S tipiche della variante.
"L'individuazione dei sei casi positivi - ha detto il presidente della Regione, Vincenzo De Luca - è successiva all'ordinanza della Regione con la quale si sono bloccati i voli provenienti dal Regno Unito immediatamente dopo la notizia della scoperta della nuova variante. Proseguirà nei prossimi giorni un lavoro attento di controllo e di filtro rispetto agli arrivi e sulla evoluzione dell'epidemia, per garantire al massimo le condizioni di sicurezza. E' di grande importanza scientifica e di grande supporto per il lavoro che verrà, questa indagine sviluppata dai nostri centri di eccellenza nell'ambito della ricerca finanziata dalla Regione nel mese di marzo".
Due casi sospetti in Abruzzo
I tamponi positivi al Sars Cov-2, compatibili con la variante inglese del virus e isolati da due laboratori in Abruzzo, sono stati inviati all'Istituto Spallanzani di Roma per la conferma del risultato diagnostico. Lo hanno disposto l'assessore alla Salute della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, e il referente regionale per le maxi-emergenze sanitarie, Alberto Albani, sulla base dei protocolli scientifici vigenti. "Si tratta di un numero esiguo di campioni - spiega Albani - isolati in questi giorni, sui quali però vanno effettuati ulteriori accertamenti per stabilire se si tratti effettivamente della variante del virus individuata nel Regno Unito o di un'ulteriore forma".
"Nel frattempo - sottolinea l'assessore - ai pazienti sono stati applicati tutti i protocolli di sicurezza sanitaria: sono stati posti in isolamento ed è stata avviata l'attività di contact tracing per ricostruire i loro contatti e spostamenti. Il sistema, dunque, è intervenuto tempestivamente e adottando ogni cautela".
Altri positivi alla variante inglese in Puglia
In Puglia è stato scoperto un secondo caso di variante inglese del Coronavirus: lo ha annunciato l'assessore regionale alla Sanità, Pierluigi Lopalco. "Il lavoro contro il coronavirus e per la tutela della salute - ha spiegato - non si è fermato neanche il giorno di Natale. La notizia più significativa è che l'Istituto zooprofilattico sperimentale è riuscito a isolare il virus corrispondente a questo ceppo, fatto questo di grandissimo rilievo scientifico. Cogliamo l'occasione per esprimere un plauso a chi ha condotto con successo queste analisi e a tutto il personale sanitario che prosegue incessantemente le attività anche in queste giornate".
Il secondo caso di variante Gb riguarda un giovane rientrato da Londra il 19 dicembre scorso, sullo stesso aereo sul quale aveva viaggiato il primo paziente di cui nei giorni scorsi è stata rilevata la positività alla variante inglese del Covid. Il secondo paziente è stato individuato grazie allo screening avviato su tutti i viaggiatori del volo.
Il 21 e 22 dicembre scorsi i tamponi eseguiti sui due pazienti sono stati trasferiti all'Istituto Zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata. Entrambi i tamponi sono stati sottoposti al test di isolamento del virus su cellule Vero E6 e al sequenziamento del genoma virale. Le sequenze dell'intero genoma dei due virus verranno depositate nella banca dati pubblica e messe a disposizione della comunità scientifica internazionale.
Due casi in Lombardia
I primi due casi sono stati individuati anche in Lombardia. Ne dà notizia il Policlinico San Matteo di Pavia. Si tratta di due cittadini italiani atterrati a Malpensa nei giorni scorsi - esattamente il 23 e il 24 dicembre -. I due eventi sono tra loro indipendenti e non sono, in alcun modo, relativi a un focolaio. I campioni, risultati positivi al tampone molecolare, sono stati trasmessi dall'ATS Insubria alla Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, dove il team del professor Fausto Baldanti ha effettuato il sequenziamento.
"Da marzo ad oggi il nostro laboratorio ha analizzato, mediante sequenziamento, oltre 550 ceppi virali e questi sono i primi casi di variante inglese identificati - commenta, Fausto Baldanti, responsabile del Laboratorio di Virologia Molecolare del San Matteo -. Dal momento dell'allerta emanata dagli inglesi, Regione Lombardia ha attivato il nostro laboratorio per le analisi sui viaggiatori di ritorno dall'Inghilterra".
Dal 20 dicembre sono state esaminate alcune decine di campioni provenienti da tutta la Regione. "I colleghi inglesi hanno dichiarato che questa variante sembra avere una maggiore contagiosità ma non un'aumentata letalità - conclude il professor Baldanti -. Inoltre, anche questa variante sarebbe coperta dal vaccino che, per fortuna, sarà disponibile da domani".