Cronaca

Sardegna, tutti in fila per il tampone poi il via libera: così si entra nell'unica Regione bianca d'Italia

Tamponi al porto di Olbia
  (ansa)
Nei porti le proteste degli autotrasportatori che chiedono la priorità per le consegne da rispettare
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Nei porti e aeroporti sardi, da questa mattina, c'è un po' più di traffico. Nessun trolley da vacanza, però: si arriva per lavoro e necessità, o si torna a casa. Ad attendere i viaggiatori ci sono medici e infermieri in tuta bianca, personale con la divisa della Protezione civile e della Capitaneria di porto. Il via vai nelle postazioni e nelle tende blu in banchina è dovuto ai test anti Covid-19 a cui da oggi, tutti coloro che arrivano sono tenuti, secondo un'ordinanza del presidente della Regione, Christian Solinas. Questa è la strategia della Regione per tener stretto il primato di zona bianca, la prima e unica d'Italia. Un tentativo di stabilizzare il vantaggio geografico da isola non densamente popolata. Ieri, per la prima volta dopo mesi, nemmeno una vittima, i reparti si svuotano e l'indice di trasmissione Rt è allo 0,68, lontano dalla media nazionale sopra l'uno.

L'idea dei test non è nuova, bensì ricalca il "passaporto sanitario", già al centro di dure polemiche con il governo guidato dal premier Conte . Cinque mesi fa una simile ordinanza era stata impugnata e sospesa dal Tar Sardegna. Ma ora tutto è operativo e non sembrano esserci ostacoli. Una mini-prova a ranghi ridotti, in vista dell'estate, dove i numeri sono ben più alti delle attuali poche migliaia di passeggeri dalla penisola.

Le opzioni sono tre, comunicate anche dalle compagnie aeree e marittime via sms. Esser stati vaccinati (con due dosi), oppure avere in mano il risultato di un test antigenico negativo, fatto nelle ultime 48 ore. Chi arriva senza può, gratuitamente, farlo sul posto e lo dovrà ripetere dopo cinque giorni, ma in un laboratorio. Chi invece va via dritto deve "recarsi nelle successive 48 ore" – a proprie spese – a fare un test molecolare. Anche se gli intervalli di tempo, e l'attesa del risultato, non sono regolati, né sono indicati specifici controlli. L'ultima strada è, poi, l'isolamento fiduciario per dieci giorni.

Nessuna rivolta e nessuna fuga nella prima mattinata con un primo positivo da Milano ma una generale disponibilità: qualcuno ricorda i focolai dopo l'estate sarda con le discoteche aperte, altri temono la terza ondata. Negli aeroporti si registra solo qualche malumore per le file, nei porti – invece - proteste più vigorose tra gli autotrasportatori che chiedono la priorità per le consegne da rispettare.

Così la Sardegna bianca tenta la resistenza mentre sono in arrivo nuove restrizioni nazionali. Nessuna immunità dalla variante inglese che risulta prevalente e viaggia veloce ora soprattutto al sud con scuole chiuse a singhiozzo. Al nord, poi, La Maddalena conferma per la seconda settima la zona rossa, nel Sassarese, Bono salta direttamente alla bianca ma senza alunni in classe. Il marzo isolano comunque non è iniziato con un liberi tutti: il coprifuoco c'è ancora, è solo slittato alle 23.30. Da una settimana si può cenare in ristorante come non succedeva da novembre, e godersi un aperitivo fino alle 21. Per il resto palestre, piscine, cinema e teatri devono attendere. Le scuole superiori possono avviare la didattica in presenza al 75 per cento. Ma di fatto sono solo a metà, così come resta al 50 per cento della capienza il traffico su bus e treni.

Cautela ancora nel week end dal tempo incerto tra gite fuori porta e la gioia dei ristoratori per le prenotazioni. Ci sono stati assembramenti a Sassari con la chiusura di una strada centrale, a Nuoro addirittura una rissa tra adolescenti e un minore accoltellato. I cagliaritani si son riversati sul lungomare Poetto e nelle postazioni della campagna di screening: hanno aderito in 29mila, anche se gli organizzatori ne aspettavano 80mila.

Altro fronte caldo è quello delle vaccinazioni, con il pressing da Roma. Il posto in classifica della Sardegna ancora l'ultimo. È stato inoculato il 65,9 per cento delle dosi ricevute con una copertura di appena 109mila sardi su un milione e seicentomila abitanti. C'è da fare: ieri è stato inaugurato il centro alla fiera di Cagliari, 1070 gli ultraottantenni vaccinati. Da recuperare gli altri avvisati finora con un mix di sms su smartphone e registrazione online: difficile, o impossibile, per gli anziani da gestire in autonomia. Si procederà quindi per chiamata diretta con la collaborazione di anagrafe comunale e medici di base. Si chiede di far in fretta: l'appello arriva anche dai sindacati della scuola: "Alto il rischio contagio che potrebbe vanificare gli sforzi e i sacrifici fatti finora", così la Cgil. Solo da oggi si raccolgono le adesioni di prof, impiegati e collaboratori.